domenica 17 ottobre 2021

PISQUANO: un nome in codice di un agente segreto?

 


Immagine da google


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2021/10/quelli-che-voi-giornalisti-chiamate-no.html


Ohhhh finalmente qualcosa di lieto, oddio lieto, qualcosa di sciocchino. Un pò di leggerezza suvvia mica si può sempre parlare di cose serie, non vi pare? Mica possiamo sempre rimarcare il concetto che come nazione siamo spacciati o che presto la soglia di povertà in Italia raggiungerà quella della Grecia qualche anno fa? E che combinazione tutte le volte che capita questo c'è sempre la stessa persona di mezzo, no? Possiamo? Possiamo parlare perennemente di questo? NO. Quindi ho deciso quest'oggi di raccontarvi una cosa piuttosto divertente che mi è sovvenuta tra un neurone e l'altro qualche giorno fa mentre pensavo a mia mamma e alla sua portentosa capacità di appioppare nomi piuttosto spiacevoli ma azzeccati a determinate persone che magari non erano esattamente di suo gradimento. E mi è venuto in mente il PISQUANO. Ho la convinzione che se fosse ancora tra noi troverebbe un nome per ognuno di quegli strambi personaggi che ci riempiono la testa da quasi due anni a questa parte.

C'era una persona in particolare che lei appellava in codesto modo anni fa ed ogni volta era una burletta. Ma torniamo a noi. Voglio spiegarvi qui, in questo articolo così divulgativo le origini e le caratteristiche di codesto termine. PISQUANO infatti lo troviamo nei dizionari della lingua italiana dalla prima metà degli anni '60 (del millennio o secolo scorso che dir si voglia); pare infatti che il termine abbia avuto una dilagante diffusione dal primo dopoguerra in avanti. Derivato infatti dal termine inglese PIPSQUEAK che significa "persona insignificante" dilagò come termine per indicare una persona (in genere venivano colpiti da questo strale gli omini) priva di qualità e anche un pò tronfia ed incapace. Un complimentone, insomma. 

Durante la seconda Guerra Mondiale PIPSQUEAK era il nome in codice con il quale veniva chiamato un sistema automatico di riconoscimento basato sul radiogoniometro* che fu utilizzato con successo dalla RAF nel corso della Battaglia d'Inghilterra. Il termine PISQUANO viene usato soprattutto nelle regioni di Lombardia ed Emilia Romagna ma poichè mia mamma ne era così largamente a conoscenza ed è sempre stata assolutamente piemontese, devo dedurre che pure dalle nostre parti questo appellativo non fosse così sconosciuto. Ma vi dirò di più, nella zona lombardo/romagnola esiste pure una variante ( e daie con ste varianti) ovvero il PISQUANO SESQUIPEDALE ovvero detto di chi compie un intervento oratorio prolisso, tronfio ma senza alcun valore consistente, riferito con grandissima probabilità ai "Sesquipedalia verba" di Orazio. Pisquano sì dunque ma con origini di tutto rispetto. Interessante vero? Sapete che sono sempre a disposizione per trovare qualcosa di particolare vero? E se pisquano deve essere, pisquano sia!!

*Il radiogoniometro è un ricevitore radio dedicato al rilevamento della direzione di provenienza delle trasmissioni che riceve. Molto usato nei primi decenni del 1900 è ormai, come apparecchiatura, in totale disuso.



Enrica Merlo
per 
MI MANCANO I FONDAMENTALI

17/10/2021

domenica 10 ottobre 2021

QUELLI CHE VOI "GIORNALISTI" 🤮 CHIAMATE NO VAX

 


Il mio avatar su facebook piuttosto schifato

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2021/10/e-chi-se-lo-ricorda-oppure-si-gelosia.html?m=1


