lunedì 18 febbraio 2019

THE IMITATION GAME: Visto, Piaciuto, raccontato 🎬🎥 (di Martina Merlo)


La locandina, image from google - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/02/se-due-mesi-vi-sembran-pochi-casa-delle.html?m=1

di Martina Merlo

La mente umana non vede mai oltre il proprio naso, le persone si affrettano a giudicare un uomo che vede e vive la vita secondo ciò che è  (e che ha salvato quattordici milioni di persone).
Il film che vado a raccontarvi è una storia vera ed il protagonista è Alan Turing un matematico e cripto-analista britannico reclutato dal Governo per decifrare, insieme ad un gruppo di studiosi, dei messaggi che i nazisti inviavano con un congegno denominato "Enigma".
Il film è del 2014 "The Imitation Game" diretto da Morten Tyldum e che vede come protagonisti l'attore britannico Benedict Cumberbatch (interprete anche de Doctor Strange e Sherlock) nel ruolo proprio di Alan Turing, Keira Knightley (Anna Karenina, I Pirati dei Caraibi) e Charles Dance ( Il trono di Spade).
La pellicola è stata candidata a ben otto premi Oscar tra i quali: miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista, miglior attrice non protagonista, miglior colonna sonora, miglior scenografia, miglior montaggio. Ha portato a casa due premi per il miglior montaggio e miglior sceneggiatura non originale a Graham Moore.


Benedict  Cumberbatch image from google-l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Il film è sostanzialmente diviso in due parti: la prima è incentrata sul periodo in cui la guerra era all'apice e gli studiosi insieme a Turing cercavano di decifrare i messaggi in codice inviati dai tedeschi con l'ausilio di Enigma, messaggi che di primo acchito potevano parere senza senso ma che erano estremamente importanti per l'andamento del conflitto. L'ostacolo più grande per coloro che tentavano di decifrare i messaggi tedeschi era che allo scoccare della mezzanotte puntualmente i tedeschi cambiavano le impostazioni del congegno così che tutto il lavoro fatto sino a quel momento dagli studiosi veniva vanificato.


Benedict Cumberbatch nei panni del Doctor Strange; image from google-l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

La seconda parte della storia è ambientata qualche anno dopo la guerra dove Turing viene arrestato con l'accusa di aver commesso atti osceni (Turing era omosessuale e a quei tempi l'omosessualità era considerata un "atto osceno"). Che il suo arresto fosse in realtà legato alla sua attività durante la guerra è probabilmente più che palese. La condanna che subì fu devastante sotto tutti i punti di vista; dovette subire una pesante cura ormonale e al termine di essa Turing si suicidò a soli quarant'anni. 

Interpretazione sentita da parte di Benedict Cumberbatch che ha saputo entrare profondamente nel personaggio.


Keira Knightley, image from google-l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Keira Knightley in questo film interpreta una studiosa che lavora alacremente a fianco di Turing e del suo staff, personaggio forte, indipendente e combattivo visto il maschilismo imperante ed il pregiudizio nei confronti delle donne molto forte a quei tempi (e perchè adesso no? 😉)


Keira Knightley image from google-l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Il film è in generale il complesso, struggente, avvicente racconto della vita di Turing grande mente ma accusato ingiustamente per i pregiudizi imperanti in quel tempo e dà una versione alternativa di come è stata vissuta la Seconda Guerra Mondiale vista da chi la guerra tentava di vincerla dall'interno, una visione scientifica se vogliamo. 
Sapete infatti che la macchina inventata da Turing per decriptare i codici nazisti fu il prototipo per dare vita in futuro ai primi computer? 

Fim altamente consigliato per conoscere uno spaccato di storia ai più sconosciuto ed emotivamente molto forte. Buona visione!!


Keira Knightley e Bneedict Comberbatch in una scena del film-l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright



Martina Merlo 18/02/2019

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venerdì 15 febbraio 2019

"SE DUE MESI VI SEMBRAN POCHI..." (Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade") di Chiara Tampone


La sede della Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade" al Borgo Medievale di Torino

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/02/lettera-aperta-contro-lo-sgombero-della.html

Cosa sta succedendo a Torino? Storie di ordinaria follia o una chiara strategia politica di eliminazione di tutte quelle esperienze sociali o culturali promosse da una cittadinanza attiva?
Nessuna volontà, da parte della giunta, di ascoltare, comprendere il valore di determinate iniziative e giungere insieme, come nel caso della Casa delle Arti "alfredo D'Andrade" a soluzioni alternative possibili.
Ho seguito, sin dai suoi esordi, molte delle attività da essa promosse, constatandone direttamente le potenzialità dell'offerta sul territorio.

