domenica 10 maggio 2020

NIENTE BACI SIAMO ITALIANI (un popolo che si misura a metri).


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Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2020/05/psico-polizia-e-dittatura-in-italia.html


Ce l'ho un pochino con quelli che continuano a predicare la tiritera del #iorestoacasa anche se di fatto la fase 2 è iniziata... sapete una cosa? In realtà io mi vergogno un pochino di parlare di queste cose perchè so che il mio blog è seguito anche all'estero. Inizialmente per partito preso non volevo parlare del covid e delle sue implicazioni ma oggi purtroppo per diversi motivi, anche seri, mi trovo mio malgrado a  doverne parlare. E' di ieri un articolo estremamente importante e che racconta una situazione abbastanza preoccupante (non riguarda nè contagiati nè morti) e se volete vi invito a leggerlo cliccando qui sopra, oggi vi parlerò di qualcosa di decisamente più leggero anche se a suo modo importante.

La realtà è che io non so se negli Stati Uniti o in Australia o in qualsiasi altro paese del mondo o europeo si viva la nostra stessa situazione e a volte mi sembra quasi ridicolo far conoscere le nostre disgrazie, sono talmente assurde da sembrare fasulle anche se noi viviamo questo periodo con una grande angoscia: da una parte c'è chi recita la parte dello zoccolo duro del #iorestoacasa (che poi mi chiedo come facciano ad avere tutta questa voglia di restarci a casa, un pò perchè effettivamente dopo due mesi e mezzo siamo tutti stufi di stare chiusi come dei topi nelle fogne, un pò perchè mi chiedo e continuerò a farlo, come sopravvivono queste persone? Mi risulta che lo smart-working sia praticato solo da una piccola parte della popolazione mentre la stragrande maggioranza deve spostarsi per lavorare. Mi chiedo, ma questi che predicano tanto la chiusura, non lavorano? Sono tutti ereditieri? Sono automi e non mangiano? Sono mantenuti da qualcuno? Boh.)
Secondo questi geni della socialità il virus esiste ancora è ancora violento come prima, ammazza un sacco di gente e sostanzialmente moriremo tutti. Ma che vita di merda fanno? A volte mi chiedo se questa fantomatica emergenza sanitaria non sia una scusa per i frustrati, che sono parecchi in Italia a quanto pare (che rinchiusi lo erano già prima del covid e probabilmente lo sono sempre stati) per punire chi invece un minimo di vita sociale, sentimentale, lavorativa ce l'ha, una sorta di punizione divina trasversale, insomma.


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Poi c'è chi come me (e fortunatamente come un sacco di altre persone) non si perde davanti ai deliri dei telegiornali di regime e ragiona con la propria testa e capisce che sì, bisogna comportarsi responsabilmente, mantenere la distanza di almeno un metro, indossare la mascherina, i guanti, lo scafandro, tutto quello che volete ma che bisogna cominciare a vivere, a lavorare ad avere rapporti sociali, anche perchè ora non è che quando usciamo vediamo morire la gente mentre cammina per strada (non era così nemmeno quando è cominciata questa storia del covid), ora la situazione è decisamente migliorata anche il virus sembra aver capito che non è cosa e il buon Montagnier forse aveva ragione dicendo che un virus creato in laboratorio non può aver lunga vita, ovvero prima o poi la natura lo rifiuta e quindi lo estingue perchè non lo riconosce come un suo "prodotto". Diciamo che questa teoria del Prof. sta cominciando a prender piede ed è confortata anche dal fatto che le cose stanno migliorando (sempre che non si mettano a farci tamponi già "covidizzati"). Insomma anche noi che predichiamo la libera uscita non è che siamo dei pazzi furiosi, ci documentiamo prima di dire quello che diciamo a differenza di coloro che, per comodità, per ignoranza o per pigrizia preferiscono sostenere a spada tratta, spesso insultando la controparte, le teorie che ormai puzzano di marcio del nostro REGIME italiano. A questo proposito ieri sera a seguito di un articolo che ho letto su facebook che bacchettava i torinesi per essere andati al Parco del Valentino in un splendida giornata di sole ho, scritto queste parole, certo ironiche ma che devono far pensare:

"Ricapitolando: i fidanzati possono andarsi a trovare l'un l'altro ma la "visita" deve durare solo finchè non tramonta el sol, olé, dopodiché tutti a casuccia propria altrimenti sono sanzioni. Immagino che durante questa visita diurna i suddetti fidanzati non possono infrangere la regola del metro di distanza quindi niente baci e tantomeno "trombatinen" (citando l'illuminata Bridget Jones). Se poi ai suddetti fidanzati capitasse di sedersi su una panchina ohhhhhh, in un parco ohhhhhhhh e magari pur si baciassero ohhhhhhhhhhhhhh ci sarebbe il rischio di sanzione, arresto e minimo dieci anni di carcere. Ma che sto dicendo? Tutto normale in un paese dove un salvatore parolisi qualunque reo confesso dell'uccisione della moglie MELANIA REA (nel 2011 non nel 1870) esce propio in questi giorni di prigionia general/popolare/nazionale (o almeno tenta di uscire perchè a quanto pare hanno paura, poverino, che si prenda il covid) per BUONA CONDOTTA".

