martedì 28 maggio 2019

MAKERS ON TOUR: il progetto BERENICE


Ma sarà mai BERENICE? 

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/05/sergio-claudio-perroni-per-lui-un.html


Ri-ritorno a parlarvi anche se colpevolmente in ritardo del progetto Makers on Tour e più precisamente del progetto BERENICE. Per chi si fosse perso qualche pezzo per strada QUI può ritrovare l'articolo che vi parla del progetto in toto e QUI l'articolo che invece vi illustra la sezione ANDROMEDA. Questo per non tediarvi e ripetervi sempre le stesse cose. Come ho fatto per l'articolo sulla sezione ANDROMEDA andrò a descrivervi i fautori del progetto inserendo foto, e link alle loro pagine. Cosa ne dite, andiamo a cominciare?

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Casualmente comincio con Stefano Ferretto e la sua sigla da maker è FS. Stefano ama definirsi un artigiano digitale poichè si diletta con laser e stampanti digitali.

Stefano ha un canale youtube che si chiama FS IL MIO FAI DA TE (cliccaci sù per vederlo)

Stefano ha anche un profilo instagram FS IL MIO FAI DA TE  

... ma anche una pagina facebook: la trovate qui FS IL MIO FAI DA TE.


Lui è Stefano

Questo è il suo logo!!

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Passiamo ora a Christian Gaggioli. Il suo nome di battaglia da maker è STUDBUILDS. Christian ama tutto ciò che si può creare attraverso il riciclo dei materiali.

Anche Christian ha un canale youtube che si chiama STUD BUILDS (cliccaci sù per vederlo)

... e anche lui ha un profilo instagram: STUDBUILDS 

La sua pagina facebook invece è questa STUDBUILDS


 ... e questo è il logo di Christian


Questo invece è Christian!!

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Passiamo ora a Diego Beltramin in arte, o meglio in maker detto BELTRAMAKER. La sua passione è lavorare il legno, da declinare in ogni modo possibile.

Ha un canale youtube ovviamente che si chiama BELTRA MAKER (cliccaci sù per vederlo)

Ma ha anche un profilo instagram che si chiama BELTRAMAKER 

...ed una pagina facebook che si chiama anch'essa BELTRAMAKER


Lui è Diego



...e questo è il suo logo!!

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Passiamo ora a Luigi Di Bonito che ha come cavallo di battaglia il nome di PUNTO JIG e che come tutti i makers senza distinzione non vede l'ora di potersi rifugiare nel suo posto del cuore, ovvero il suo laboratorio.

Luigi ha un suo canale youtube che si chiama proprio PUNTO JIG (cliccaci sù per vederlo)

Ma ha anche un profilo instagram dal nome, indovinate, PUNTO JIG

E ovviamente una bella pagina facebook!! PUNTO JIG!!


... e questo è il logo di Luigi...


Questo invece è Luigi in persona

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Finalmente una fanciulla, Eliana Zandegiacomo che ha una bottega tutta sua dove realizza oggetti fatti a mano e che si chiama ELIDECO'

Purtroppo non mi consta che Eliana abbia un suo canale youtube però so di certo che:

Ha un suo profilo instagram chiamato ELI DECO'

...e ha anche una pagina facebook: ELI DECO'

Lei è Eliana

... e questo è il suo logo.

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Ora passiamo ad ANDREA GALBIATI altrimenti detto LASTACTIONMAKER. Vive nel milanese e ama "staccare" rifugiandosi nel fai da te tanto da aver recuperato da morte certa una lambretta del 1967!! Pare pure sia appassionato di NCSI...

Ha, indovinate un pò, un canale youtube che si chiama LAST ACTION MAKER (cliccaci sù per vederlo)

Ma ha anche un bel profilo instagram LASTACTIONMAKER 

...e una pagina facebook omonima ovvero LAST ACTION MAKER


Questo è il logo di Andrea



Questo invece è Andrea!!

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Ora passiamo a MAC STRANGE. Ci racconta una cosa bellissima e lodevole: la sua passione per il fai da te l'ha ereditata dal papà che è una persona per cui ha una grandissima stima. Proprio forte.

Ha ovviamente un canale youtube che sento potrebbe chiamarsi MAC STRANGE (cliccaci sù per vederlo)

Ma ha anche un profilo instagram che si chiama MAC STRANGE

...e giustamente una pagina facebook: MAC STRANGE


Lui è Leo...