Un piccolo appunto riguardo all'attacco (sì vabbè attacco) alla sede della cigielle a Roma: cari giornalisti, siccome siete magari laureati e dovreste saper scrivere, non dite che i no vax hanno assalito la sede della cgil ma che i no green pass lo hanno fatto. Non confondiamo un diritto inalienabile a difendere la salute con attacchi che vanno definendo terroristici nei confronti di nullafacenti che si son svegliati adesso perché gli han rotto due vetri. Dove eravate prima signori (sindacalisti)? Sempre solo buoni a lamentarvi? Non siete lì per difendere i diritti dei lavoratori? Dove siete stati fino ad ora? E ripeto, voi, pseudo giornalisti non dite che i no vax hanno assalito i cigiellini, perché non è corretto. I no vax (termine peraltro sbagliatissimo) sono persone che hanno scelto di non farsi punturare la maggior parte dei quali perché CONSAPEVOLI (grazie, spessissimo, a studi approfonditi) del fatto che, avendo patologie pregresse o cure in atto che colliderebbero con questa brodaglia infernale, hanno deciso di non farsi punturare LO RIPETO. Non mescoliamo movimenti politici con gente che vuole solo difendere la propria salute. Detto questo, io sono comunque dalla parte dei no green pass, bravi, avete fatto bene. E voi giornalistucoli tornate sui banchi di scuola che è meglio.

E voi gente non fatevi intortare dalla stampa venduta al governo e dalla tv che al governo s'è già venduta da mo'. Siete pregati di spegnere tutto e ragionare con la vostra testolina. Ce la fate? Buona domenica.

Orgogliosamente no green pass e NO VAX COVID 19 non no vax e basta, capito?


🤮

Enrica Merlo

per

MI MANCANO I FONDAMENTALI


10/10/2021






giovedì 7 ottobre 2021

E CHI SE LO RICORDA... OPPURE SI': GELOSIA, ASSURDA MALATTIA

 

Foto mia: il mio adorato nonno Carando.


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2021/10/io-apro-la-porta-del-paradiso-dante-fai.html


Per dolcissima fanciulla che fui sempre, anch'io non ero immune certamente alle più bieche storture umane. Allora dov'ero arrivata? Che il mio adorato fratello/Olivia di Popeye era giunto a casa e in brevissimo tempo era già riuscito a combinarne di tutti i colori nonostante, appunto, fosse un bimbo in fasce, e quando dico fasce dico proprio fasce con tutti gli annessi e connessi. Dopo la rovinosa caduta dal divano a qualche giorno dall'arrivo a casa, mia madre arrivò pure a perdere il latte, fortunatamente solo per qualche giorno, per la serie "cominciamo alla grandissima". Ma torniamo a ME che alla fine la protagonista di questo pasticcio simil/letterario sono io. Io avevo un nonno. Di solito si dovrebbe averne due di nonni invece io ne avevo uno e non era nemmeno propriamente mio nonno a livello di dna, tranquilli adesso vi spiego. Per quanto avessi nei suoi confronti un'adorazione pari soltanto a quella che mia figlia ha per Loki della Marvel (Tom Hiddleston per la cronaca, un panzerotto britannico niente male, chi la va biasimando in fondo) mio nonno non era mio nonno nel senso che quando io sono nata i miei nonni naturali erano entrambi deceduti: mio nonno materno Luigi, povera creatura, morì quando mia madre era poco più che quindicenne, il mio nonno paterno, Giovanni, quando io ero ancora parecchio radicata sulla luna. Mia nonna conobbe mio nonno (nonno Carando intendo) e lo sposò (sempre con un pò di biasimo da parte di tutta la famiglia perchè non avrebbe più dovuto, a detta di molti, innamorarsi di nessun'altro al mondo invece lei si innamorò eccome e fu un amore buono fino all'ultimo morso, fino all'ultimo respiro come adesso non ce ne sono più, nemmeno nei film. Mia nonna Maria era forte; quando amava amava di brutto e nessuno poteva farle cambiare idea). Mio nonno faceva Emiliano di nome e Carando di cognome ma per tutti noi era nonno Carando. Ho scritto già di lui sul mio blog MI MANCANO I FONDAMENTALI e sinceramente io non smetterei mai di parlare di lui, come del resto di mia nonna, io li adoravo genuinamente tutti e due. Mio nonno Carando ai tempi fu commerciante di bestiame, le malelingue dicevano fosse una persona che se la tirava un tantino, io invece penso che lui fosse semplicemente se stesso: era sempre vestito in modo impeccabile e quando dico impeccabile dico che aveva pantaloni giacca e cravatta e camicia sempre perfettamente stirati, ah sì anche le bretelle, le mitiche bretelle del nonno Carando quelle che le pigliavi in mano tiravi e gli facevi fare sboinggg, e lui giù a ridere come un matto; nonno Carando rideva veramente molto credo di non averlo mai visto accigliato nonostante appunto avesse quelle sopracciglia naturalmente piegate all'insù che nel cinema d'essai sono indice di grande seriosità o crudeltà... aveva gli occhi che ridevano ed era tutto un programma. Profumava  sempre vagamente di pino silvestre e i capelli erano sempre, sempre impomatati, non ne trovavi uno fuori posto nemmeno a cercarlo col lanternino; semplicemente penso che si volesse molto bene, il punto era che voleva bene anche ad un sacco di altre persone, me compresa, forse era una delle creature al mondo che mi ha amata di più insieme a mia nonna. Un'altra cosa adorabile di mio nonno era che nonostante a livello economico fossi quasi sicura non avesse problemi, anzi, non volle mai munirsi di apparecchio dentale, la dentiera via, non facciamola troppo fine; questo aiutava a fare della sua faccia già simpatica di suo qualcosa di distintivo, senza contare poi quant'era forte quando mangiava e tagliava tutto a pezzettini piccoli, piccoli per poter masticare e digerire al meglio. Aveva delle gengive durissime ed ogni tanto prendeva un mio ditino e faceva finta di mangiarmelo ed io mi scompisciavo letteralmente dalle risate... certe persone non dovrebbero andarsene mai, il vuoto che lasciano non è incolmabile, credo non ci sia un termine che definisca questo stato d'animo. Io non lo amavo così tanto perchè era il mio unico nonno, col carattere che mi son sempre ritrovata se una persona non mi piaceva non mi sarebbe mai piaciuta, io lo amavo perchè lui era amabile, sapeva farsi amare. Bene; perchè vi ho parlato in modo così prolisso di mio nonno Carando? Perchè amorevole e partecipe di tutti gli avvenimenti della famiglia com'era, figuriamoci se non si sarebbe fatto in quattro pur di essere presente prima (perchè lo era stato eccome) ma anche dopo la nascita del fagottello magrolino ma semovente che poi era mio fratello. Ogni benedettissimo giorno era lì e spesso assisteva al cambi del pannolino: in quei momenti il mio fastidio verso il nuovo venuto si attutiva molto perchè ero così intenta ad osservare l'entusiamo nei suoi occhi (sembrava che stesse assistendo ad un qualche rito sacro) che non avevo tempo di tener conto di quel mostriciattolo urlante, i miei occhi erano solo per lui (mio nonno) e basta.