Vedete voi.







Enrica Merlo
per

10/05/2020


sabato 9 maggio 2020

PSICO-POLIZIA E DITTATURA IN ITALIA: L'INQUIETANTE CASO DI DARIO MUSSO.


Immagine dal web


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2020/05/giordano-bruno-il-sogno-di-un-uomo-che.html


Un'immagine che sta diventando emblematica questa che vi propongo qui sopra, quantomeno sul web poichè gli organi di stampa (pur essendo l'episodio che vado raccontandovi, estremamente grave e lesivo di ogni tipo di libertà e diritto umano) sembrano chissà perchè non occuparsene più di tanto. Eppure quel che è accaduto è gravissimo specie in un paese con una Costituzione come la nostra e che si definisce "democratico".

Chi è l'uomo schiacciato da numerosi uomini delle forze dell'ordine e punturato in mezzo alla strada da ben tre medici? Lui si chiama DARIO MUSSO vive in un paese della Sicilia in provincia di Agrigento RAVANUSA. Cosa ha fatto Dario per meritarsi questo barbaro trattamento? Ha dato voce a quasi la totalità degli italiani, che da bravi italiani preferiscono guatare, spiare e magari fotografare o criticare ma mai e poi mai dire la loro, davvero. In breve: all'interno della sua auto e "armato" di un piccolo megafono ha urlato che non esiste pandemia e di togliersi la mascherina e ha criticato l'operato del governo, cosa che abbiam fatto (o come detto prima almeno pensato) un pò tutti in questi mesi di prigionia. Tutto questo è contenuto in un video che mi auguro non venga oscurato e che mi appresto a postare qui sotto. Dario Musso dopo essere stato bloccato e siringato viene trasportato nel reparto psichiatrico dell' Ospedale Barone Lombardo di Canicattì e sottoposto a TSO (trattamento sanitario obbligatorio). La cosa più agghiacciante è stata per me sentire la voce strascicata di Dario, irriconoscibile (vedete il video dove è chiuso nella sua auto poco prima di essere barbaramente maltrattato da medici e forze dell'ordine è un uomo perfettamente lucido) ed estremamente sofferente, mentre parla con i suoi familiari che peraltro hanno faticato non poco a riuscire ad ottenere un contatto con lui pur essendo il fratello di Dario un noto avvocato. La famiglia ha presentato denuncia per il grave episodio occorso al loro congiunto.


Guardatelo ed ascoltatelo fino alla fine!!

L'inquietante realtà però è che pare si stia facendo strada l'idea di usare il TSO come metodo coercitivo, come manganello in questa nuova dimensione della dittatura sanitaria che sta sempre più prendendo piede (basti pensare ai nostri due mesi e mezzo di prigionia... non è stata forse una gravissima forma di coercizione? Forse ancora più grave visto che ha coinvolto un popolo intero, il popolo italiano ce lo ricordiamo ancora vero?). Dobbiamo tenere occhi ed orecchie bene aperti visto che il TSO è stato già usato in passato contro chi dissentiva nei confronti dell'ordine precostituito ma pare addirittura e si fa molto di più che vociferare che potrebbe essere usato anche nei confronti di chi si rifiutasse di essere sottoposto al tampone fonte CODACONS (clicca e leggi e svegliati) quando sappiamo perfettamente che questo virus fantoccio sta morendo da solo come tutti i virus creati in laboratorio e che la natura riconosce e pian piano rifiuta e distrugge. Sarà dunque necessario fare i tamponi per il covid 19 nel prossimo futuro? E sarà necessario dunque essere sottoposti a TSO se ci si rifiuta? A tutti noi l'ardua sentenza, intanto personalmente mi auguro Dario sia scarcerato al più presto e che si riesca a farlo riprendere... non tutti noi possiamo sopportare forti cariche di farmaci psicotropi senza patirne PER SEMPRE effetti molto gravi.

Immagine dal web


PS: sono estremamente felice che questo mio blog sia molto seguito anche in molto Paesi sparsi in tutto il mondo. Che si sappia per benino cosa sta combinando il nostro governo a danno dell'ITALIA e del suo popolo.

AGGIORNAMENTO 09/05/2020 ore 22,30: Dario Musso è stato liberato grazie al deciso intervento della deputata SARA CUNIAL; qui i particolari ➡ https://www.recnews.it/2020/05/09/tso-ravanusa-cunial-interroga-lamorgese/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork






Enrica Merlo
per
MI MANCANO I FONDAMENTALI

09/05/2020

sabato 2 maggio 2020

GIORDANO BRUNO: il sogno di un UOMO che amava davvero DIO.