La Casa si configura come una realtà viva, organizzatasi in comitato che ha come scopo esclusivo la promozione della cultura e dell'agio sociale riconoscendo nel lavoro di rete il proprio fondamento.

Non solo mostre, reading poetici, performance musicali, presentazioni di libri con gli autori ma anche supporto ad attività sociali ed educative in itinere. Dal mese di gennaio, infatti, è stata avviata una collaborazione con Spazio Anch'io, realtà educativa che opera nel quartiere San Salvario, per lo svolgimento delle attività di scolarizzazione organizzate dall'Oratorio San Luigi e dai suoi educatori rivolte ai giovani stranieri.


I ragazzi di "Spazio Anch'io"

Inoltre, sensibile alla questione dei Beni Comuni, campagna promossa dal giurista Ugo Mattei, il Comitato si è candidato come centro di raccolta firme.
In soli due mesi dalla nascita, la Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade" ha raccolto attorno a sé un interesse sempre maggiore rispondendo fattivamente ed a titolo assolutamente gratuito ai diversi interessi e bisogni emersi.
A testimonianza di ciò una ricca raccolta video-fotografica (qui) e le puntate radiofoniche di Radio Scoiattolo ma soprattutto la risposta positiva delle persone che l'hanno frequentata.


Un momento all'interno della programmazione di Radio Scoiattolo

La cultura non si sostiene solo attraverso occasionali eventi che richiamano moltitudini di persone o nei circoli istituzionali, ma ogni giorno, capillarmente, stimolando, sensibilizzando, interagendo concretamente in un rapporto dinamico tra le istituzioni e la popolazione. La promozione culturale perchè sia effettivamente motore di cambiamento ed arricchimento personale ha bisogno di nuovi paradigmi.


Il gruppo campano VOCI CONFINANTI con la performance "Estreme Congiunzioni"


Chiara Tampone 🌺 15/02/2019


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Le immagini presenti sono di Max Ponte, Matteo Aigotti.

Lettera aperta contro lo sgombero della Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade"






Tutte le foto sono mie

Lettera aperta contro lo sgombero della Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade".

Carissimi Artisti, Poeti, Cittadini

Ieri abbiamo saputo (per altro da un giornalista de La Stampa) del parere negativo del Tar sulla nostra presenza al Borgo Medievale. Per tanto, detto in parole povere, l'amministrazione potrà sgomberarci da un momento all'altro. E vista la celerità del suo operato sulla nostra vicenda ci aspettiamo di essere raggiunti da vigili o forze dell'ordine, con le quali peraltro non abbiamo problemi a parlare pacificamente come è già successo. Se abbiamo fatto qualcosa di pericoloso le cose più "pericolose" sono state certamente le parole poetiche che hanno rinnovato gli animi, i colori che li hanno ravvivati, gli incontri con i ragazzi che hanno creato pace ed integrazione, l'interesse per i beni comuni e la partecipazione.

Tutte le nostre attività fino a che potremo continueranno (fosse anche per poche ore) e vi invitiamo ancor più ad esserci domani per l'inaugurazione della mostra in programma e per il consueto, mensile ritrovo fra gli artisti, il terzo. La resistenza pacifica, artistica, poetica, continua.

L'esperienza della Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade" è una grande esperienza di crescita comune, di condivisione, di partecipazione, di costruzione di un mondo diverso, aperto, creativo. Purtroppo è stata vista come un affronto al potere che si è risolto a liquidarci velocemente senza considerare i nostri obiettivi, il nostro progetto culturale, la nostra forza propositiva rispetto al Borgo e al Parco del Valentino e alla città. Tutto è stato considerato erroneamente e comodamente dalla Città la questione privata di Max Ponte contro il Comune, mentre ben altre sono le problematiche in campo.