Ecco, io mio fratello lo guardavo proprio da questo lato - immagine da Google

 Ma si sa che la gelosia è un sentimento strisciante, perverso, subdolo e serpentino: quindi divenni gelosa delle attenzioni che mio nonno dedicava al mio fratellino (mai e poi mai però il suo affetto nei miei confronti mutò, anzi; in fin dei conti ero la sua unica nipotina femmina, di maschi ce n'erano a iosa quindi godevo, diciamo così, di una posizione social/familiare piuttosto privilegiata) però... i però sono sempre abili e arruolabili nella vita di ognuno di noi. Il solo fatto che lui non lo toccasse perchè sembrava che se lo avesse fatto avrebbe potuto ammaccarlo e quella tenerezza (che col senno di poi c'era per lui come per me) nei suoi occhi così disarmante, cominciarono a farmi provare per il mio adorato fratellino, un certo fastidio, piccolino ma fastidio, un fastidiino ecco. Non le poppate - cosa c'è di più intimo di una poppata-, non le continue attenzioni che giustamente venivano elargite da mia madre alla sua volta, non le sgridate ingiuste che mi venivano appioppate scatenarono in me la gelosia ma mio nonno. Pazzesco vero? Poichè ero una creaturina piuttosto mite, non tonta ma tranquilla, non usai metodi drastici per dimostrare il mio piccolo livore, il mio livorino nei confronti del fratellino ma intanto cominciai una piccola guerra, una guerrina, nei confronti del mio bro. Me la studiai ben bene (avrei potuto intraprendere la carriera militare accidenti a me) finchè non trovai lo stramaledetto punto debole, la falla nel tessuto vitale del mio piccolo nemico: gli occhi. Non che mi mettessi a cacciargli le dita dentro, avevo studiato qualcosa di molto più subdolo ovvero: ti avvicino e non ti guardo nei begli occhi dolci e teneri di neonato vis a vis ma dalla parte opposta. In pratica io lo guardavo negli occhi standogli dietro. Una, due, tre volte facciamo pure anche quattro o cinque finchè il poverello aveva capito l'antifona e cominciava  a strabuzzare gli occhi ancora prima che io mi muovessi per avvicinarlo. MIa madre va bene gli ormoni della gravidanza ancora in circolo, va bene l'allattamento che dicono renda particolarmente calme le donne ma un bel dì si avvide di quello che stavo architettando e senza alcun accenno di preavviso, una lettera di un avvocato, un avvertimento di un vicino mi mollò uno slavadenti (forse il primo di innumerevoli, thanks to my dear brother) da mille e una notte che sto ancora girando adesso; visto cosa può combinare questa costruzione emotiva malefica che è la gelosia? Che io adesso per ora smetto qui perchè devo ancora mettermi a posto la testa? Credo che la precoce spondilosi alla cervicale che mi venne verso i sei/sette anni sia stata una conseguenza del nefasto lordone preso allora. Mai fare il "Generale sopra la collina ci sta la morte crucca ed assassina" se non si ha la stoffa del combattente.


