lunedì 2 gennaio 2017

AVVENTURE DALLO SGABUZZINO (RAPE COMPRESE) Piccoli orrori di un lunedì pomeriggio.

These are RAPE (per chi non fosse di italica lingua) 


Sono storie, sono sempre e solo storie...ma con delle buffe varianti.

Oggi è il 2 gennaio 2017 e su questo non ci piove.  Io soffro ancora dei postumi di una delle influenze più corpose che abbia dovuto sopportare ultimamente quindi non sono molto in forma e nemmeno diciamocelo, così attenta a ciò che mi circonda. ormai dovrebbe essere risaputo che mi sono trasferita in una nuova casa. Nuova per modo di dire, la mia casa d'infanzia, ma nuova, nel senso ristrutturata. Una meraviglia per tutti visto che la mia precedente dimora non era enorme, nemmeno questa se per questo, ma un tantinello più grande, e con qualche stanza in più compreso il misterioso, nonchè famigerato SGABUZZINO 👀. Passano gli anni, passano le generazioni e lui è sempre lì immutabile, non enorme ma nemmeno così piccolo, senza la luce (perchè tradizione vuole che il nostro sgabuzziono abbia un alcunchè di medievale, tipo da segreta, da cella punitiva) dove io mi ricordo da piccola, veniva conservata qualsiasi cosa: dalle scope, ai libri vecchi, ai giochi di società in disarmo, al, sentite bene perchè questa cosa val bene una spiegazione, il fatidico, terrificante e temibile sciroppo alla RAPA 👽).

Apriamo una parentesi: la mia mamma di quando in quando, aveva dei momenti vegan o se vogliamo così definirli ipernaturistici; ricordo ancora con orrore il pappone fatto con la polvere di zolfo da mettere sulla faccia contro i brufoli (che peraltro sulla mia faccia non avevano quasi mai fatto la loro comparsa tranne in piccoli sporadici episodi dovuti all'eccessivo consumo di insaccati prepotenti); bene, ci fu il periodo dello sciroppo di rapa contro la tosse. Praticamente si scavava un grosso rapone e si metteva al suo interno, credo dello zucchero, che doveva stare a macerare lì per un tot di tempo dopodichè si prendeva a cucchiatate all'interno del rapone e si cacciava in bocca del malcapitato colpito da tosse che in genere, sfiga vuole, ero io. Bene, inutile girarci tanto intorno, le rape non sono la delizia delle delizie, nè crude nè cotte anzi non ho alcun problema a dire che pur avendo superato numerosi scogli alimentari quello della rapa ancora mi sta lì...e pensate dover buttare giù quella immane schifezza che proveniva dallo sgabuzzino, che per carità fresco era fresco però non conferiva certo un sapore migliore al rapesco intruglio.



Comunque per farla breve, lo sgabuzzino mi incute ancora oggi una sorta di quieto timore. Ora ha anche la piccola grata che dà sul di fuori leggermente divelta il che conferisce un'aura di maggiore mistero al tutto. E' piccino ma la porta è enorme e praticamente quando si guarda lo SGABUZZINO dal di fuori uno si immagina che aperta quella porta ne uscirà sicuramente qualche orrido mostro della pixar oppure è il secondo portale per raggiungere le famose terre di Narnia, sicuramente la parte più brutta di Narnia, ecco. Oggi, con le poche forze conferitemi da madre natura dopo sei giorni di augmentin e bentelan stavo riponendo dei sacchetti vuoti all'interno del famigerato sgabuzzino. E non mi son avveduta che dietro di me, fugace e sguisciante come un'anguilla c'era Cannella la quale è dal primo nanosecondo che viviamo qui che desidera trovarsi a tu per tu con lo SGABUZZINO 😼; bene con me cosciente come le rape appena descritte è stato un gioco da ragazzi. Io me ne sono poi tornata a letto con l'innocenza di un pupo di sei mesi, Marty dopo un pò arriva e mi chiede "E Cannella"? ed io "Boh" (le nostre proverbiali, corpose interazioni). In effetti, se le porte e le finestre son chiuse non sto ad inquietarmi tanto per Cannellina che è invece una fonte perenne di preoccupazione per una sua eventuale fuga, è il gatto più tenero, intelligente e dolce del mondo ma anche il più disarmato a livello neurologico, quindi un pericolo per se stessa incredibile se fuori dal proprio habitat casalingo. A breve arriva Marty bianca come un cencio asserendo che dallo SGABUZZINO arrivano sinistri rumori...a me viene da ridere perchè ha una faccia che manco Hannibal The Cannibal potrebbe incuterle tanta paura. 

Per farla breve Cannella è riuscita nel suo intento ed è anche riuscita ad arrivar abbastanza vicina all'orrida fieritoia che dà sul di fuori della casa (niente paura però...è tutto talmente a strapiombo che credo nemmeno la buonanima di Patrick de Gayardon si sarebbe messo di buzzo buono a provare ad uscire...non ce l'hanno fatta nemmeno i tecnici della telecom e perdiana!! 👻). Dovete sapere che Cannella è un gatto estremamente pulitino come tutti i gatti ma anche di più...quando mi faccio la doccia e mi spalmicchio con le creme dopo lei viene volentierissimamente a sfrugugliarsi su di me per annusarmi, è un gatto anomalo diciamo. L'orrore, una volta uscita dallo SGABUZZINO è massimo: infatti ha le zampette sporche (i ripiani superiori non sono stati più toccati dal 1200 dc) e sul muso ha un bel reticolato di ragnatele. Bene mentre sto finendo questo simpatico articoletto è ancora lì che si pulisce e credo ne avrà ancora per qualche tempo e finalmente sarà stata placata la sua ardente curiosità riguardo al famigerato SGABUZZINO. Un altro componente familiare che sta cominciando a pensare che quello è il luogo giusto se si vuole infliggere qualche terribile pena a qualcuno che si odia. In realtà io son felice del mio sgabuzzino: arrivo da due case dove non esisteva uno spazio simile e quindi ne vado orgogliosa!! (anche se con parsimonia).

Cannella tuttora alle prese con potenti abluzioni.

Stiamo comunque parlando del
ricordatevelo,
fantomatico,

💦SGABUZZINO💦

💀

Qui MI MANCANO I FONDAMENTALI
Enrica Merlo
02/01/2017 
 

2 commenti:

  1. L'importante è non mettere il cuore nello sgabuzzino!!!

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