In due mesi sono stati fatti molti eventi, si è creata una radio, Radio Scoiattolo, si sono presentati libri, si sono ospitati artisti italiani, si è operato nel sociale accogliendo i ragazzi (dello Spazio Anch'io), si è lavorato alacremente per tutta la comunità. E' nata anche una pubblicazione di prestigio, la riedizione di un'opera di Vittorio Alfieri che uscirà fra poco per celebrare i 270 anni del Poeta, da marzo in libreria. La scomparsa della Casa delle arti "Alfredo D'Andrade" sarebbe una perdita per tutti a livello di partecipazione e produzione culturale. Abbiamo fatto tutto il possibile per sensibilizzare rispetto a temi culturali, artistici, storici (basti pensare alla presentazione del libro di D'Orsi su Gramsci) e di inclusione, la nostra vita negli ultimi mesi è stata concentrata tutta su questo. Ci siamo confrontati con la brutalità che contraddistingue i nostri tempi e allo stesso tempo abbiamo riscoperto valori fortissimi di cooperazione e di comunità.

E che dire del Borgo Medievale? Un sito semiabbandonato, che richiede attenzione, partecipazione, nuove proposte, Lo vogliamo far spegnere? Vogliamo isolarlo e svuotarlo di tutto? E la nostra presenza infastidisce forse come punto di osservazione della cittadinanza sulla sua gestione, sulla vita di questo bene e quella del parco?

Vorremmo ringraziarvi tutti e chiamarvi a sostenerci ancora per salvare la Casa delle Arti "Alfredo D'andrade" e far sentire la nostra voce all'Assessora Leon, alla Sindaca e a chi amministra la nostra città. Se la Casa scomparirà l'unica responsabilità sarà loro, certo avranno forse un problema amministrativo in meno, ma i cittadini torinesi avranno anche una grande opportunità di cresita in meno. Si tratta di capire se si vuole dialogare e costruire oppure eliminare e distruggere. Il futuro di Torino è legato anche ad una piccola-grande esperienza come quella della Casa delle Arti "alfredo D'Andrade".

Il nostro impegno per la Cultura, le Arti e l'Inclusione continua. 

Un abbraccio

Enrica Merlo (Presidente del Comitato Promotore Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade"
Andrea Laiolo (Consigliere Comitato)
Max Ponte (Consigliere Comitato)



Enrica Merlo 15/02/2019


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lunedì 11 febbraio 2019

LA LEGGE SUI BENI COMUNI PER UN FUTURO MIGLIORE


Immagine dal web

Diretta su Radio Scoiattolo con Ugo Mattei martedì 12 febbraio dalle 16,30.
L'impegno della Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade".


La Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade" del Borgo Medievale di Torino si impegna per i BENI COMUNI e in particolare per sostenere la raccolta firme che porterà a proporre una legge specifica, una legge appunto di iniziativa popolare. Tale impegno verrà portato avanti anche dal Circolo Arci "Dopotutto" di Avigliana, che con la Casa delle Arti è gemellato.

Che cosa sono i beni comuni? L'ACQUA ad esempio, sulla quale il popolo italiano si è espresso con un referendum. I beni comuni sono, come afferma UGO MATTEI - giurista e fra i principali promotori italiani di questa battaglia di civiltà -, "una serie di risorse che appartengono a tutti e vanno governate con grande saggezza, perchè sono il futuro nostro e delle generazioni che verranno".


Ugo Mattei - immagine dal web


Si possono annoverare le risorse naturali certo ma anche quelle culturali. Si parla sempre di più dell'ARIA come bene comune, e come non considerare bene comune i siti archeologici, i musei, i parchi? E che dire, per parlare della comunicazione, di internet? Non dovrebbe essere prerogativa gratuita di tutti?

<Dopo oltre dieci anni dal disegno di legge delega, frutto del lavoro della Commissione Rodotà e dopo oltre sette anni dal referendum del 2011, meglio conosciuto come "referendum per l'acqua pubblica", la situazione che viviamo è quella di un Paese che continua ad essere sempre di più esposto al rischio che il neoliberismo, con i suoi strumenti di privatizzazione selvaggia di ogni bene e servizio pubblico, affondi il colpo finale > si afferma nel comunicato del Comitato Popolare di Difesa dei Beni Pubblici e Comuni "Stefano Rodotà".