Continuum


Spero di non avervi tediati e vi informo simpaticamente che codesto racconto è protetto da copyright ma davvero davvero, nel senso che se a qualcuno gira di farlo passare per suo (come mi capitò in passato con ben 68 poesie, da ammazzarsi) son cavoli perchè è stato regolarmente autospedito ad indirizzo pec, in tal modo diventa un documento valido legalmente, grazie.




Enrica Merlo
per 
MI MANCANO I FONDAMENTALI

07/10/2021

domenica 3 ottobre 2021

IO APRO LA PORTA DEL PARADISO (DANTE, FAI SMETTERE QUESTO SCEMPIO)

 

LA PORTA DEL PARADISO DEL BATTISTERO DI FIRENZE (credit Database Italia)


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2021/10/fine-di-un-incubo-o-fregatura-dietro.html


"Il 15 ottobre prossimo venturo vi sarà al Quirinale (il palazzo che rappresenta la nostra Repubblica) una cerimonia per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, di cui si sta esaltando solo l' "Inferno" con una mostra che prevede la presenza della Porta dell'Inferno di Auguste Rodin (opera incompiuta e potrete capire il perchè).

Il 15 ottobre, su un altro piano, vi sarà la consegna delle chiavi (green-pass) per accedere ad una vita condizionata da un consenso digitale (l'inferno dell'uomo). Questa chiave è stata offerta ad ogni singolo individuo, attraverso l'assunzione di una "pozione magica" come chiave per la "libertà" ma sfruttando il "libero arbitrio", sigillando così il più noto dei passaggi verso l'inferno dell'umanità, quello del "patto" senza l'apparente responsabilità di chi lo "offre". Chiunque userà la "chiave" per aprire quella porta (anche solo interiormente), sprofonderà in un inferno da cui non potrà, in eternum, risalire.

Salvate le vostre anime , non "aprite quella porta" (ricordando un noto film dell'orrore), la dannazione interiore ed eterna è nelle vostre mani. Ai tanti operatori, inconsapevoli e "vuoti", delle opere di Sha-tan (il divisore utilizzato da D-o per riconoscere i suoi veri Figli della Luce) dico che sarà lo stesso D-o ad occuparsi di loro. Non guardate in alto, Egli è già dentro ognuno di Voi, per salvarvi o condannarvi".


Dal Fr. Stefano Erario


Estrapolato dall'articolo LE PORTE DELL'INFERNO di Nicola Bizzi - 27 settembre 2021

Database Italia 


*

Dante, per la nostra Cultura, è sempre stato un esempio eccelso, positivo, quasi, mi si perdoni l'ardire, divino. Non permettiamo che venga sfregiato da chi vuole usarlo per stravolgere le nostre esistenze. Difendiamolo con tutte le nostre forze, è uno degli ultimi baluardi al quale possiamo aggrapparci. Non permettiamo altresì che ALTRI al di fuori dei nostri confini -perchè no anche geografici- rubino la nostra IDENTITA'.




Enrica Merlo
per 
MI MANCANO O FONDAMENTALI

03/10/2021





Affresco recentemente ritovato e che mostra 
il bellissimo volto di Durante di Alighiero degli Alighieri 
(Dante) a Firenze

sabato 2 ottobre 2021

FINE DI UN INCUBO O FREGATURA DIETRO L'ANGOLO?