...e questo è il suo logo!!

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Ed ora... AVANTI TUTTA con PARIDE CANNELLA detto anche Nik Stone Maker. "Drogato del fai da te" come ama definire anche tutti coloro che lo seguono pratica la sua passione allo stato pure senza supporti tecnologici... riciclo allo stato puro!!

Ovviamente Paride ha un suo canale youtube denominato senza farlo apposta NIK STONE MAKER (cliccaci sù per vederlo)

Un profilo instagram anch'esso NIK STONE MAKER

E una pagina facebook... indovinate? NIK STONE MAKER!!


Questo bello spaparazzato è Paride!!


...e questo è il suo logo!!

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Pare, se non ho preso grossi abbagli, che siamo giunti alla fine della corposa carrellata dei Makers on Tour!! Vi ricordo che a breve il progetto unificato di BERENICE e ANDROMEDA sarà messo all'asta ed il ricavato sarà devoluto all'ente dell'AIRC, quindi state in campana!! Troverete tutte le info del cammino di Makers on Tour:

Sulla loro pagina instagram ovvero ONTOUR (cliccaci sopra per vedere la pagina e per SEGUIRLA!!)

E anche sulla loro pagina facebook ONTOUR - MAKERS CHE COLLABORANO (metteteci un bel MI PIACE mi raccomando!!)


LUNGA VITA AI MAKERS!!




Enrica Merlo 28/05/2019


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domenica 26 maggio 2019

SERGIO CLAUDIO PERRONI: PER LUI, UN PENSIERO


Sergio Claudio Perroni ,13 maggio 2018, Poeticilibri Libreria Belgravia Torino - foto mia

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/05/il-pellicano-nella-simbologia-della.html

Nella foto sopra Sergio Claudio Perroni, 63 anni, nato a Milano era attualmente residente nella splendida Taormina, traduttore di autori quali Steinbeck, Wallace, autore di testi teatrali e a sua volta scrittore e profondo cultore dell'arte.

Ieri sera, proprio durante un momento per me particolarmente felice, ho appreso della tragica morte di Sergio Claudio Perroni. Pare fosse afflitto da importanti problemi di salute tanto da indurlo a decidere di porre fine alla sua vita.

Poeta, ma non solo, conobbi Perroni proprio un anno fa in occasione di Poeticilibri alla Libreria Belgravia di Torino durante la presentazione del suo ultimo libro "Entro a volte nel tuo sonno". Uomo apparentemente burbero, celava sicuramente un protettissimo nocciolo interiore di ipersensibilità, per quanto possa aver avvertito in quella manciata di minuti in cui ho seguito la sua presentazione.
Non è tanto la morte, capitolo inevitabile nella vita di ognuno di noi, ad addolorare e a renderci sgomenti realmente, quanto piuttosto la modalità tramite la quale essa sopraggiunge. Come (e la mia è mera supposizione) la solitudine estrema e la disperazione possa coglierci nonostante il conforto della famiglia, degli amici, del successo. Perchè sì Sergio Claudio Perroni era quello che si può definire un uomo di successo. E questo rende ancor più potente e perentorio l'estremo gesto che ha deciso di compiere.


Sergio Claudio Perroni ,13 maggio 2018, Poeticilibri Libreria Belgravia Torino - foto mia



Solitudine che dipende solo e solamente dalla nostra sfera emotiva interiore spesso non scalfita dal corollario della nostra vita quotidiana anche se positivo e accogliente.
Una delle domande che posi a Perroni alla fine della presentazione riguardava proprio la vita dopo la morte, la speranza, domanda sorta dopo aver ascoltato alcuni intensi passi del suo libro. Ho strappato un mite accenno di sorriso dagli occhi di Perroni come se avesse pensato - "Uff, meno male, pare questa abbia capito qualcosa"-.
Anche se magra come consolazione, poiché la sua morte mi ha toccata più di quel che potessi credere, sono felice di aver avuto con lui questo momento infinitesimale di empatia di aver incrociato seppur brevissimamente il suo sentire. Gli auguro di aver raggiunto quell'orizzonte perfetto che tanto pareva anelare. Buon riposo, Poeta.