Immagine tratta dalla serie COSMOS 


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2020/04/chernobyl-26041986.html


Giordano Bruno il cui nome di nascita era Filippo Bruno fu un filosofo, scrittore e frate domenicano nato a Nola nel 1548 e morto sul rogo a Roma il 17 febbraio 1600.

Ormai siamo perfettamente consci del fatto che nel contesto del cosmo siamo minuscoli, piccoli esseri che vivono su quello che a tutti gli effetti è un granello di polvere alla deriva in un'immensità sconcertante. Questa prospettiva cosmica però è relativamente  nuova poiché solo quattro secoli fa il nostro piccolo mondo era assolutamente inconsapevole  del resto dell'Universo come noi lo conosciamo; il telescopio non esisteva e l'Universo, dunque, ero ciò che si poteva vedere ad occhio nudo. Nel 1590 tutti pensavano che il Sole, le stelle ed i pianeti fossero luci nel cielo che ruotavano intorno alla Terra e che dunque eravamo noi il centro di un piccolo "Universo a misura d'uomo".
C'è soltanto un uomo sulla Terra che riesce a concepire un universo infinitamente più grande ed ovviamente come trascorre il Capodanno del 1600 quest'uomo? Ma in prigione!!


Giordano Bruno in carcere - immagine mia

Arriva un momento della nostra vita in cui ci rendiamo conto di non essere al centro dell'Universo ma di appartenere ad un'entità molto più grande, questo è parte della crescita degli individui come dei popoli ed è accaduto alla nostra civiltà a partire dal sedicesimo secolo. In una società in cui si credeva che tutto il visibile ruotasse intorno alla Terra considerata immobile, arrivò un astronomo polacco tal Copernico il quale enunciò una teoria che chiamare rivoluzionaria è dir poco: la Terra infatti non è affatto il centro dell'Universo è solo uno dei tanti Pianeti che ruotano intorno al Sole. In molti, specie in seno alla Chiesa come il riformatore protestante Martin Lutero, considerano quest'idea un vero e proprio oltraggio alle Sacre Scritture e ne sono scandalizzati. Tuttavia esiste un uomo che pensa che Copernico non abbia affatto esagerato: lui è Giordano Bruno un uomo nato cuorioso e a suo modo ribelle; giovane monaco domenicano a Napoli desidera evadere dall'angusto e soffocante universo propinato dalla Chiesa, un uomo fuori dagli schemi. Allora non esisteva la libertà di pensiero (perchè oggi sì?) ma Giordano Bruno ebbe l'ambizione di conoscere tutto sulla creazione divina e dunque lesse nascostamente libri messi al bando dalla Chiesa cattolica.


Giordano Bruno legge i libri proibiti dalla chiesa - foto mia

In uno di questi scritto da Lucrezio, un Poeta Filosofo vissuto nell'antica Roma, gli suggerisce l'idea di un universo infinitamente più grande altrettanto sconfinato quanto la sua idea di Dio: Lucrezio chiede al lettore di immaginare di porsi ai confini dell'Universo e di scagliare lontano una freccia; se la freccia continua la sua corsa sarà evidente che l'Universo si estende ben più lontano dal limite conosciuto ma se la freccia nel proseguire la sua corsa urta, per esempio un muro, dunque quel muro è sicuramente al confine dell'Universo. Immaginiamo adesso di salire su quel muro e scagliare un'altra freccia, avremo sempre solo due possibilità che continui a volare all'infinito nello spazio oppure che urti contro qualcos'altro dove potremo ancora salire per scagliare un'altra freccia; in entrambi i casi l'Universo non ha confini, lo spazio deve essere infinito e questo è perfettamente in linea con il pensiero di Giordano Bruno che pensa che il Dio da lui venerato è effettivamente infinito e quindi come potrebbe la sua creazione essere da meno? Purtroppo però le autorità ecclesiastiche scoprono le sue ricerche.


Giordano Bruno viene scoperto dai suoi "superiori" - foto mia

Da questo momento viene messo al bando dalla Chiesa quindi dalla società e costretto a vagare senza poter proseguire i suoi studi. 
A trent'anni durante una delle sue peregrinazioni ha una visione che segnerà il suo destino: un sogno in cui si trova in un mondo racchiuso sotto ad una cupola di stelle, era questo l'Universo ai suoi tempi, Giordano Bruno durante il suo sogno è invaso da un profondo terrore  come se la Terra gli stesse crollando sotto i piedi ma fa appello a tutto il suo coraggio:

"Ho spiegato le ali fiducioso verso lo spazio e mi sono levato in volo verso l'infinito lasciandomi dietro le spalle quel che altri si sforzavano di vedere da lontano; qui non c'è né alto né basso non c'è confine né centro ho visto come il Sole è solo una stella e le stelle altri Soli ognuno accompagnato da altre terre simili alla nostra, la rivelazione di questa immensità è stato come innamorarsi"


L'inizio del sogno di Giordano Bruno - Foto mia

Giordano Bruno è l'apostolo che diffonde il vangelo dell'infinito in tutta Europa convinto che altri innamorati abbracceranno con naturalezza questa visione più ampia e gloriosa della creazione. Giordano Bruno viene scomunicato dalla Chiesa Cattolica in Italia, cacciato dai calvinisti in Svizzera e dai Luterani in Germania.


