sabato 25 settembre 2021

E CHI SE LO RICORDA... OPPURE SI': finalmente è giunto il momento!! Eh???????

 


Immagine da Pixabay


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2021/09/citazioni-da-peer-gynt-di-henrik-ibsen.html


Allora, ve lo dico e ve lo ripeto. Avevo poco più di quattro anni quindi è comprensibile che io ricordi solamente i fatti salienti degli episodi che vi vado a narrare, è chiaro vero? Bene. Siamo partiti io e mio padre per andare a prendere all'ospedale mia mamma e il nuovo ospite permamente di casa Merlo. Io non mi ricordo nulla dell'immediato pre, né del momento in cui siamo arrivati all'ospedale, né  di quando ho visto mia madre col presunto fagottello in braccio... ho il vago ricordo di un problema sorto perchè io ero troppo piccola per entrare in ospedale, in reparto per l'esattezza, credo risolto da un'infermiera/caposala piuttosto sveglia che ci aveva detto che se dicevamo che avevo un anno o due in più non avrebbero fatto storie perchè ero piuttosto alta di statura, ah i bei tempi in cui non c'era bisogno di emendamenti per qualsiasi cosa (tipo adesso che bisogna aspettare il capo dello stato che ti dica se puoi fare pipì nella turca o sul/nel water). Ma ritorniamo a noi; recuperiamo mamma e quel coso che io non avevo la più pallida idea di come fosse. Non ho ricordi del tragitto dall'edificio ospedaliero all'auto, in compenso ho ricordi ben precisi di quando mi son trovata chiusa nell'abitacolo con quel coso (coso detto con affetto, sia chiaro; è chiaro vero?). Quel coso per essere giusti e corretti si chiamerebbe Andrea e fu il mio fratellino appena nato ed è tuttora il mio fratellone nato qualche decennio fa. Devo fare una premessa: sapevo cos'erano i bambini piccoli, ogni tanto vedevo carrozzine o passeggini in giro per il mondo, ogni tanto tentavo pure (anche se devo dire il mio interesse non era così acceso) di sbirciare in quelle carrozzinone gigantesche e carenate che parevano gli attuali mezzi anfibi da combattimento per vedere come fossero quei fatidici bambini appena nati: erano più o meno rosei, più o meno fastidiosi, più o meno gnaulanti, più o meno pelati, più o meno profumati di borotalco, più o meno puzzolenti se per caso si erano dati da fare recentemente, insomma nel complesso non erano così male ma nemmeno così entusiasmanti come li descrivono le zie o le parenti zitelle in genere). L'unica cosa che non riuscivo proprio a introiettare era come io, così grande (almeno io credevo di esserlo) potessi mai essere stata così piccola e così simile a un cicciobello e soprattutto come io possa mai essere stata portata in giro dentro a quelle specie di carri funebri in miniatura (ai tempi le carrozzine erano tutte uguali: blu scuro, quattro ruote simili a quelle dei trattori e con una forma geometrica improponibile). A tutt'oggi più o meno, giovane donna matura mi si dice che io sia una persona troppo strutturata, complicata, di difficile gestione a livello interlocutorio... ah beh sarà perchè questi omini non mi hanno mai conosciuta quando avevo poco più di quattro anni, gli avrei fatto pelo e contropelo altrochè balle, adesso più che essere strutturata mi limito a capire chi ho davanti e cerco di abbassarmi il più possibile al suo livello, non sono cambiata di una virgola da quando sbirciavo nelle carrozzine, per farla breve ah ah ah. Comunque, torniamo a noi. 


Immagine da pixabay

Mi accomodo sul sedile posteriore dell'auto, mio padre alla guida, mia madre sul sedile del passeggero e accanto a me... l'ORRORE più puro tanto che, se non avessi avuto da sempre un invidiabile istinto di sopravvivenza, mi sarei gettata dal finestrino. In quella specie di culla c'era una roba che si muoveva, questo sì gliene do atto, era vestito credo di un azzurro pallido, questo sì gliene do atto era un maschio!! ... ma... come spiegare? Sarò poco prolissa: era BRUTTO. Indiscutibilmente brutto, brutto all'ennesima potenza, una roba tutta grinze, con un colorito rossastro (dove cavolo erano finiti i bambini rosei visti nelle carrozzine altrui? Allora quelli erano veramente dei cicciobelli formato deluxe) e, nonostante fossimo in dicembre con le gambette abbastanza nude, anch'esse grinzose, anch'esse rossastre, anch'esse magrissime tantochè, nonostante io sia sempre stata una bambina perspicace sì ma silente, proruppi in una delle frasi che sono passate e passeranno alla storia finchè qualcuno avrà memoria del mio passaggio su questa terra: alla domanda di mia madre "Allora cosa ne pensi?" Io risposi nel modo più franco e disarmante possibile e cioè: "ha le gambe rachitiche come Olivia di Braccio di Ferro". Applausi, inchino, chiusura del sipario senza nemmeno la richiesta del bis. 



Immagine da Google

Penso mia madre sia rimasta male; penso mio padre sia rimasto male. A me veniva un pò da vomitare perchè mi pareva di stare seduta accanto al Gollum in persona, mi sentivo soffocare. Poi siamo tornati a casa, poi è cominciata la vita con Olivia, ehm insomma con il mio fratellino. Non ricordo che i miei genitori abbiano in qualche modo controbattuto alla mia affermazione (anche perchè c'era poco da controbattere, effettivamente la creatura era stitichina e piuttosto magrolina povera stella... e pensare che mia madre -e questo lo ricordo bene- quando l'aspettava aveva un pancione che mi pareva Moby Dick la balena bianca, dov'era finita tutta quella roba?). Vi devo rassicurare su una cosa: crescendo mio fratello è diventato un marcantonio tanto che ora lo chiamo Andrea fratellone vichingo, perchè? Perchè assomiglia ad un vichingo anzi, di più. Passata la maretta, la prima emozione del ritorno a casa col nuovo venuto, passato l'imbarazzo per la mia sincerità forse un pò fuori luogo, mi venne, durante gli anni successivi, durante "mooooolti" anni successivi, spesso e volentieri rimproverato bonariamente di aver detto una cosa così spiacevole nei confronti della creatura che avevo appena conosciuto; ma scusate mettetevi nei miei panni o comunque nei panni di qualunque bambino si ritrovi con un affarucolo nuovo di zecca davanti (e che peraltro non aveva chiesto nè deciso venisse a stare con noi eh, siamo sinceri, me lo avessero almeno chiesto se volevo uno sgorbietto magari ci avrei pensato) non avreste reagito anche voi in modo "creativo"? Per la cronaca, quel coso molto rachitico a pochi giorni dalla nascita era talmente tranquillo che appena fasciato da mia madre (allora si usava strizzare i bambini e farli diventare tipo degli enormi bachi da seta) si agitò talmente tanto da cadere dal divano. Mia madre presissima dal panicissimo mi urlò (dopo essersi sincerata che non si fosse rotto) "MA NON POTEVI FERMARLOOOOOOO?" e che cavolo, sono una bambina di quattro anni e mezzo mica una campionessa di basket. 


Continuum.


Spero di non avervi tediati e vi informo simpaticamente che codesto racconto è protetto da copyright ma davvero davvero, nel senso che se a qualcuno gira di farlo passare per suo (come mi capitò in passato con ben 68 poesie, da ammazzarsi) son cavoli perchè è stato regolarmente registrato, grazie.



Enrica Merlo
per
MI MANCANO I FONDAMENTALI

25/09/2021

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