Io sono ENRICA MERLO. Scrivo di tutto ma specialmente di quello che faccio e che amo e di ciò a cui tengo. Scrivo anche per gli altri quindi prendete bene le misure perchè potrei pure tornarvi utile.
Buonasera a tutti!! Vi chiederete perchè sia scomparsa e perchè stia ritornando. Ditemi, se aveste un blog con più di trecentomila letture lo lascereste al suo destino? No vero? Io l'ho fatto colpevolmente per qualche mese ma ho avuto i miei bei motivi che vi racconto brevemente, avrò tempo di dilungarmi su questo argomento più avanti.
Desideravo da tempo fare il sapone, sì il sapone quello con cui ci si lava. Mi sono documentata per bene per un pò di tempo poi mi sono messa a realizzarli; è diventato il mio "grande hobby", infatti io sono un'hobbista. Un'hobbista che fa saponi e che ama tremendamente farli. Conseguentemente tutto il resto, ma proprio tutto è passato in secondo piano compreso il mio adorato blog, ci tenevo a spiegarvi minimamente ecco. Il frutto del mio hobby si chiama GLI AROMI DI CLEOPATRA (fb) e GLI AROMI DI CLEOPATRA (instagram) su come questa mia passione sia nata sarebbe troppo lungo spiegarvelo quindi, magari, ve lo dico con calma un'altra volta.
Un'altra cosa che voglio dirvi è che da ora in avanti avendo meno tempo causa lavoro non pubblicherò più articoli macchinosi lunghi e sofferenti che magari vi eravate anche stufati di leggere, ma mi limiterò, o almeno ci proverò, a scrivere brevi pensieri quando mi vengono in mente. Per esempio, in questo momento ho già sbagliato, questo piccolo post di ritorno sta diventando La Divina Commedia. Va bene, la smetto. Ma contateci che presto molto presto ritornerò. Nel frattempo date un'occhiata alle mie pagine e anche a quel bel sapone al miele che potete vedere qui in cima al post... non lo trovate bellissimo? E non vi sembra quasi quasi di sentirne il profumo? A presto!!
"Non andare vicino al Pizzomunno, ci sta lo spirito, il fantasma che ti tira negli abissi del mare..."
Così comincia da circa duemila anni pare, il racconto di molte mamme preoccupate che i loro figli vengano risucchiati dagli abissi marini o che subiscano strane trasformazioni.
Non è una novità che la canzone "La leggenda di Cristalda e Pizzomunno" sia una delle mie preferite dell'appena terminato festival di Sanremo, ma lo sarebbe stata comunque anche se non avesse partecipato alla manifestazione canora sopra detta perchè la trovo poetica ai massimi sistemi. Ho deciso così di fare qualche ricerca e raccontarvi da dove arriva questa canzone, questa Poesia, questa leggenda.
Una leggenda che affonda le sue radici sulle chiare spiagge di Vieste nel Gargano, una leggenda che si snoda tra amore, magia, quella tra la bella, bionda e dolce Cristalda e l'altrettanto bel Pizzomunno, il più bel pescatore di tutto il borgo, amato da tutte le ragazze (e non solo dalle ragazze purtroppo) il quale però non aveva che occhi per la sua bella Cristalda. Il loro amore era puro e sincero e la loro vita procedeva in mare per Pizzomunno e nell'attesa del ritorno del suo amato, per Cristalda, che gioiva come se lo vedesse la prima volta ogni volta che lui ritornava. ma ahimé, "come tutte le più belle cose" (recitava un'altra canzone stavolta di De Andrè) anche questa storia aveva da finire; non è una novità infatti che le storie più sincere e appassionate vengano osteggiate dall'invidia altrui (succede pure oggi).
Il bel Pizzomunno infatti si imbatteva periodicamente nelle sirene attratte da lui, che non ascoltando le loro promesse di eterno amore e di chissà cos'altro, scatenò la loro ira. E con chi, ditemi, se la potevano prendere quelle poco di buono di sirene? Ma ovvio, con la bella Cristalda. Proprio mentre i due innamorati si abbracciavano sulla spiaggia di Vieste in un romantico saluto, le sirene strapparono Cristalda all'abbraccio di Pizzomunno che non potendo nulla contro la nera magia delle cattive creature, la vide scomparire tra i flutti.
Non paghe, le sirene legarono in catene la povera Cristalda ad uno scoglio nel profondo del mare.
Pizzomunno impazzì e le sirene per placare la sua inesauribile ira ed il suo dolore lo trasformarono in un grande e minaccioso faraglione sulla spiaggia.