 


Foto mia che più mia non si può


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2021/09/citazioni-da-di-tutte-le-ricchezze-di.html


Se fosse vera la voce che corre serpentina che a breve finirà tutta sta smenata coviddiana cari amici attenti: non facciamo come i polli da allevamento che se li aprono corrono in giro come disperati senza una meta per chilometri, almeno teniamo le mascherine nei supermercati e negli altri luoghi chiusi (come ho sempre detto e ripetuto, in Giappone lo fanno dai tempi delle atomiche). Sta cosa mi puzza, troppa libertà tutta in una volta potrebbe darci alla testa e sicuramente questi birboncelli (su facebook avevo usato un altro termine) al governo hanno in mente qualcosa di specifico per noi e temo fortemente che sia la temutissima scopa nel deretano anch'essa da me ampiamente prevista (lo so che l'espressione è parecchio colorita ma quasi due anni di coercizione ti trasformano e se mai possibile ti rendono un tantino selvatica, cafona, allegrotta) spero di essermi spiegata. 

Altra voce che gira, mai confermata sia chiaro come del resto la stragrande maggioranza delle notizie, ma plausibile, vista la piega sadica che ha preso quello che noi chiamiamo governo, io non lo chiamo perchè ho paura che mi risponda, è che c'è la tendenza a voler copiare il modello cinese ovvero: ad una certa ora -detta molto semplicemente- ci levano l'energia elettrica chi c'è c'è chi non c'è si arrangia, questo a detta loro per risparmiare e quindi diminuire l'inquinamento. MA QUANDO MAI al nostro governucolo, e sfido anche a trovarne un'altro in tutto il resto del mondo, è fregato qualcosa dell'inquinamento? E qui, miei cari, ecco pronta l'altra grossa zuppa di merda per tutti i poveracci del mondo. L'energia elettrica è il minimo indispensabile anche per il più poraccio dei poracci che ci levate pure la luce? Che bisogna alzarsi di notte per i bisogni e scommettere con il vicino se si riuscirà a centrare il buco del cesso al buio? Personalmente sono sempre più basita, senza contare tutti i pirletti che si son fatti inoculare la piscia di cavallo (quando fosse andata bene) e adesso si trovano Mattarella che dice "bambini e bambine è tutto finito, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato scurdammoce o' passato simme napule paisà" con il rischio tra qualche anno di vedersi spuntare qualche naso in più in faccia quando vada bene. Vabbè, io ve l'ho raccontata un pò così però non mi entusiasmerebbe troppo questa voce che gira insistente: questi ci tengono buoni fino a Natale e dal primo (facciamo il due vah) gennaio ci spengono la luce. Voglio proprio vedere. Io al limite mi trasferisco da mia figlia che ha il caminetto.

Entusiasmo sì ma dormiamo con un occhio aperto come i gatti e in culo alla balena a tutti anche se pure la balena ha i suoi diritti.









Enrica Merlo

per

MI MANCANO I ONDAMENTALI


02/10/2021

giovedì 30 settembre 2021

CITAZIONI: da DI TUTTE LE RICCHEZZE di STEFANO BENNI

 


FOTO MIA

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2021/09/e-chi-se-lo-ricorda-oppure-si.html


"E arrivò. Su un'auto nera scortata da due centauri. Scese in tutto il suo metro e cinquantasei di possanza. Come tutti i grandi imperatori che collocavano in alto il loro trono, anche il reuccio di turno preferiva guardare dall'alto i suoi sudditi, il che non era sempre possibile, ma con Biondello sì. Ora l'imperatore era stato sostituito da un sofisticato sistema di computer interbancari, quindi ogni forma di servilismo doveva essere aggiornata e modernizzata, da puttanieri a informatici.

Ma nulla spaventava il ministro Biondello (anche lui uomo di molti difetti e virtù). Nato in paese attiguo a Borgocornio, si era fatto onore. Già sei avvisi di garanzia in una sola legislatura, abuso di atti d'ufficio, concorso in associazione mafiosa, peculato eccetera. Ogni volta, schivata la pena, ripartiva per un nuovo appetitoso reato. Era famoso per la frase "Sveltiamo la pratica" che voleva dire concedere permessi edilizi in cambio di inevitabili tangenti. Il capolavoro di Biondello e dei suoi protetti era un tunnel di tre chilometri costruito con i soldi dei contribuenti in un luogo deserto dove non c'era, e forse mai ci sarebbe stata, alcuna strada. Ora giaceva come un colossale serpente di cemento, in mezzo alla campagna, ed era detto appunto Galleria Biondello.

