lunedì 13 gennaio 2020

STAZIONE SPAZIALE, SE SON ROSE FIORIRANNO MA SE NON E' TUTTO ROSE E FIORI?


Image Skeeze from pixabay


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2020/01/gli-aromi-di-cleopatra-alla-galleria.html


Lo so che non ci avete capito un'acca leggendo il titolo ma sapete che quando parlo di spazio ho la tendenza ad essere ironica e divertente, ma solo per non mettervi a disagio. Dovete sapere che quanto vi andrò a raccontare, come sempre, è tutto assolutamente vero al di là di come lo racconto.

Immagino conosciate la stazione spaziale internazionale, quella che ci spia costantemente ma che ci manda foto e filmati meravigliosi che uno potrebbe imbambolarcisi tutta una giornata. Ma torniamo a noi. Qualche tempo fa, esattamente due mesi dopo che questa "infornata" di astronauti era lassù a fluttuare nel cosmo è capitato che per puro caso (si stava facendo un esperimento) durante un'ecografia si sia venuti a scoprire che uno dei cosmonauti era affetto da una trombosi alla giugulare molto severa direi, sapete cosa è una trombosi vero? Si forma un grumo all'interno di una vena o arteria, in questo caso proprio all'interno della giugulare. Che fare? Visto che lassù han tante belle cose tecnologiche ed importanti ma un medico che sappia gestire le emergenze NO, (leggendo questa notizia mi è diminuita la voglia di candidarmi un giorno o l'altro ad un giro sulla ISS) allora la NASA ha in fretta e furia deciso di consultare Stephan Moll esperto della Scuola di Medicina dell'Università della Carolina.

Il buon dottore si è fatto prendere dall'entusiasmo e aveva capito che WOW WOW e ancora WOW si sarebbe fatto un giretto sulla stazione orbitale ed invece marameo niente giretto anche perchè, per programmare una missione lassù, ci vogliono la bellezza di mesi, altrochè inforcare la bici e partire. Si è deciso dunque di visitare il paziente "da lontano" in telemedicina (anche credo in base ai risultati delle ecografie effettuate durante il provvidenziale esperimento). La cosa piuttosto inquietante e se vogliamo proprio dirla tutta, paurosa era che, sulla stazione spaziale orbitale non è che hanno tutti i farmaci possibili ed immaginabili quindi il dottor Moll ha dovuto agire in base alla gravità del caso, all'assenza di gravità (eh spiritosa direte voi) e ai farmaci a disposizione, in parole povere secondo me han detto "lui speriamo che se la cava". Lo sfortunato (ma anche no perchè poi, ve lo anticipo, se n'è tornato a casa bello fresco al termine della missione) è stato sottoposto a 40 giorni di iniezioni per poi passare successivamente a prendere delle pillole (prendere proprio nel vero senso della parola: avete presente se vi scappa una pillola nello spazio quanto dovete correre per ripigliarla?), salvo qualche giorno prima del rientro sospenderle per poi ricominciare una cura più mirata una volta sulla Terra. 


Ma quanto è bella la stazione spaziale? No!! Ho cambiato idea, non insistete!! - Image Wikilmages from pixabay

Ridendo e scherzando a sto giro per il malcapitato astronauta è andata di lusso, poteva decisamente diventare una situazione scottante e pericolosa e prima che fossero arrivati dei soccorsi faceva prima a farsi il segno della croce e cominciare a scendere a piedi. Questo ci riporta usando un eufemismo "con i piedi per terra" perchè da qui ad essere completamente sicuri sulla stazione orbitale ce ne vuole specie se dovesse capitare un caso grave ed inaspettato. Questo episodio inoltre ha fatto interrogare la NASA su quanto possa nuocere effettivamente all'organismo umano una prolungata  permanenza in assenza di gravità (eh bravi se siam nati sulla Terra dove c'è gravità magari, dico io eh, la gravità forse è necessaria al nostro corpo) ed in modo particolare come l'assenza di gravità possa nuocere al flusso sanguigno umano tanto che la trombosi è stata definita (scrivo paro paro) "un nuovo rischio associato al volo spaziale" cit. Cnet (ma dai?).


Image Skeeze from pixabay - Samantha Cristoforetti

Non è che dico, ridendo e scherzando, la nostra meravigliosa AstroSamantha (Samantha Cristoforetti) ha deciso di mollare l'aeronautica mica per nulla eh? Sto scherzando naturalmente anche per smorzare un pò i toni tra l'aeronautica militare italiana e le varie agenzie spaziali che di politica e di interessi io proprio non ne voglio parlare almeno quando disquisisco riguardo al cosmo, per me Samantha a prescindere ha fatto bene, qualsiasi decisione abbia preso e perchè.
 Però è un effettivo motivo di meditazione da parte di chi pianifica queste missioni e ha in mano la vita di parecchie persone lassù nel vuoto siderale anche se è, continuo a dirlo, uno dei panorami più meravigliosi a cui si possa ambire, noi piccole formichine su questa Terra che strapazziamo tanto.




Enrica Merlo per
12/01/2020

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