COLLEGARSI
<Martedì 12 febbraio Ugo Mattei sarà presente alla Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade" del Borgo Medievale di Torino. A partire dalle 16,30 interverrà su RADIO SCOIATTOLO e il suo intervento verrà contemporaneamente diffuso in diretta sulla pagina facebook del gruppo. Dialogheranno con il professore Gabriele D'Amico e la sottoscritta.

Ecco i links da non perdere:


GRUPPO FACEBOOK Casa dele Arti "Alfredo D'Andrade" https://www.facebook.com/groups/2077926045852485


Foto mia


COSA FARE? FIRMARE!!

Venite a firmare per i beni comuni presso la Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade" del Borgo Medievale di Torino o presso i luoghi che si sono attivati. Scriveteci o chiamateci oppure venite ad un nostro evento.

Info casadelleartidandrade@gmail.com
tel: 3347410978

TUTTE LE INFO SULLA CAMPAGNA
Tutta la campagna si può seguire sul sito:


Il documento con gli obiettivi:

COSA LEGGERE:
UGO MATTEI è autore anche di un recente libro scritto insieme ad Alessandra Quarta che si intitola "Punto di svolta. Ecologia, tecnologia e diritto privato. Dal capitale ai beni comuni" (Aboca Edizioni).

Vi aspettiamo!!


Enrica Merlo
(Presidente del Comitato Promotore Associazione Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade")



11/02/2019

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domenica 10 febbraio 2019

PERCHE' SANREMO E' SANREMO MA MAHMOOD!! 😉


Image from google image Mahmood vincitore del 69° Festival della Canzone Italiana - l'immagine potrebbe essere sottoposta a copyright

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/02/gli-oscuri-misteri-di-instagram.html


Reduce da una serata meravigliosa alla Casa delle Arti "Alfredo D'Andrade" con le VOCI CONFINANTI di Maria Pia Dell'Omo, Antonio Di Lorenzo, Milena Di Rubbo e Alfredo Martinelli (li trovate su facebook) che hanno performato la loro Estreme Congiunzioni ed estremamente felice sia a livello umano che artistico ed appagata, mi tocca però parlarvi di Sanremo anche se non volevo, a dire il vero. Le critiche al vincitore sono state talmente tante e colorite che non posso esimermi dal parlarne, in modo colorito pure io se vogliamo, tanto per farmi capire da tutti, anche dai frequentatori di facebook che si sa non brillano per guizzi neuronici, a malincuore lo dico visto che faccio anch'io parte di questo social.

A sentir parlare i social certo era meglio se vinceva #achillelauro che solo a nominarlo mi viene l'acidità di stomaco; uno spocchioso, maleducato figlio di papà a Sanremo grazie a chi non si capisce, o meglio si capisce fin troppo, distruttore di musica e timpani, stonato come una campana e che è stato sicuramente una grande umiliazione per l'orchestra visto che gli è toccato di tentare di stargli dietro come poteva data la scarsa dimistichezza col canto del fanciullo; come si suol dire "che se deve fà pe' campà".


Mahmood in Vincitore del 69° Festival della Canzone Italiana - image from google; l'immagine potrebbe essere sottoposta a copyright

Che dire poi di un'altro genio musicale tale #ultimo che secondo me il destino doveva stare nel nome ma a quanto pare era ben foraggiato dalla casa discografica. Ma cazzarola, ma chi cacchio sei tesoruccio? Una canzone che non diceva nulla che non dice nulla, senza un minimo di pathos o di emozione, cantata male ma stai buonino bambino che ti credevi? Hai notato che sei arrivato SECONDO? Dico, secondo caruccio, dove volevi arrivare su Marte? Basta dirlo che ti ci mando volentieri.
Testimoni alla mano, sin dalla prima sera dissi che avrei visto bene vincere Loredana Bertè ed ero incuriosita proprio da Mahmmood... trovo giustissima questa vittoria per carità, anche se premiare la carriera di una grande della canzone italiana non sarebbe stato male... (premiano la carriera di Pino Daniele che povero cristo è morto) ed effettivamente miei cari signori la Bertè a questo Sanremo ha dato veramente il meglio di sé con una performance impeccabile tutte le sere che l'ho potuta ascoltare; ma lasciamo perdere è una donna anche se una star e quindi passabile in secondo piano rispetto ad altre dinamiche politico/sanremiche.