"Entro a volte nel tuo sonno" edito da La Nave di Teseo, ultimo libro di Sergio Claudio Perroni presentato l'anno scorso al Salone del Libro di Torino e al Salone Off tramite Poeticilibri alla Libreria Belgravia di Torino.



 
 









Enrica Merlo 26/05/2019




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mercoledì 22 maggio 2019

IL PELLICANO NELLA SIMBOLOGIA DELLA CHIESA CRISTIANA


Foto mia

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/05/storie-di-draghi-jormungander-il.html


Ieri pomeriggio, approfittando del bel tempo, (cosa rara in questo periodo) e per commissioni mi sono recata a Torrazza Piemonte. Credo di non riuscire a nascondere la mia passione per le chiese e per gli edifici sacri in genere quindi trovandomi con una mezz'ora di libertà ho deciso, dopo anni in cui ci passavo davanti in auto e mi ripromettevo di entrarci, di visitare la Chiesa di San Giacomo Maggiore (XVIII secolo).

Sono fermamente convinta che non si finisca mai di imparare infatti entrando in questa chiesa ho scoperto una cosa che proprio non sapevo e che trovo estremamente interessante. Dopo un'iniziale sconcerto per essere entrata in un luogo buio dopo il sole accecante ho scorto immediatamente sulla volta della chiesa un simbolo che proprio mi era nuovo. Al posto della classicissima colomba con il ramo d'ulivo nel becco, un pellicano con tanto di nido e cucciolata e con una macchia che pareva di sangue sul petto. Dopo una prima veloce spiegazione di una gentile addetta mi sono documentata e ho scoperto che...




Foto mie

Nella religione cristiana il pellicano rappresenta l'eucarestia, sacramento istituito da Gesù proprio durante l'ultima cena e che viene celebrato ogni giorno in tutte le chiese durante la messa. Fin dal Medio Evo infatti il pellicano è stato visto come un uccello che pur di nutrire i propri piccoli si lacera il petto e li nutre con il suo sangue, un pò come fece Gesù che salvò l'umanità con il suo sangue. La credenza che il pellicano si laceri il petto è forse dovuta all'equivoco per cui questo uccello, quando arriva al nido, ha il becco pieno di pesce per sfamare i suoi piccoli e tiene lo stesso rivolto verso il suo petto per non perdere il carico di nutrimento e perchè i suoi piccoli possano mangiare direttamente da esso.
L'esempio di abnegazione di questo uccello pronto a sacrificarsi per la propria prole ha fatto sì che il pellicano sia stato assurto come simbolo ed emblema di carità, di sacrificio e di amor estremo verso i figli.
E a proposito di "carità" nella prossima immagine potete notare anche la parola CHARITAS (con la H) sull'affresco che, secondo Giambattista Vico (opera una netta distinzione tra la caritas latina e la charitas derivante dal greco charìeis e charis) significherebbe proprio "Grazia, amore di Dio".



foto mia

Ora vi mostro qualche altra immagine della chiesa di San Giacomo Maggiore che vi ricordo si trova a Torrazza Piemonte. Ieri a quanto pare per combinazione l'ho trovata aperta, ma mi è stato detto che il sabato pomeriggio alle 18,00 si celebra una bella messa cantata dai giovani della comunità torrazzese, questo anche per chi volesse vedere queto simbolo che io trovo, commovente, bellissimo, insolito. Poi magari sono l'unica al mondo che non era al corrente di questa particolarità simbolico/religiosa però ho voluto mettervi a parte della mia "scoperta speciale" ugualmente. Felice se il mio articolo possa esservi stato d'interesse.





C'è anche un graziosissimo "micio parrocchiale" che si aggira intorno ad una statua di Padre Pio sul sagrato della chiesa - foto mia






                                                                 









   Enrica Merlo 22/05/2019




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domenica 19 maggio 2019

STORIE DI DRAGHI: JORMUNGANDER, IL SERPENTE DEL MIDGARD


 L'immagine potrebbe essere oggetta a copyright "Thor e Jormungander" - dal web

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/05/quando-e-ripeto-quando-il-rispetto-per.html

Voglio cominciare oggi a farvi conoscere una serie di racconti fantastici che ci arrivano dalle profondità dei miti e delle favole di tutto il mondo. I Draghi mi hanno sempre affascinata dunque ritengo di cominciare con questo racconto proveniente direttamente dai miti Norreni; siete pronti?

