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mercoledì 10 giugno 2020

LA NATURA CI SALVERA' (se ci lasceremo salvare) 🦅 ALTRIMENTI SICURAMENTE RIMARREMO INDIETRO.


Foto di TheOtherKev pixabay


Era da un pò che non mi facevo vedere, è sempre un dolore per me abbandonare temporaneamente il mio blog ma a volte la vita impone delle scelte, o una cosa o un'altra, raramente il multitasking, quando si tratta di cose serie, funziona. Ma torniamo a noi.

Ho traslocato. Un sogno che cullavo da tempo e che, vuoi una maggiore decisione, vuoi essere stata una scelta meditata ancor più profondamente durante il lockdown (che io preferisco chiamare clausura o prigionia che dir si voglia). Ovviamente non che potessi permettermi una ditta di traslochi con tutti i crismi quindi, non appena i nostri magnanimi politicanti ce lo hanno permesso, io e mia figlia abbiam preso la Panda e abbiamo fatto sù e già almeno venticinquemila volte nel giro di poco più di un mese per trasportare "i nostri quattro stracci" com si suol dire. Vi chiederete ora, ma che caspita c'entra il trasloco, la Panda e tutto il resto con il titolo? Un momentino, che ci arrivo.

Non do informazioni troppo personali, un pò perchè non lo ritengo necessario, un pò perchè voglio salvaguardare l'incolumità dell'essere vivente di cui andrò a raccontarvi a breve.

Il tragitto che percorrevamo ogni volta era più o meno di 45 km metro più metro meno. All'incirca  a metà percorso, sulla strada per un paese che non vi nomimo sennò poi capite di che parlo (non che io pensi che voi che mi leggete siate dei bracconieri ma sul numero spesso c'è anche qualche malintenzionato) ci capitò sin da subito di fare un incontro davvero sigolare: si trattava di un bellissimo falco, sì proprio un falco, giuro, che sostava su un cartello stradale proprio sul bordo della strada. Poichè passavamo da lì più o meno sempre alla stessa ora ci capitava quindi di vederlo sempre, con qualche variante, tipo su un altro cartello o su un albero lì vicino, insomma, sempre e comunque visibile.
Un giorno, speciale non so dirvi come, probabilmente queste meravigliose creature (come del resto tutti gli animali) hanno una particolare sensibilità e quindi riconoscono il rumore della macchina oppure delle voci perchè avevamo a quel punto il vezzo di farci sentire tenendo i finestrini aperti, capitò che il nostro regale amico facesse un bel volo ad ali completamente spiegate proprio davanti al muso della nostra macchina tanto da farmi frenare (anche se già andavo piano per individuarlo). Ho ancora perfettamente davanti agli occhi quella spettacolare dimostrazione di forza, regalità e di amicizia a questo punto... sì perchè eravamo diventate amiche di questa perfetta e straordinaria creatura. 



Immagine da pixabay

Da quel momento sì limitò a rimanere sul solito cartello stradale o, se passavamo ad un'orario diverso, potevamo vederlo volare maestosamente intorno al suo piccolo regno. Ed ogni volta che passavamo abbassavamo i finestrini e lo salutavamo a gran voce con il risultato di una bella scrollata di ali.

Ho visto questa cosa come una specie di porte-bonheur per la mia nuova vita e la mia nuova casa visto che di fortuna ce n'è sempre un gran bisogno (considerando che oltre ad una figlia ho comunque cinque gatti ed un cane).
In un momento storico in cui la vita umana viene disprezzata o usata a fini statistici o di ricerca dai nostri governanti (vedi il caso o la gran commedia del coronavirus) forse sarà meglio attaccarci sempre più a ciò che ci permette di vivere sul nostro Pianeta: la VITA ed il rispetto nei suoi confronti, la NATURA ed il rispetto nei suoi confronti, una maggiore SENSIBILITA' per ciò che ci circonda per poterci ancora STUPIRE di cose che la maggior parte di noi troppo preso da se stesso o da problemi che ci crea questa società fittizia e basata sulle APP, non ci permette di scorgere e quindi di apprezzare. Alla fine sono le piccole cose che ci danno quelle minuscole ma vitali spinte per vivere al meglio la nostra vita giorno dopo giorno.
Poi a dirla tutta l'incontro con il nostro Falco non è stata una piccola cosa: è stato un MIRACOLO.



Enrica Merlo
per
MI MANCANO I FONDAMENTALI

10/06/2020 - INTERSTELLAR

lunedì 23 marzo 2020

GIACOMO LEOPARDI: pungente ed attuale.


Giacomo Leopardi - fonte wikipedia

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2020/03/la-primavera-nonostante-tutto-non-si.html

Sto leggendo, non per la prima volta nella mia vita poichè sono stata specie in gioventù, una sua grande "follower" a dirla come ai giorni nostri, i PENSIERI di Giacomo Leopardi. Nato, come saprete nel 1798 e nonostante una salute tanto cagionevole da poter far credere che il suo carattere fosse perlopiù scostante, era invece un fine e canzonatorio osservatore dei suoi tempi e a quanto pare dei nostri. Infatti i suoi pensieri sono di un'attualità quasi sconvolgente: vi regalo qui il passo n. XXI di un'ironia che rasenta quasi il riso e la facezia. Si parla infatti del parlare e dell'ascoltare... Siete pronti?