Image from google, Loredana Bertè - l'immagine potrebbe essere sottoposta a copyright 

A parte tutto Mahmood canta bene, davvero bene, si vede che ha studiato insomma, è pulito, ha una bella presenza scenica senza strafare con i tatuaggi in faccia e mi si permetta di dire che è molto più italiano di tanta bella nostra gioventù italiana che il massimo che sa fare è giocare a calcio usando come pallone le tartarughe, vive intendo.

Anche se abbastanza antipatico e freddo c'è da ringraziare il buon Baglioni il quale ancora una volta ci ha messo una bella pezza fermando in tempo il ciuco non canterino ma blaterante di cui sopra( achille lauro e lo scrivo volutamente in minuscolo) come peraltro fece anche l'anno scorso con altri tipi di equus asinus tali #statosociale che Dio ci scampi e ci liberi che se per caso avessero vinto davvero andavo a Sanremo ad abbattere l'Ariston a capocciate.


Claudio Baglioni, image from google - la foto potrebbe essere sottoposta a copyright

Visto che ci sono un plauso anche a Virginia Raffaele per la quale non basterebbe un articolo per cantarne le lodi visto che è una delle più complete donne di spettacolo del momento e a Claudio Bisio che si è confermato il grande istrione di sempre pur rispettando il grande capo Baglioni, un grande equilibrio di conduzione, un altro grande successo di questo Sanremo.



L'elegante trio di presentatori sanremesi - l'immagine potrebbe essere sottoposta a copyright


Comunque, anche se non l'ho seguito per intero, il migliore Sanremo che abbia mai visto. Non certo perchè si siano sentite delle canzoni eccelse (accadeva ai tempi di Nilla Pizzi forse o di Domenico Modugno) perchè è stata se possibile una manifestazione, almeno di facciata, corretta, se non altro non ha vinto un capretto belante (anche se è arrivato secondo).
Dunque, VAI MAHMOOD ci hai conquistati, mantienici!!


Mamhood il vincitore del 69° festival della canzone Italiana - la foto potrebbe essere soggetta a copyright.


Enrica Merlo 10/02/2019


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sabato 9 febbraio 2019

I "CHICCHINI": Storia di vita felina quotidiana 🐱 🐈


Foto mia con i miei "bambini"

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/02/gli-oscuri-misteri-di-instagram.html

Vi racconto oggi, come faccio di quando in quando, una piccola ma importante parte della mia quotidianità. Come potrete notare dall'abbigliamento imbarazzante nella foto qui sopra, la bucolica scena si sta svolgendo al mattino appena sveglia. In questa foto non sono presenti tutti i miei cinque gatti ma mi rifarò più avanti facendovi vedere altre foto e anche un bel video dove sto compiendo quella che per me è una vera e propria missione giornaliera: la distribuzione dei CHICCHINI. Cos'è mai questa attività? Ve lo vado spiegando immediatamente.
Appena sveglia al mattino i miei "bambini" sanno già che, eccezion fatta per alcune cose urgenti che possono presentarsi improvvisamente, si sta per svolgere il mitico rito della distribuzione dei chicchini i quali non sono altro che dei croccantini, o meglio croccantoni molto spesso morbidi all'interno (non se ne possono dare più di 15 al giorno per ogni micio). Non che questo momento rappresenti per i miei fanciulli felini un momento di sopravvivenza ma piuttosto un momento di condivisione tra loro senza dover per forza bisticciare o lottare simbolicamente per accaparrarsi la precedenza sugli altri: sanno infatti che in questo frangente sono tutti sullo stesso piano e che nessuno avrà più o meno dell'altro.


Foto mia: altro momento topico, in primo piano Meronyma.