Le magnifiche schiere degli Asi, divinità guerriere e valorose della mitologia norrena, hanno fronteggiato molti mostri, ma nessuno di essi è lontanamente paragonabile al terribile serpente del Midgard, Jormungander.

Creato da Loki, Dio del male e dell'inganno, aveva spire che si stagliavano fin dove l'occhio poteva guardare, una tremenda testa di drago ed un collo che superava tutto sulla terra, anche i monti e le sue squame scure gli davano il sembiante della morte in persona. Quando questa feroce fiera fu così portata al cospetto di Odino in persona non ci stupisce che lui abbia fatto in modo di scagliarlo negli abissi più profondi del mare.
Ma non era finita qui poichè il terribile Jormungander non era perito anzi, continuava a rafforzarsi e ad ingrandirsi nelle profondità marine lontano dagli Dei e dagli uomini tanto che con la sua bocca poteva raggiungere la sua coda e circondare così tutta la Terra come un enorme, inquietante uroboro. Egli era destinato a rimanere celato fino a Ragnarok, il giorno della battaglia finale dove avrebbe affrontato il più forte e valoroso degli Asi, nientemeno che Thor, il Dio del tuono. Destino volle però che prima della battaglia finale i due, Thor e Jormungander, si incontrassero ben due volte.
Per sminuire la potenza di Thor Utgardhaloki re dei Giganti lo invitò nel suo regno per sottoporlo ad una gan prova di forza consistente in tre prove impossibili da superare per Dei o Giganti di sorta ma il Re conoscendo le arti dell'inganno e della magia le mascherò in modo che Thor le percepisse come facili da superare.

Una delle prove, in modo particolare avrebbe potuto, e fu, particolarmente umiliante per Thor: Utgardhaloki lo sfidò a sollevare il suo gatto... baldanzoso Thor ci provò all'istante ma non riuscì a muoverlo nemmeno di un centimetro. Ridendo a crepapelle il Re dei Giganti fece infuriare parecchio Thor il quale allora impiegò tutte le forze a disposizione per smuovere il gatto il quale, nonostante il Dio del Tuono davvero ce l'avesse messa tutta e avesse rischiato addirittura di spezzarsi le dita, venne sollevato a malapena, si vide sollevare una sola zampa di pochi millimetri da terra. Le altre due prove furono altrettanto disastrose: Thor, che aveva fama di insaziabile bevitore, non riuscì a tracannare un corno di idromele in tre sorsi come invece il popolo dei giganti faceva con estrema facilità; ultima grade umiliazione per Thor fu quella di essere battuto nella lotta dalla balia del Re una vecchia debole e ammalata. 

Pieno di vergogna Thor fu scortato molto oltre i confini del regno di Utgardhaloki perchè la sua ira enorme non creasse problemi e solo il giorno dopo il Re dei Giganti confessò i trucchi che aveva usato: Il corno di idromele era collegato all'oceano quindi per quanto Thor potesse essere un portentoso bevitore non avrebbe mai potuto prosciugarlo ma udite, udite, quella sua favolosa bevuta provocò la prima bassa marea di tutti i tempi sulla Terra. La vecchia balia del Re era invece la Vecchiaia in persona, quindi nessuno, nemmeno il possente Thor era in grado di batterla. Ma sorprendente fu l'inganno architettato da Utgardhaloki mascherando il suo gatto che in realtà non era il suo gatto bensì Jormungander in persona, il serpente che teneva tra le sue spire la Terra. Quale orrore non provò dunque il Re quando Thor riuscì a sollevare una zampa del gatto che corrispondeva alla testa e alla coda del terribile drago!! Riuscì a mascherarlo a malapena con una tonante risata!





L'immagine potrebbe essere oggetta a copyright "Thor e Jormungander" - dal web

Thor fu preso da una tale furia quindi che tentò di uccidere il Re dei Giganti con il suo martello magico Mjolnir ma quando l'arma stava calandosi su di lui egli svanì: anche la presenza di Utgardhaloki era un inganno!!