Foto mia - Giordano Bruno viene additato in tutta Europa

 Accetta dunque l'invito di tenere una conferenza in Inghilterra a Oxford almeno, è quello che pensa, sarà un'opportunità per condividere il suo pensiero con un pubblico da ritenere suo pari. Ma il buon Giordano si sbaglia. Dopo aver sostenuto le teorie di Copernico continua con la sua visione dell'Universo facendo solo sì che l'illustre ma gretto uditorio lo ritenga un buffone e dileggiandolo in tutti i modi possibili; il culmine della rabbia del pubblico arriva quando Giordano Bruno afferma che "L'infinito Dio ha creato un Universo infinito con un numero infinito di mondi" chiedendo di cominciare a dubitare di tutto ciò che si è dato per scontato fino a quel momento. L'unica cosa che ottiene è farsi dare dell'eretico. 
Giordano Bruno vive in un tempo in cui non c'è separazione tra il potere dello stato e della Chiesa e nemmeno che il diritto di parola sia un riconoscimento inviolabile di ogni individuo, esprimere un'idea non conforme alla morale tradizionale può esporre a enormi pericoli. Incurante di tutto ciò fa ritorno in Italia, eppure doveva intuire che la sua patria era uno dei luoghi più pericolosi in Europa per lui, la Chiesa cattolica ha un proprio sistema giudiziario, la santa inquisizione, il cui unico scopo è indagare e perseguitare chiunque osi dar voce ad idee differenti dalle sue. Non ci vuole dunque molto prima che Giordano Bruno cada nelle grifie della psico-polizia cattolica del tempo; questo viandante che venera un Universo infinito languirà in prigione per otto anni... nonostante implacabili interrogatori rifiuta ostinatamente di abiurare le sue convinzioni. Quel che ci si chiede è perchè la Chiesa metta tanto zelo nel tormentarlo? Accettare le idee di Giordano Bruno, anche solo in parte, avrebbe significato mettere in discussione le sacre scritture e l'autorità della Chiesa e alla fine i cardinali dell'inquisizione emettono la loro sentenza.


Foto mia - Giordano Bruno assiste alla lettura della sentenza

Giordano Bruno viene riconosciuto colpevole di mettere in discussione la santa trinità e la divinità di Gesù Cristo e di ritenere che l'ira di Dio non sia eterna e che tutti saranno salvati e di proclamare l'esistenza di altri mondi. Inoltre tutti i suoi libri saranno raccolti e bruciati in piazza San Pietro. Tuttavia Giordano dice di aver avuto modo di riflettere molto in quegli otto anni; alla domanda dell'inquisitore se desidera abiurare lui risponde: "Il mio amore è profondo rispetto per il Creatore ispira in me la visione di una creazione infinita". Viene infine condotto davanti al governatore di Roma che gli comminerà la terribile punizione per coloro che non si pentono. "Credo che abbiate più paura voi di annunciare la sentenza di quanta ne abbia io di ascoltarla" sono le parole di Giordano.


Giordano Bruno affronta senza paura l'inquisitore - foto mia

Il sogno di Giordano Bruno anche dopo la sentenza rimane sempre lo stesso: il potersi librare nel nuovo cielo che lui ha visto e ha intuito. Nonostante tutto il 17 febbraio del 1600 viene condotto sul patibolo e rifiutatosi per l'ennesima volta di abiurare viene arso vivo sul rogo.
Dieci anni dopo il martirio di Giordano Bruno Galileo Galilei è il primo a guardare attraverso il telescopio e a rendersi conto che Giordano aveva ragione; la Via Lattea è composta da infinite stelle invisibili ad occhio nudo e molte di quelle luci nel cielo sono in relatà altri mondi. Giordano Bruno non era uno scienziato, la sua visione dell'universo è stata una fortunata intuizione ma non aveva prove per sostenerla, come molte intuizioni poteva rivelarsi errata ma QUANDO UN'IDEA CIRCOLA FORNISCE AD ALTRI UN BERSAGLIO A CUI MIRARE ANCHE SOLO PER CONFUTARLA.


Per gentile concessione della trasmissione COSMOS


***




Enrica Merlo
per
MI MANCANO I FONDAMENTALI

02/05/2020

domenica 26 aprile 2020

CHERNOBYL 26/04/1986


Chernobyl ed i vari reattori prima del disastro - foto dal web



Era la notte tra il 25 e 26 aprile del 1986 quando il reattore quattro della centrale di Chernobyl in Ucraina, esplose. Una eccessiva immissione di materiale radioattivo provocò una fuoriuscita di combustibile e subito dopo un'esplosione di vapore. In un lasso di tempo brevissimo ( pochi secondi) la produzione di energia nel nocciolo del reattore quattro divenne cento volte superiore rispetto al normale flusso energetico con un aumento abnorme della temperatura. Cosa successe dunque dopo? La copertura di metallo di 2000 tonnellate che copriva il reattore fu distrutta da due esplosioni consecutive che liberarono nell'atmosfera, e sul territorio circostante, tonnelate di grafite provenienti direttamente dal nocciolo del reattore; per dieci giorni consecutivi l'incendio che ne derivò continuò senza sosta e continuò anche la fuoriuscita di materiale radioattivo. 