Un pò forse per pietà di quel dolore senza fine e credo soprattutto per gran cattiveria, le sirene decisero di operare un sortilegio: ogni cent'anni, il primo di agosto Pizzomunno ritorna umano e ritorna anche la bella Cristalda dagli abissi, verso sera, in modo da dare loro l'illusione di poter fuggire dal loro sguardo perfido... ma proprio mentre se ne stanno andando via mano nella mano, ecco ricomparire le crudeli e riportare giù nel buio la povera Cristalda e ritrasformare Pizzomunno in un gigante di pietra.
Ed ecco il bel Pizzomunno come possiamo ammirarlo oggi - immagine dal web
Immagine dal video della canzone di Max Gazzè
La spiaggia di Pizzomunno, detta anche del Castello o Scialara è una spiaggia in sabbia fine situata a sud di Vieste, subito alle porte del centro città. E' lunga circa tre chilometri ed è lambita dalla candida falesia. Dovessi mai trovarmi a Vieste, sicuramente una capatina sulla spiaggia di Cristalda e Pizzomunno la farò sicuramente!! Possiamo trovare la leggenda in versione scritta per la prima volta su "Il Gargano" nel 1907 per mano di tal Bergamelli; non si rintracciano versioni precedenti, questa fu riportata tal quale dal racconto di uno stimato pescatore locale. Una versione successiva, ma sempre particolarmente fedele alla prima, apparve nel 1927 riportata dalla scrittrice americana Khatarine Hooker su "Attraverso il tallone d'Italia". Ultima apparizione della leggenda in versione scritta, prima di quella in Poesia e Musica della canzone di Max Gazzè, fu nel 1950 per mano di Mimmo Aliota di Vieste su "Il mio Paese". Ed eccoci ad oggi e alla bellissima storia di Cristalda e Pizzomunno messa in Poesia e Musica da Max Gazzè, ecco il testo e di seguito il video con la canzone, buona lettura, buon ascolto e buoni sogni.
"Abbiate cura di Cristalda e Pizzomunno" par dire il buon Max Gazzè!!
"Tu che ora non temi Ignorane nel canto quel coro ammaliante Che irrompe alla mente e per quanto mulini Le braccia oramai non potrai far più niente
Ma se ti rilassi e abbandoni il tuo viso A un lunghissimo sonno O mio Pizzomunno tu guarda quell’onda beffarda Che affonda il tuo amore indifeso Io ti resterò per la vita fedele E se fossero pochi, anche altri cent’anni Così addolcirai gli inganni delle tue sirene
Cristalda era bella e lui da lontano Poteva vederla ancora così Con la mano protesa E forse una lacrima scesa nel vento
Fu solo un momento Poi lui sparì al largo E lei in casa cantando, neppure il sospetto Che intanto da sotto la loro vendetta ed il loro lamento
Perché poveretta già avevano in cuore I muscoli tesi del bel pescatore E all’ennesimo suo rifiuto Un giorno fu punito
Ma io ti aspetterò Io ti aspetterò Fosse anche per cent’anni aspetterò Fosse anche per cent’anni
E allora dal mare salirono insieme alle spiagge di Vieste Malvage sirene, qualcuno le ha viste Portare nel fondo Cristalda in catene E quando le urla raggiunsero il cielo Lui impazzì davvero provando a salvarla Perché più non c’era e quell’ira accecante lo fermò per sempre
E così la gente lo ammira da allora Gigante di bianco calcare che aspetta tuttora il suo amore rapito E mai più tornato
Ma io ti aspetterò Fosse anche per cent’anni aspetterò Fosse anche per cent’anni aspetterò Fosse anche per cent’anni
Io ti aspetterò Fosse anche per cent’anni Si dice che adesso e non sia leggenda In un’alba d’agosto la bella Cristalda Risalga dall’onda a vivere ancora Una storia stupenda"
Compositori: Massimiliano Gazzè / Francesco
Gazzè / Francesco De Benedettis
Il destino ha voluto che proprio oggi che ho scritto questo articolo sia stato pubblicato il video ufficiale sul canale di Max Gazzè. Video che peraltro è un'opera d'arte che richiama, ma è una mia idea vedendolo, le opere ad incastro del grande Artista E.C. Escher. Spero che anche questo articolo possa esservi gradito, sapete quanto io ci metta passione in tutto quello che scrivo. Enrica Merlo🐈 01/03/2018
MI MANCANO I FONDAMENTALI
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