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mercoledì 6 novembre 2019

LA POESIA DI MAX PONTE NEL SABATO PARTENOPEO


Articolo precedente: https://bit.ly/2qp6KhZ


Max Ponte giungerà a Napoli sabato 9 novembre 2019 alle ore 21.00 per partecipare ad un evento dell'Associazione Culturale "Poesie Metropolitane". Il Poeta interverrà, con una sua performance, nel corso del concerto di Davide Di Pinto.

Max Ponte metterà in scena all'Area 35 mm del Centro Direzionale di Napoli alcuni brani tra cui una poesia che unisce il legame con le terre astigiane a quello con il Mediterraneo che si intitola "Io sto vicino a te nei piani terra degli armadi con le rose secche":


Gli evidenziatori viola arancio
gli incensi i vestiti sporchi
io sto vicino a te nei piani
terra negli armadi con le rose
secche fissate sul muro dentro
con gli orologi degli anni '50
da donna a carica manuale
io sto vicino a te ascoltando
il jazz di quando avevo due anni
com'è Napoli ora? finché
il sonno non mi cola dal
volto sai rimango sveglio
se muoio tu sola hai il diritto
di venire a raccogliere il
mio corpo contorto
suonato dalle lamiere
farne polvere polpo
e poi fogli di carta per
origami navali da far
galleggiare sul golfo


L'appuntamento è organizzato dall'Associazione Culturale Poesie Metropolitane presieduta da Rosa Mancini. Poesie Metropolitane è molto attiva a Napoli dove sta lavorando per diffodere poesia e rilanciare alcuni quartieri attraverso interventi artistici.
L'occasione permette altresì di mettere in relazione due realtà poetiche italiane, quella torinese/piemontese e quella napoletana/campana.



Enrica Merlo


Max Ponte il BLOG 

domenica 14 luglio 2019

Il fascino misterioso dell'ARTEMIDE EFESIA.


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/07/storie-di-draghi-regolo-e-il-serpente.html?m=1


Come arrivo a parlarvi dell'Artemide Efesia. Nulla di strano se non che ho visto una sua immagine su instagram, mi sono incuriosita e ho fatto delle ricerche; ora vi vado a parlare di Lei.

L'Artemide Efesia è una scultura che risale al secondo secolo d.c. e che rappresenta la Dea Artemide così come era oggetto di culto nell'omonimo tempio ad Efeso. Originariamente realizzata in ebano è una statua alta un metro e trenta circa,  in alabastro, ai primordi era ricoperta da sontuose vesti e gioielli che periodicamente venivano sostituiti durante lunghe e complesse cerimonie religiose. Fa parte della Collezione Farnese e si trova in esposizione permamente presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.


La statua nella sua interezza; foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

L'Artemide Efesia fu rinvenuta a Tivoli nella Villa Adrianea; fa parte, come si suol dire dell'arte cosiddetta Adrianea ovvero del periodo in cui regnò l'Imperatore Adriano (indicativamente dal 117 al 138 d.c.) dove venne ripreso il classicismo greco per volere proprio dell'imperatore che era uomo assai colto e raffinato Artista autodidatta, Poeta e fine letterato dedito per passione e per tendenza politica a tutto ciò che era "ellenico". Per capire meglio l'arte adrianea a livello puramente estetico, si può fare un paragone molto efficace con la nostra arte moderna: se l'arte augustea poteva rassomigliare in un certo qual modo al neoclassicismo, l'arte adrianea fu invece paragonabile al romanticismo.

La postura piuttosto rigida (anche se assolutamente affascinante) testimonia l'antichità del culto verso questa divinità. Ella era Dea della natura e dominatrice degli animali feroci; la statua è decorata con teste (o anche busti) di leoni, tori, api, cavalli, grifi, sfingi e fiori. Il petto è composto da quattro file di mammelle (interpretate da alcuni studiosi anche come scroti di toro) è evidentemente simbolo di fertilità e del potere che la Dea aveva sugli uomini poichè la fecondità era assicurata grazie alla castrazione dei tori e alla conseguente offerta del sacrificio. Il pettorale è contenuto da una ghirlanda di fiori di elicriso e ghiande e ha al suo interno due figure femminili alate ed anche i segni delle costellazioni del toro, leone, cancro, gemelli ed ariete.
Distintiva caratteristica della Dea è una sorta di aureola (detta meglio nimbo) intorno alla testa ed un copricapo detto a "kalathos" (che nell'antichità e nei ginecei era una sorta di canestro in cui venivano riposti i lavori prettamente femminili) che in questo caso specifico rappresentano le mura di una città. 

Le mani, la testa ed i piedi dell'Artemide Efesia sono in bronzo e sono frutto di un restauro da parte di Giuseppe Valadier avvenuto nell'ottocento quando la statua fu trasferita da Roma a Napoli. Sempre a proposito del restauro: l'aureola e la corona cilindrica in alabastro sono state restaurate da Alberto Albacini.


Foto dal web -  l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright














Enrica Merlo 14/07/2019



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Ubicazione: Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Napoli - Italia)