Foto mia: Cannella in primo piano e di schiena

Posso pensare che chi non adori propriamente queste creature veda in questo atto una semplice distribuzione di cibo; in realtà è una rarità per i gatti seguire un vero e proprio rito specie se messo in atto da un umano ed il rito in questione è quello di mettersi più o meno ordinatamente in cerchio intorno a me con pazienza per ricevere ognuno il suo chicchino, guardate che sembra una cosa semplice e banale ma non è esattamente così. Ed ecco ora vi mostro il video in questione: erano un tantino agitati per la presenza di mia figlia che li filmava ma pressappoco la cosa si svolge così tutte le mattine:



Mi scuso per la pessima qualità del video ma quello originale era troppo grande per poter essere caricato sulla piattaforma.


Ma cosa sono in realtà questi "Chicchini"? Sono un ottimo prodotto di cui mi servo per il nutrimento mattutino dei miei gatti (una specie di colazione) che ha forma croccantineggiante; l'unica differenza è che sono leggermente più grandi e farciti all'interno. Li acquisto al LIDL una nota catena di supermercati di origine teutonica. Hanno la caratteristica di avere delle "funzionalità" a seconda dei gusti che vengono proposti: ai miei gatti piace particolarmente il tipo che evita "le palline di pelo" e che quindi son appetitose ma anche utili per il loro organismo. Se il tutto è unito poi anche ad un prezzo competitivo (dover nutrire una ciurma di ben cinque gatti può essere spesso oneroso) non si può che essere entusiasti.




Eccoli i famigerati chicchini; li consiglio caldamente per i vostri micini.

Lo so che sto facendo pubblicità, in genere non lo faccio ma i miei piccini ne sono talmente entusiasti che non posso fare a meno di indicarveli. Devono essere proprio un buon prodotto poichè, voi amici gattari mi insegnate, è molto difficile mettere d'accordo più di due gatti alla volta sulla bontà di un tipo di cibo; in questo caso ben cinque gatti mi hanno dato l'ok il che mi dice che questo prodotto debba essere davvero particolarmente appetitoso. Una sola cosa vi raccomando: attenetevi alle istruzione scritte sulla confezione; io non supero mai le dosi giornaliere consigliate anche se mi guardano con un faccino tipo a dirmi "eh certo che potresti darcene ancora qualcuno!!".
Perchè chicchini? La parola ha una certa assonanza con "croccantini" ed è ingentilita anche dal tono che uso per chiamare i miei gatti. Devo però aver rubato il termine alla mia cara amica di Genova Ariel, che così chiama i croccantini per il suo gatto Attila. Spero mi perdoni e non mi chieda risarcimento per averle rubato il suo coccoloso termine.


Ecco tutta la truppa al completo compresa la schiva Sonmi che spunta appena a sinistra; notare Junior che mostra uno splendido primo piano alla fotocamera - foto mia

Al di là del fatto che vi abbia indicato o meno cosa sono i chicchini il fatto è che io provo un piacere enorme a ripetere ogni giorno questo rito: non potete nemmeno immaginare (o forse sì) quale gioiosa sensazione sia sentirsi circondati da tutta questa felinità... a partire già dal momento in cui li chiamo ed arrivano tutti di corsa che sembrano un meraviglioso branco di cavalli selvaggi al galoppo!! E il fatto di averli tutti intorno a me, mi trasmette una fortissima energia positiva che senz'altro mi aiuta a cominciare, scimmiottando un famoso detto, la giornata "di slancio". Senza poi nulla togliere al fatto che è difficilissimo tenere a bada una tale tribù proprio durante il momento del pasto: di questo vado particolarmente orgogliosa perchè non uno di loro tenta di rubare il chicchino all'altro, il tutto avviene in un religioso ordine e senza che uno dei gatti tenti di prevaricare l'altro. 


Foto mia: Sonmi, Cannella, Meronyma, Astrid e Junior.

Ero un pochino titubante se raccontarvi questa cosa visto che mi pareva di violare la mia privacy da sola, tutto sommato però è talmente bello vivere questo momento che è anche giusto poterlo condividere con tutti voi, gattari o meno che possiate essere. E' bello trasmettere gioia che arrivi dai nostri amici felini o da altri momenti della nostra vita. Concludo dicendo dunque:

😻MORE CHICCHINI FOR EVERYONE!!😸


Enrica Merlo 09/02/2019


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martedì 5 febbraio 2019

👻 GLI OSCURI MISTERI DI INSTAGRAM


Free image from pixabay

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/02/lospedale-san-giovanni-bosco-di-torino.html