Il prossimo progetto era una diga in un posto ove non vi fosse acqua".


Tratto da:

-DI TUTTE LE RICCHEZZE di STEFANO BENNI

-Edizione Universale Economica Feltrinelli

-Prima edizione ne "I Narratori" settembre 2012

-Estrapolato dalla seconda edizione de "L'Universale Economica" aprile 2020


Al di là di questo passo sardonico, ironico e tagliente che ho volutamente citato visti i tempi che stiamo vivendo e che non si discostano poi così tanto dal 2012 anno in cui fu pubblicato questo libro da Stefano Benni vi assicuro che è un'opera di una delicatezza e poeticità immani. Ammetto che all'ultimo paragrafo ho pianto. Che voi abbiate mai a provare un freddo reale o un freddo metafisico questo libro vi scalderà di delicatezza. Una storia d'amore diversa, una storia d'amore pura, come non ne esistono. Una storia d'amore con la natura, con il passato e con la speranza. Vivissimamente consigliato.



Enrica Merlo
per 
MI MANCANO I FONDAMENTALI

30/09/2021

sabato 25 settembre 2021

E CHI SE LO RICORDA... OPPURE SI': finalmente è giunto il momento!! Eh???????

 


Immagine da Pixabay


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2021/09/citazioni-da-peer-gynt-di-henrik-ibsen.html


Allora, ve lo dico e ve lo ripeto. Avevo poco più di quattro anni quindi è comprensibile che io ricordi solamente i fatti salienti degli episodi che vi vado a narrare, è chiaro vero? Bene. Siamo partiti io e mio padre per andare a prendere all'ospedale mia mamma e il nuovo ospite permamente di casa Merlo. Io non mi ricordo nulla dell'immediato pre, né del momento in cui siamo arrivati all'ospedale, né  di quando ho visto mia madre col presunto fagottello in braccio... ho il vago ricordo di un problema sorto perchè io ero troppo piccola per entrare in ospedale, in reparto per l'esattezza, credo risolto da un'infermiera/caposala piuttosto sveglia che ci aveva detto che se dicevamo che avevo un anno o due in più non avrebbero fatto storie perchè ero piuttosto alta di statura, ah i bei tempi in cui non c'era bisogno di emendamenti per qualsiasi cosa (tipo adesso che bisogna aspettare il capo dello stato che ti dica se puoi fare pipì nella turca o sul/nel water). Ma ritorniamo a noi; recuperiamo mamma e quel coso che io non avevo la più pallida idea di come fosse. Non ho ricordi del tragitto dall'edificio ospedaliero all'auto, in compenso ho ricordi ben precisi di quando mi son trovata chiusa nell'abitacolo con quel coso (coso detto con affetto, sia chiaro; è chiaro vero?). Quel coso per essere giusti e corretti si chiamerebbe Andrea e fu il mio fratellino appena nato ed è tuttora il mio fratellone nato qualche decennio fa. Devo fare una premessa: sapevo cos'erano i bambini piccoli, ogni tanto vedevo carrozzine o passeggini in giro per il mondo, ogni tanto tentavo pure (anche se devo dire il mio interesse non era così acceso) di sbirciare in quelle carrozzinone gigantesche e carenate che parevano gli attuali mezzi anfibi da combattimento per vedere come fossero quei fatidici bambini appena nati: erano più o meno rosei, più o meno fastidiosi, più o meno gnaulanti, più o meno pelati, più o meno profumati di borotalco, più o meno puzzolenti se per caso si erano dati da fare recentemente, insomma nel complesso non erano così male ma nemmeno così entusiasmanti come li descrivono le zie o le parenti zitelle in genere). L'unica cosa che non riuscivo proprio a introiettare era come io, così grande (almeno io credevo di esserlo) potessi mai essere stata così piccola e così simile a un cicciobello e soprattutto come io possa mai essere stata portata in giro dentro a quelle specie di carri funebri in miniatura (ai tempi le carrozzine erano tutte uguali: blu scuro, quattro ruote simili a quelle dei trattori e con una forma geometrica improponibile). A tutt'oggi più o meno, giovane donna matura mi si dice che io sia una persona troppo strutturata, complicata, di difficile gestione a livello interlocutorio... ah beh sarà perchè questi omini non mi hanno mai conosciuta quando avevo poco più di quattro anni, gli avrei fatto pelo e contropelo altrochè balle, adesso più che essere strutturata mi limito a capire chi ho davanti e cerco di abbassarmi il più possibile al suo livello, non sono cambiata di una virgola da quando sbirciavo nelle carrozzine, per farla breve ah ah ah. Comunque, torniamo a noi. 