***

XXI - dai Pensieri di Giacomo Leopardi

Parlando, non si prova piacere che sia vivo e durevole. se non quanto ci è permesso discorrere di noi medesimi, e delle cose nelle quali siamo occupati, o che ci appartengono in qualche modo. Ogni altro discorso in poca d'ora viene a noia; e questo, ch'è piacevole a noi, è tedio mortale a chi l'ascolta. Non si acquista titolo di amabile, se non a prezzo di patimenti: perché amabile, conversando non è se non quegli che gratifica all'amor proprio degli altri, e che, in primo luogo, ascolta assai e tace assai, cosa per lo più noiosissima; poi lascia che gli altri parlino di sé e delle cose proprie quanto hanno voglia; anzi li mette in ragionamenti di questa sorte, e parla egli stesso di cose tali; finché si trovano, al partirsi, quelli contentissimi di sé, ed egli annoiatissimo di loro. Perché, in somma, se la miglior compagnia è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch'ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata. La conchiusione è, che nella conversazione, e in qualunque colloquio dove il fine non sia che intertenersi (intrattenersi) parlando, quasi inevitabilmente il piacere degli uni è noia degli degli altri, né si può sperare se non che annoiarsi o rincrescere, ed è gran fortuna partecipare di questo e di quello ugualmente.

***


"Sempre caro mi fu quell'ermo colle..." Giacomo Leopardi - immagine da wikiquote 


Quindi? Mi pare che il buon Giacomo sia stato assolutamente lampante!! In una conversazione dunque la virtus sta esattamente nel mezzo!! Se uno parla troppo l'altro si annoia e l'uno ne trae massimo godimento. Se l'altro parla troppo l'uno si annoia e l'altro ne trae massimo godimento. Se l'uno e l'altro trovano la quadra e parlano e godono della loro conversazione entrambi allo stesso modo, allo stesso modo della conversazione si annoieranno ma mi pare che il ragionamento fili liscio. Facciamo dunque tesoro di questa perla letteraria anche se penso che sia mooooolto difficile riuscire a raggiungere questo equilibrio, spcie ai giorni nostri dove tutti si credono dei Geni.


Sto leggendo:

PENSIERI di Giacomo Leopardi
I DAVID
Tascabili La Spiga
















Enrica Merlo
per
23/03/2020


martedì 17 ottobre 2017

LA VITA CHE PULSA NELLE COSE


Un leone che ne ha viste di tutti i colori. Questo è ciò che rimane di un lavatoio che stava nel cortile di casa mia. Un leone che forse non ha idea che presto, magari, per sghiribizzo di qualcuno, verrà abbattuto, oppure ne ha sentore eccome. Il bello di noi umani è che abbiamo questa maledetta presunzione di pensare che tutto ci è dovuto e che possiamo disporre di chiunque e di qualunque cosa a nostro piacimento. Il punto è che non si può disporre di nessuno in quanto essere senziente dotato di anima, cervello, identità, sensibilità; non si può disporre degli animali che, badate bene, sono un gradino più sù di noi perchè dispongono di tutte le nostre meravigliose qualità più una che è la purezza che noi sogniamo ma non avremo mai...sacrilegio sarebbe fare loro del male, distruggere la purezza è togliere man mano un pò d'ossigeno alla nostra Terra.
Poi ci sono le cose, guardate bene questa foto:


Pubblicata su instagram l'anno scorso a questo link https://www.instagram.com/p/BJQDeKZBF2j/ era una sorta di mio orgoglio personale. La nostra casa infatti era nei tempi andati, parte di una canonica annessa al campanile, alla canonica principale ed alla chiesa che sta proprio dietro a questo muro. Non so datarlo esattamente ma credo che sia stato costruito poco dopo il medio evo, ma proprio poco, anzi, a detta degli anziani che ancora ricordano qualcosa delle cose passate, poichè ahimé annesso alla canonica e a tutto il complesso vi era ovviamente anche il cimitero, pare che durante il periodo della peste il suddetto cimitero avesse un attimino sforato nel nostro cortile per un deciso e urgente bisogno di spazio per dare pace alle anime salite al cielo. Quindi immaginate cosa non debbano aver visto di brutto ma anche di bello quelle mura. Bene quelle mura oggi le stanno abbattendo per far posto a...non son cose che interessino in questo frangente e poi incorrerei probabilmente in denunce e balle varie, sono già abbastanza addolorata così. Però sottolinerei gli hashtag che avevo inserito in calce alla foto qui sopra: senso di #eternità da #custodire e non aggiungo altro. Oggi piango, io, mia figlia, mio padre e non so chi altri francamente ma sicuramente tutte le anime che sono transitate da qui, l'abbattimento di un pezzo di storia, non solo familiare ma del paese, un pezzo di storia.
Va bene che la sensibilità non sta più di casa da nessuna parte però, per me è veder abbattere un pezzo di me stessa. Possibile che non si senta più, che non si sia più in grado di avvertire la vita, anche la vita che sta dentro alle cose? Avete mai provato ad appoggiare la mano su qualcosa di estremamente antico? Non avete sentito QUALCOSA? Beh, se lo avete sentito allora siete salvi da questa crudeltà, da questa durezza d'animo da questo ghiaccio che sta ricoprendo tutti noi. Io vorrei tanto che si potesse reimparare quanto anche gli oggetti, specie quelli antichi abbiano tanto da raccontarci, basterebbe avere un minimo di sensibilità dentro, ecco appunto, la SENSIBILITA', basta avere quella e poi una soluzione si trova sempre. Magari pensare ad un'altra soluzione che non abbattere un muro che è lì da SEMPRE.

Grazie.



Vista la tendenza all'abbattimento voglio ricordare l'ultimo ora effettivo pezzo di muro antico, prima che pure lui sia vittima di questa corsa al rinnovamento.

Perdonate lo sfogo.

Enrica Merlo 🐈 17/10/2017