Nell'immediato morirono due persone, altre 187 manifestarono immediatamente gravissimi segni di irraggiamento dei quali 31 morirono poche ore dopo. Questi poveri sventurati erano i primi soccorritori e coloro che in quel momento si trovavano all'interno della centrale. Non furono immediati i dati della tragica fuoriuscita di materiale radioattivo, anzi, solo studi recenti danno la vera entità della sciagura: è noto ormai infatti che, oltre allo IODIO 131 e al CESIO 134 137 (che furono rilasciati nella quantità del 50/60%) fuoriuscì una quantità del 100% di sostanze gassose rare e pressoché sconosciute al tempo come lo Xenon e il Kripton

La quantità totale di isotopi radioattivi interessò dapprima la zona subito adiacente la centrale (si stima una quantità pari a 120.000 persone che furono IMMEDIATAMENTE contaminate) mentre tra il 27 e il 28 aprile la nube radioattiva raggiunse la penisola scandinava e contaminò l'intera Ucraina e la Bielorussia. Il 28 e il 29 aprile la nube si divise in due parti complice una corrente d'aria fredda che andava da ovest ad est e raggiunse la Germania e la Polonia. Tra il 30 aprile ed il 1 maggio la nube arrivo sul nord della Grecia, sull'Italia, la Svizzera (che però rideva di noi che non mangiavamo più l'insalata, lo so da fonti certe), l'Austria e la Cecoslovacchia. In tutti questi stati fu registrato un notevole aumento della radioattività. Nei giorni seguenti si diffuse a nord ovest e sud est dell'Europa (aumentò sostanzialmente il livello di radioattività anche in Gran Bretagna, Belgio, Irlanda e nella parte sud della Francia. Purtroppo il fall out radioattivo più elevato (escludendo le immediate zone intorno alla centrale) si registrò in Italia, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Albania. Tra il 6 e l'8 maggio la nube interessò anche luoghi assolutamente lontani dalla centrale (Cina, India, Giappone, Usa e canada). Il 70% della radioattività rilasciata cadde proprio sulla Bielorussia. Si calcola che le persone coinvolte DIRETTAMENTE nei giorni successivi all'esplosione del reattore quattro (popolazione, squadre di soccorso, personale della centrale) furono più di 800.000, agghiacciante.


Il reattore quattro dopo l'esplosione e l'incendio - immagine dal web


La tesi dell'errore umano propagandata dal governo sovietico per tutelare il prestigio tecnologico venne accolta di buon grado in occidente che, possedendo altrettante centrali nucleari ed avendo avuto incidenti non così gravi ma che potevano essere potenzialmente pericolosi quanto quello di Chernobyl, ritenne giusto questo comportamento per evitare che la popolazione pensasse che il nucleare non fosse sicuro. Ad ogni modo ancora oggi, sebbene siano passati più di trent'anni dai fatti, si ritiene che la maggior parte dei segreti sulla reale dinamica e sulle reali conseguenze dell'incidente non siano stati resi pubblici.

Il reattore numero quattro era in pratica un adattamento dell'ingegneria civile di un reattore di tipo militare cioè destinato a produrre materiali bellici quindi a quanto pare assolutamente inadatto a contenere un incidente come quello avvenuto poichè privo di strutture di contenimento rinforzate. Il reattore numero quattro venne totalmente distrutto dall'esplosione e non solo ma l'intero corpo sprofondò di quattro metri rispetto al livello iniziale sfondando completamente la sala comandi che divenne assolutamente inaccessibile ai soccorsi per l'enorme quantitativo di radiazioni essendo anche saltato il sistema sistema di isolamento ermetico. Ne conseguì che tutto il magma incandescente, costituito da materiale ferrosi fusi, cemento armato, combustibile nucleare e gas fu eruttato immediatamente nell'atmosfera e ricadde su tutto il territorio adiacente la centrale. Per le prime settimane dall'esplosione il livello di radiazione presente nelle subitanee vicinanze del reattore si mantenne nell'ordine delle migliaia di Roengten, mentre nell'area diretta della centrale raggiungeva le DECINE DI MIGLIAIA di Roengten; lo spesso muro di materiali, non della nube, si parla di materiali, radioattivi sì alzo fino ad un'altezza di quasi 2 km e si disperse in un raggio di oltre 1200 km (quasi la lunghezza dell'Italia). L'emergenza, domato l'incendio, era quella di isolare il reattore per proteggere la popolazione (o quel che ne rimaneva). Inizialmente fu eretto quello che venne chiamato SARCOFAGO che venne costruito, purtroppo con le parti in cemento armato del reattore esploso determinando così un rischio ancora maggiore di contaminazione. In seguito furono costruiti degli strati successivi ed un muro di cinta per i quali vennero utilizzati 300.000 tonnellate di cemento e 100.000 tonnellate di strutture metalliche. Questa immane costruzione ha però gravato il terreno di per sè argilloso dove poggiava il reattore, di un peso quasi incalcolabile quindi il sarcofago ed il reattore che conteneva è ulterioriormente sprofondato di altri quattro metri.