Immagine da pixabay

Mi accomodo sul sedile posteriore dell'auto, mio padre alla guida, mia madre sul sedile del passeggero e accanto a me... l'ORRORE più puro tanto che, se non avessi avuto da sempre un invidiabile istinto di sopravvivenza, mi sarei gettata dal finestrino. In quella specie di culla c'era una roba che si muoveva, questo sì gliene do atto, era vestito credo di un azzurro pallido, questo sì gliene do atto era un maschio!! ... ma... come spiegare? Sarò poco prolissa: era BRUTTO. Indiscutibilmente brutto, brutto all'ennesima potenza, una roba tutta grinze, con un colorito rossastro (dove cavolo erano finiti i bambini rosei visti nelle carrozzine altrui? Allora quelli erano veramente dei cicciobelli formato deluxe) e, nonostante fossimo in dicembre con le gambette abbastanza nude, anch'esse grinzose, anch'esse rossastre, anch'esse magrissime tantochè, nonostante io sia sempre stata una bambina perspicace sì ma silente, proruppi in una delle frasi che sono passate e passeranno alla storia finchè qualcuno avrà memoria del mio passaggio su questa terra: alla domanda di mia madre "Allora cosa ne pensi?" Io risposi nel modo più franco e disarmante possibile e cioè: "ha le gambe rachitiche come Olivia di Braccio di Ferro". Applausi, inchino, chiusura del sipario senza nemmeno la richiesta del bis. 



Immagine da Google

Penso mia madre sia rimasta male; penso mio padre sia rimasto male. A me veniva un pò da vomitare perchè mi pareva di stare seduta accanto al Gollum in persona, mi sentivo soffocare. Poi siamo tornati a casa, poi è cominciata la vita con Olivia, ehm insomma con il mio fratellino. Non ricordo che i miei genitori abbiano in qualche modo controbattuto alla mia affermazione (anche perchè c'era poco da controbattere, effettivamente la creatura era stitichina e piuttosto magrolina povera stella... e pensare che mia madre -e questo lo ricordo bene- quando l'aspettava aveva un pancione che mi pareva Moby Dick la balena bianca, dov'era finita tutta quella roba?). Vi devo rassicurare su una cosa: crescendo mio fratello è diventato un marcantonio tanto che ora lo chiamo Andrea fratellone vichingo, perchè? Perchè assomiglia ad un vichingo anzi, di più. Passata la maretta, la prima emozione del ritorno a casa col nuovo venuto, passato l'imbarazzo per la mia sincerità forse un pò fuori luogo, mi venne, durante gli anni successivi, durante "mooooolti" anni successivi, spesso e volentieri rimproverato bonariamente di aver detto una cosa così spiacevole nei confronti della creatura che avevo appena conosciuto; ma scusate mettetevi nei miei panni o comunque nei panni di qualunque bambino si ritrovi con un affarucolo nuovo di zecca davanti (e che peraltro non aveva chiesto nè deciso venisse a stare con noi eh, siamo sinceri, me lo avessero almeno chiesto se volevo uno sgorbietto magari ci avrei pensato) non avreste reagito anche voi in modo "creativo"? Per la cronaca, quel coso molto rachitico a pochi giorni dalla nascita era talmente tranquillo che appena fasciato da mia madre (allora si usava strizzare i bambini e farli diventare tipo degli enormi bachi da seta) si agitò talmente tanto da cadere dal divano. Mia madre presissima dal panicissimo mi urlò (dopo essersi sincerata che non si fosse rotto) "MA NON POTEVI FERMARLOOOOOOO?" e che cavolo, sono una bambina di quattro anni e mezzo mica una campionessa di basket. 


Continuum.


Spero di non avervi tediati e vi informo simpaticamente che codesto racconto è protetto da copyright ma davvero davvero, nel senso che se a qualcuno gira di farlo passare per suo (come mi capitò in passato con ben 68 poesie, da ammazzarsi) son cavoli perchè è stato regolarmente registrato, grazie.



Enrica Merlo
per
MI MANCANO I FONDAMENTALI

25/09/2021