Molti anni più tardi Thor stava pescando sulla barca di Hymir, un altro gigante nonchè nonno di Tyr Dio della Guerra. Aveva come esca una testa di bue e improvvisamente sentì tirare molto forte e capì che qualcosa si era impigliato nella sua lenza; questa creatura aveva una forza incredibile al che Thor capì che poteva esserci solo una bestia con una forza tanto sovrumana da poterlo sfidare: il drago Jormungander. Decise allora, memore della pessima figura che aveva fatto ai tempi del Re dei giganti, di fare in modo di tirare così forte da trascinare la bestia sulla spiaggia. Hymir nel frattempo pensava che quella lotta stesse durando da secoli e cominciò ad avere una paura folle; Thor era quasi riuscito a stancare il serpente del Midgard e la sua testa orribile era così vicina a lui quando in preda ad un'inaudita paura Hymir tagliò la lenza e Jormungander sparì negli abissi lasciando nuovamente Thor sconfitto.


 L'immagine potrebbe essere soggetta a copyright "La barca di Hymir" - dal web

Passarono tantissimi secolo per gli esseri mortali, poco più di un battito di ciglia per gli Dei quando arrivò finalmente il giorno tanto atteso, Ragnarok giorno in cui finalmente gli Dei avrebbero lottato ad armi pari con i Giganti, le divinità contro i demoni, gli uomini contro i mostri e quindi anche Thor contro Jormungander. L'oceano si sollevò quando il serpente del Midgard uscì dall'oceano per affrontare Thor il quale era in sua attesa. La battaglia fu così tremenda che tutta la Terra vibrava agli attacchi del terribile essere marino ed i cieli erano illuminati dai lampi e dalle saette prodotte dal Dio del tuono. La battaglia volgeva alla fine: Jormungander era stremato e Thor cominciò a roteare il suo martello, Mjolnir ,creando un tremendo vortice nel cielo visibile da tutta la Terra, vibrò un terribile colpo sulla gran testa di Jormungander che, colpito a morte, produsse un cupo e drammatico urlo di dolore fino che non stramazzò a terra che la vita lo aveva lasciato. Ma non è finita qui... sì Thor aveva vinto il nemico più tremendo che potesse mai sfidare un Dio ma, poichè le forze dei due contendenti potevano definirsi pari accadde una cosa inaspettata: sfinito dalla battaglia Thor si accasciò accanto al drago ormai morto e, colpo di scena, morì anch'egli asfissiato dall'ammorbante nube che Jormungander aveva esalato dalla sua bocca durante il suo ultimo respiro. Era dunque destino, anche se crudele, che due nemici possenti uno pari all'altro trovassero la fine insieme uniti nell'ultima battaglia.


L'immagine potrebbe essere soggetta a copyright - "Thor e Jormungander" - dal web

Vi è piaciuta questa leggenda? Che gran finale vero?
Ci leggiamo dunque presto con un'altra storia o favola che avrò l'enorme piacere di scovare per voi. Fate l'uso che volete di questi racconti: trovo sia bello riprendere il contatto con la narrazione come facevano i nostri nonni; nulla è stato più bello da bambini di sentire una persona cara raccontarci una favola.














Enrica Merlo 19/05/2019


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giovedì 16 maggio 2019

QUANDO, e ripeto QUANDO, il rispetto per la vita è venuto a mancare.



foto mia

articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/05/la-lucida-modernita-di-alfieri-il-saul.html

Cercherò di essere sintetica; sempre appellandomi al fatto che un blog è sempre e comunque un "diario di bordo" di chi lo ha creato, oggi vi racconterò un episodio che mi ha fatta imbufalire oltre ogni dire, anche se non avrà certo un taglio giornalistico o particolarmente attraente. 
Mia figlia frequenta la scuola di musica Leone Sinigaglia di Chivasso. Come ogni settimana mi diletto ad accompagnarla a lezione. Poichè oggi non aveva solfeggio l'ho aspettata nel parcheggio. 

Vero è che è un parcheggio un pocolino affollato visto il vai e vieni di genitori che portano i figli a scuola ma fin qui non mi pare ci sia nulla di male non trovate? 
Dicevo, oggi ero lì che aspettavo sulla mia auto quando ne sento arrivare una ad una velocità incredibile nel vialetto; codesto vialetto porta ad una chiesa la quale è adiacente alla scuola di musica, antico monastero dei frati cappuccini ora adibita a scuola. A quell'ora sia il viale che porta alla chiesa/scuola che le strade adiacenti sono piene zeppe di genitori che vanno a prendere i figli a scuola perchè lì vicino c'è anche una grande scuola primaria. Insomma c'era un traffico di bambini anche nel piccolo parchetto vicino alla chiesa. Questo pazzo automunito arriva fino alla chiesa e fa una sgommata allucinante per poi tornare indietro e va ad una velocità che nemmeno si riesce a scorgere il guidatore imbecille che la occupa. Prende la strada parallela (quella della scuola primaria, attenzione), sempre piena di genitori, anziani aiutanti vigili e bambini sgommando come un pazzo, fa tutto il giro dell'isolato ed in lontananza si sente sempre il fischio dei suoi pneumatici. 