Nel gennaio del 1996  il sarcofago presentava numerosi cedimenti ed erano evidenti, crepe e buchi dai quali fuoriuscivano polveri, acqua e gas radioattivi. Ricordiamo che un'eventuale cedimento del sarcofago avrebbe messo a cielo aperto una quantità di combustibile nucleare ormai ridotto a PULVISCOLO pari a 180 tonnellate, 11 mila metri cubi di acqua e 740.000 metri cubi di macerie altamente radioattive. Gli scienziati ucraini avevano valutato che la radioattività totale delle sostanze presenti all'interno del sarcofago era superiore ai VENTI MILIONI DI CURIE. Il sarcofago era stato progettato per garantire una sicurezza di 20/30 anni quindi si è resa necessaria la costruzione su di esso ormai fatiscente e praticamente a pezzi di un nuovo sarcofago questa volta più sicuro, all'avanguardia e che garantisca un periodo di relativa sicurezza di almeno 100 anni.
Il nuovo scudo o sarcofago è stato costruito in due parti che sono state poi congiunte nel 2015 ed è già nella sua sede dal 2016. Il suo nome è NEW SAFE CONFINEMENT ed è una struttura in acciaio da 36.000 tonnellate. Costato 1,5 miliardi di dollari dovrebbe LIMITARE quindi le fughe radioattive per 100 anni, si spera. Al suo interno vi è una gru che sta rimuovendo tutto ciò che resta del vecchio sarcofago. La struttura è stata inaugurata nel luglio del 2019.


Il NEW SAF CONFINEMENT oggi - immagine da Sky tg24

Un "incidente" che ci ha toccato molto da vicino. Io avevo 16 anni quando Chernobyl è esplosa. Un'esperienza che sicuramente, pur non essendo stata vissuta in prima persona da me, ha comunque segnato fortemente la mia vita in quel momento e anche quella a venire e che ha profondamente radicato in me la convinzione che nonostante i grandi progressi tecnologici il nucleare continua a NON ESSERE un'energia sicura. Spero vivamente che le energie alternative, che ci sono ve lo assicuro, possano un giorno convincere proprio TUTTI che questi portatori di morte non solo devono essere smantellati e messi in sicurezza ma si deve smettere di riprodurli. Perchè poi non stiamo a raccontarci bugie: vi ricordo che l'enorme sforzo prodotto per realizzare il New Safe Confinement durerà solo 100 anni ed è stato realizzato per 1 reattore di 1 sola centrale tra le migliaia di centrali sparse in tutto il mondo. Provate a meditarci sù un attimo.


Image from google


Un'aula scolastica a Chernobyl; tutto è rimasto come allora, un'immagine che ci deve far riflettere... la natura riuscirà sempre a cavarsela, noi NO.




Enrica Merlo
per

Chernobyl 26/04/2020

sabato 25 aprile 2020

LIBERAZIONE DA COSA? Un'attualissima Poesia di Max Ponte (25/04/2020)

Parma dopo la liberazione; maggio 1945 - immagine dal web



Incontriamoci a metà strada

Incontriamoci a metà strada
dopo la frontiera a Lione
ti vedrò attraverso i miei occhiali
celesti mi dirai come stai guarda
che domande son arrivata ora
tu assomiglierai sempre più ad
una cantante e io ad un designer
incontriamoci a metà strada
dopo la frontiera a Lione
in questo tramonto d’Europa
in frontiere sempre più strette
varcate da giovani migranti
disperati in nazioni di falliti
e di vecchi incontriamoci
segretamente in un angolo
del continente sotto questa
cortina di ferro mediatica
in una guerra sempre
meno apparente nella
costruzione pubblica di
falsi e comodi nemici
amore mio incontriamoci
raccogliamo tutto quello
che resta parole idee libri
miele crackers appunti a
mente a matita domattina
ci alziamo e organizziamo
la resistenza.

Max Ponte

[2018/2019]


Attuale, al di là del 25 aprile, al di là di ogni ragionevolezza ormai persa.








Max Ponte
 per 
25/04/2020

venerdì 24 aprile 2020

CONSIGLI DI LETTURA: E. A. POE "Tutti i racconti" del mistero, dell'incubo e del terrore.