Sono stata anche troppo tranquilla ultimamente è ora che me la prenda con qualcuno o con qualcosa. Sarebbe banale mettermi a criticare che ne so, tipo, facebook ecco ormai non ne ho più la forza, la voglia, le motivazioni; ci fosse uno straccio di dialogo su questo benedetto social, è tutto molto avvilente quindi, passo il testimone ad un altro social a cui sono iscritta, tale Instagram. Non sono un genio e questo è risaputo ma ho dalla mia un certo intuito e financo una buona memoria. 
Prima critica e credo non solo mia (ma in realtà credo che ce l'abbiano sù un pò tutti per questo motivo): I LINKS. Gli stramaledetti links, i caspita di links... caro signor Instagram capisco che il sito sia fotografico, ho capito però PERCHE', PERCHE', PERCHE'????? non avere la possibilità di raggiungere un sito semplicemente cliccando il link allegato alla foto mentre invece ci si trova a dover "copiaincollare" disperatamente o peggio copiare lettera per lettera, numero per numero che ammettiamolo è un'impresa disperata che nemmeno Einstein? Ma va bene, va bene così 😡


Il simbolo del mio incubo, ultimamente - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Dovete sapere che ho, comunque sia, un rapporto piuttosto controverso con Instagram nel senso che ci sono momenti della mia vita in cui pubblico, lovvo e controllo il mio profilo ventimila volte al giorno, ci sono momenti invece in cui non lo considero nemmeno di striscio per mesi. Questo perchè beh a dire il vero è impegnativo...inutile, se non usi qualche trucchetto (tenete a mente questa parola TRUCCHETTO mi raccomando) non riesci ad avere più di 30 like o lovvamenti a foto, non che siano pochi però ad onor del vero se su facebook metti una fotina carina riesci pure ad arrivare a 40 o 50 o pure di più... mi trovate vanesia? No, non traete conclusioni affrettate; spesso e volentieri io mi comporto così per un motivo meramente sociologico cioè, per dirla con parole "parla come mangi" mi piace osservare, studiare, capire i fenomeni di qualsiasi genere essi siano.
First of all gli hashtag; uh madonna che ansia. Capace che ci impiego mezz'ora perchè vuoi non mettere tutti gli hashtag come si deve alla tua adorata fotina? Ovviamente questa mia affermazione è opinabile, si può anche non mettere un cavolo di hashtag e un qualche santo che ti clicchi lo trovi pure e ti mangi meno il fegato.
Ma il mio problema non è esattamente, anzi, non completamente questo. E' un qualcosa che ti fa perdere un sacco di tempo e che ti fa venire un nervoso pazzesco e che ti fa chiedere: "Tutte ste smenate con la privacy poi questoooooo?????" Adesso vi spiego.



Free image from pixabay

Allora io ho qualcosa di più di mille followers. Di nuovo allora, basta che vai a dormire e la mattina seguente hai 100 followers in meno... ma che è successo? Ho forse fatto qualcosa di ignominioso durante la notte, senza accorgermene? A volte me lo chiedo sapete? E va bene passi pure la sfollowata generale, il punto è che ti ritrovi ogni giorno di più con una barca di persone "followate" (ovvero quelle che segui tu) in più. Ricordate che vi avevo detto che dovevate tenere a mente la parola TRUCCHETTO? Bene, continuate a tenerla a mente. Io sono piuttosto precisina e quindi non mi va di essere presa in giro e non mi va di seguire un tal o tale oggi perchè lui/lei mi ha seguita e poi non ritrovarmeli più il giorno dopo e francamente la maggior parte di queste followate le faccio solo per cortesia non perchè mi interessino le tette di Inga dalla Svizzera o i muscoli di Calogero dalla Spagna Citeriore, credo sia chiaro e che un pochino siate d'accordo con me.