Foto mia


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2020/04/sconsigli-di-lettura-il-piccolo-libro.html


Io ve lo dico. A me Poe è sempre piaciuto. Credo di aver letto per la prima volta IL GATTO NERO poco più che decenne. Avevo paura lo ammetto, nonostante io ami da sempre i gatti. Una seconda lettura qualche anno più tardi. Ho letto qualche altro racconto ma si sa che a scuola i veri grandi autori sono trattati in modo piuttosto approssimativo (tranne i soliti che però anche loro non è che quando siamo usciti dalle superiori li amassimo alla follia, vedi Alessandro Manzoni, tipo). Poi ho definitivamente o quasi, abbandonato Poe, almeno fino ad ora. Si sa, ormai da un pò di tempo a questa parte lo dico e lo ridico allo sfinimento, leggo un pò di più perchè c'è questa assurda situazione di reclusione collettiva quindi, una volta sbrigate le "faccende" inderogabili si prende un libro in mano e si prova pure a leggerlo (o si cuciono mascherine nel mio caso). Mi sono cimentata dunque con quest'opera di Edgar Allan Poe.

"Tanta robba" come si suol dire, un'infilata di racconti di Poe che nemmeno mi sarei sognata. Cominciamo da IL GATTO NERO appunto (sezione VENDETTA E ASSASSINIO). Questa volta la rilettura non mi ha terrorizzata ma 1) mi faceva pena Plutone (o chi per esso) gli è toccato stare murato vivo per giorni e giorni chissà che fame povera bestiola. 2) Ho avuto la netta sensazione, a caldo, che Poe odiasse vagamente il genere femminile o che quantomeno  avesse delle grosse difficoltà a gestire i rapporti con le donne. Sempre nella suddetta sezione mi è piaciuto tantissimo SEI TU IL COLPEVOLE un racconto oltre che geniale direi anche ironico a suo modo, sempre costruito in modo impeccabile.

Nella sezione IMMAGINARIO assolutamente degno di nota WILLIAM WILSON capolavoro dello sdoppiamento della personalità. Per quanto abbia intuito dove andasse a parare il racconto, è comunque enormemente avvincente. Sempre in questa sezione UN RACCONTO DELLE RAGGED MOUNTAINS dove come sempre sono trattati problemi pischici ma a livello sensoriale/percettivo e su come si possa distorcere la realtà in presenza di un'inquietudine particolarmente forte.

Molto corposa la sezione LA MORTE dove prevale ovviamente l'argomento che da il titolo alla raccolta certamente ma chi muore sempre e sicuramente sono in prevalenza le donne e qui mi riaggancio a ciò che ho citato riguardo al racconto Il Gatto nero; Poe pareva avere una sorta di ammirazione/odio estremo nei confronti del genere femminile; il fil rouge è pressapoco questo: il protagonista si innamora di donne bellissime e sopratutto coltissime, spesso le sposa, le venera, apprende da loro cose che la cultura ordinaria non potrebbe insegnare. A questo punto scatta qualcosa nella mente del protagonista, che nota una piccola, infinitesimale crepa nella perfetta corazza dell'amata, comincia una lenta ma inesorabile trasformazione della venerazione di lui nei confronti di lei che diventa quasi disprezzo. La donna allora percepito questo stato d'animo dell'amato comincia ad inquietarsi a tal punto da cominciare ad intristirsi esageratamente per poi finire col morire di consunzione. Spesso e volentieri lui si risposa e, pentitosi di aver portato alla fine la precedente moglie, riversa sulla nuova fanciulla (spesso bionda diafana, innamorata e già di salute cagionevole) tutta la sua rabbia facendo morire pure lei. Una visione semplicistica ma l'argomento è questo. Ogni racconto porta il nome di una donna diversa ma più o meno la fine che fanno le sventurate è questa. Nella stessa sezione ho apprezzato particolarmente IL COLLOQUIO DI MONOS E UNA e LA SEPOLTURA PREMATURA

Nella segmento MISTERO ho apprezzato particolarmente LO SCARABEO D'ORO molto di più del blasonato I delitti della Rue Morgue.

Della parte riguardante il TERRORE ho  trovato particolarmente interessanti le minuziose descrizioni de iL POZZO E IL PENDOLO ed in un certo senso il lieto fine se così si può dire, cosa assai rara nei racconti di Poe. 

Spirito sicuramente inquieto Poe è universalmente noto per la sua capacità estrema nel sondare l'interiorità dei personaggi in modo particolare le loro inquietudini cosa che forse rispecchia una sua propria inquietudine, presente sin dalla più tenera età. la psiche dei personaggi, l'intuito ed un certo amore per il macabro rendono i suoi racconti a tutt'oggi dei capolavori estremamente attuali. Vi consiglio di leggere anche la biografia scritta da Gabriele La Porta, breve ma interessante nonostante ad oggi si stia tentando di fare ancora luce sulla sua "strana" morte. In realtà pare che il suo decesso non sia stato imputato ad un coma etilico, ma questa è un'altra storia. Degne di nota le illustrazioni all'interno del libro che fanno parte della serie dei 136 disegni a penna che ALBERTO MARTINI eseguì per i racconti di Edgar Allan Poe. 

Buona lettura!!

IL LIBRO:

E. A. POE - Tutti i racconti del mistero, dell'incubo e del terrore.
Collana "IMiniMammut" Newton Compton Editori
Traduzione di Daniela Palladini e Isabella Donfrancesco
Diciottesima edizione: marzo 2018
pag. 478
Illustrazione Alberto Martini














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Enrica Merlo
per 

24/04/2020
Rondissone

martedì 21 aprile 2020

(S)CONSIGLI DI LETTURA: IL PICCOLO LIBRO DEL BUDDISTA di Bettina Lemke.

foto mia


Sono una persona per natura curiosa. Credo come per tanti altri anche su di me le religioni hanno una grande attrattiva e se mi capita a tiro un buon libro perchè non leggerlo, sapere qualcosa di più è sempre meglio che sapere qualcosa di meno. Premetto che non sono buddista (non ancora) ma ammetto che questa religione scatena in me una grande curiosità. Dunque, mi è capitato di avere la possibilità di scaricare su kindle questo libro... già avevo scaricato (ma non ancora letto) IKIGAI sempre della stessa autrice.

Vi parlo dunque di IL PICCOLO LIBRO DEL BUDDISTA - La via per raggiungere il vero equilibrio - e di cosa io personalmente ne pensi. Libro molto breve quindi di facile fruizione: fin troppo!! Il Buddismo è trattato in modo non sintetico, di più!! Ad un lettore che non si sia mai approcciato a nulla riguardo a questa religione sembrerà di leggere qualcosa tipo "la religione delle Barbie". Troppo semplicistico e con concetti raccontati alla rinfusa ed in modo molto, troppo leggero, va bene che Buddha ha raggiunto il Nirvana da mo' però secondo me si arrabbierebbe pure lui. Con tutto il rispetto per questa scrittrice che pare essere molto seguita, mi chiedo se non sia seguita perchè ha veramente molto da dire o se proprio perchè i suoi "concetti" non siano talmente banali che non è certo un esercizio di concentrazione leggere questo libro. Per non parlare dei consigli sugli "esercizi di meditazione" i quali credo che chiunque sappia, richiedono molto molto raccoglimento e serietà, sono liquidati in pochi minutini, sono tutt'altro che chiari e mi chiedo se chi segue pedissequamente questa signora non rischi di farsi del male, davvero.

Cito uno su tutti uno dei suoi mitici consigli: la meditazione mentre si è in coda in autostrada: ammesso e non concesso che una cosa di questo genere sia possibile e sia legale da farsi (lo dice lei stessa; tenete gli occhi aperti perchè "magari la coda si muove" e meditare ad occhi aperti, vi assicuro non è il massimo a meno che non si sia il Dalai Lama) un momento di meditazione deve, per essere tale, contenere tutti i presupposti perchè ci si possa addentrare in uno stato abbastanza complesso a livello fisico ed emotivo. Non vedo quindi come lo si possa fare in coda in autostrada. Forse che con i ritmi frenetici della nostra vita ormai si usino e consumino a nostro PIACIMENTO anche le cose più sacrosante e sacre, ecco, è la prima volta che mi capita da quando ho questo blog e recensisco i libri che leggo (non tutti) di bocciare proprio completamente un libro.
Per la sua eccessiva semplicità (la definirei piuttosto leggerezza, superficialità) non lo consiglierei nemmeno ai fanciulli perchè si rischierebbe di dare loro una visione distorta di questa religione e Credo.

Sarà che siamo in un periodo estremamente delicato della nostra storia e che cerchiamo nelle nostre letture qualcosa che ci dia serenità e qualche piccola certezza, ecco, questo libro a mio parere non riesce a trasmettere nè l'una nè l'altra cosa, purtroppo. Ma non disperiamo!! Tra un pò di tempo (parecchio credo) mi cimenterò nella lettura di Ikigai che dicono essere il capolavoro supremo di Bettina Lemke. Guardate, spero, spero tanto. Con questo non vorrei avervi troppo inibiti, se volete provare questa mistica esperienza, fatelo ma io sono rimasta, sinceramente, perplessa. Io lo avrei intitolato: IL BUDDISMO COME MODA E PER CHI PROPRIO NON HA TEMPO PER INFORMARSI DAVVERO. Dopodichè...

Buona lettura!!


Chi è Bettina Lemke in breve. Nata nel 1966 in Germania trascorre il suo tempo tra Monaco e l'Irlanda diventata sua patria d'adozione. E' anche redattrice, giornalista freelance e traduttrice. Il suo secondo libro è stato IKIGAI.



Il libro:

"IL PICCOLO LIBRO DEL BUDDISTA" -La via per raggiungere il vero equilibrio-

©2019 Giunti Editore - Prima edizione digitale febbraio 2019

Traduzione di Rachele Salerno per Studio Editoriale Littera





Enrica Merlo
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