Comincia così un lento e devastante lavoro ed impegno nel cercare di capire chi mi ha tolto il follow durante la notte. Beh sappiate che è una ricerca lunghissima, dolorosa e spessissimo, infruttuosa.
Allora a cosa si approda? Anche una persona mediamente colta e dotata di neuroni funzionanti spesso cade nelle trappole mediatiche. Che fare per evitare di perdere almeno sei ore al giorno a tendere agguati ai truffaldini instagrammers? Ma ovvio!! Perchè non ci avevo pensato prima!! Si scarica una bella app (non vi dico da dove altrimenti mi chiudono il blog) che vi avverte in tempo reale chi vi sta sfollowando. M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O!! Ma anche no. Dopo due giorni continuano a sfollowarvi voi continuate come dei babbeoni a followare e la coccolosa app non segnala nemmeno un terremoto della scala Mercalli grado XII, ma porca zozza. Delusione, delusione totale. Ma siamo ottimisti dai!! Forse la app deve ancora familiarizzare con il vostro profilo instagram!! Seeeeeeeee... aspetta.


Free image from pixabay - piuttosto inc*****a la fanciulla!!

Dopo circa una settimana ti finisce misteriosamente il credito del cellulare. Oh perdincibacco esclami, cosa sarà mai successo? Chiami la tua compagnia telefonica che si fa una grassa risata scartando tutte le probabili opzioni per il risucchio ematico/euristico. E ride perchè? Perchè scopre che sei stata così beota da scaricare l'app segnala sfollowatori dalla quale è partito il simpatico risucchio. Fortunatamente trovi una brava operatrice che blocca il tutto e che con una pacca virtuale sulla spalla ti rincuora dicendoti "sù dai non prendertela che capita anche ai migliori". Okkeyyy. Bella croce su Instagram che se ne vada affa io nel mio profilo non ci entro più, chi se ne frega. 



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Ma da buona NON nativa digitale estremamente praticante, ci ricasco. E quello che trovo mi sconvolge; ho qualcosa come 15 follower e ottomiliardi di followati, ecchecacchio!! Ricomincia un lungo ed estenuante tentativo di rendere il mio profilo instagram civile, normodotato, non risibile. E ci riesco ma maturo anche un profondo fiuto per il TRUCCHETTO. Eccolo. Per puro caso infatti sfollowando qualcuno scopro che se dopo tale operazione appare la scritta SEGUI sul suo profilo vuol dire che questo profilo non mi segue più, se invece appare SEGUI ANCHE TU vuol dire che quel profilo realmente mi sta ancora seguendo, ovviamente lo seguo di nuovo, io sono una persona onesta. Entro però in un loop terrificante perchè scopro di non aver mai seguito/followato la maggior parte di quelli che vedo sulla mia home e cioè coloro che a conti fatti invece SEGUO, azz. I casi sono due: o sono completamente idiota, seguo a caso gente oppure sono costretta probabilmente da un algoritmo interno a seguire tali profili, profili che io di mia sponte NON HO MAI SEGUITO. E qui entra in scena il famoso pacchetto "compra i followers" che io non ho mai provato nè mai proverò. Io compro volentieri ma una bella torta al limone o un vestito nuovo non certo dei followers su instagram.  Che poi questi cristi che ti seguono NON SANNO che ti stanno seguendo!! Una bella e buona VIOLAZIONE DELLA PRIVACY ed una TRUFFA a tutti gli effetti.
Ma come fare a fermare questa cosa? Non ve lo so dire; probabilmente prima o poi qualche alto papavero prenderà in mano la situazione come mi auguro e mi auguro altresì che questo mio articolo possa essere una piccola goccia del mare che farà un pò di piazza pulita di tutto questo scempio telematico. 

Per ora, che io sappia, tutti i giorni devo sfolloware almeno una trentina di persone che non ho seguito e che NON MI INTERESSANO!! E' diventata una cosa talmente automatica che ci metto solo dieci minuti però sono pur sempre dieci minuti della mia preziosa vita che spreco a difendermi da una TRUFFA una TRUFFA LEGALIZZATA bella e buona!!


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Spero che qualcuno si metta una mano sul cuore e che ponga fine a questa cosa. Sarà pur solo un profilo instagram ma se una persona si impegna nelle proprie cose si impegna anche a mantenere efficiente e pulito un profilo web e non è giusto che questo venga spupazzato a babbo morto da chicchessia. 
Mi auguro di potervi essere stata utile. Fate un controllino anche voi ma non ci perdete troppo tempo; non vorrei essere causa di un qualche vostro malessere telematico. A presto!!


Enrica Merlo 05/02/2019


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