Nel frattempo qualche posto si è liberato ma siamo tutti in ascolto. I genitori stringono i propri figli impauriti. L'idiota patentato (che patente non dovrebbe avere) ritorna sempre sgommando e parcheggia come se nulla fosse. Scende davanti a tutti noi assolutamente attoniti insultandoci ancora perchè non era riuscito a trovare parcheggio perchè doveva andare, udite udite in chiesa!!!

Nel frattempo riesco a fotografare l'auto dello Schumacher dei poveri e a prendere la targa. Essere pure insultati perchè si è lì che si aspetta con i bimbi attoniti che guardano e ascoltano questo relitto umano dire parolacce di ogni tipo, specie dopo quel che ha fatto, è davvero troppo. Chiamiamo le forze dell'ordine le quali mica si fan pregare troppo probabilmente già allertate da altre chiamate. Ma la cosa più allucinante di tutta questa cosa è che il guidatore pazzo non è un neo patentato bensì un uomo baffuto tra i 65 e i 70 anni (più 70 direi). Siamo sempre più allibiti comunque. 


Foto mia

Quando mia figlia è uscita da lezione i Carabinieri (davvero un grande ringraziamento) erano ancora lì che aspettavano l'energumeno. Spero, anche se comunque non credo possano avergli fatto chissà cosa, che almeno un pochino lo abbiano spaventato. Sempre che non abbia invocato il diritto d'asilo e sia ancora ad aggirarsi tra i pilastri della chiesa.

Sono rimasta sconvolta dall'età dell'uomo che certamente avrebbe dovuto portarlo ad un comportamento un pò più mite... fermati ed aspetta come facciamo tutti che si liberi un posto e se proprio hai un appuntamento in chiesa parti prima da casa. Vai in chiesa per poi comportarti con spirito così cristiano? Complimenti. Ma la cosa che mi ha sconvolta di più è stato il totale e assente senso i rispetto per la VITA UMANA di questo essere abbietto. Oggi erano presenti tutte le categorie umane: nonni che prelevavano i nipoti, genitori che prelevavano i figli, anziani che aiutavano ad attraversare gli alunni e gli accompagnatori... ma soprattutto bambini, bambini, bambini tanti bambini di età assortite. Cosa aveva nella testa questo fottuto pazzoide? 
Aveva forse paura di rovinare la sua lucidissima e fiammante auto rosso ferrari? Allora perchè sgommare in quel modo? A vederlo pareva un signore assolutamente distinto invece ci ha tenuti per lunghi minuti, tutti noi lì presenti nel terrore più assoluto ed è un vero miracolo che nessuno sia finito sotto alla sua auto, è stato un grande MIRACOLO!!

Dov'è finito il rispetto, quello minimo sindacabile per la VITA? Dove l'educazione da parte di un uomo più che maturo? Perchè pretendiamo che i giovani siano a tutti i costi educati quando chi dovrebbe impartirla l'educazione si comporta in modo delinquenziale? E poi se aveva tutta questa fretta di andare in chiesa, dove cavolo è finita la santa pazienza e la carità cristiana? Probabilmente non sapremo mai cosa sia accaduto a questo emerito imbecille perchè si sia comportato così, la cosa davvero importante è che nessuno si sia fatto male. Tutto questo però è indice di un decadimento della morale, dell'educazione e del rispetto per il prossimo di dimensioni colossali. Se il nostro paese è in crisi, mi viene da pensare che lo sia anche perchè la crisi ha radici ben più profonde che non quelle economiche; la crisi del nostro paese, del nostro popolo è una crisi molto profonda, una crisi intellettuale, dei modi, dei valori basilari. Non esiste più la gentilezza e l'attenzione per il prossimo che dovrebbe essere alla base di tutto perchè NOI SIAMO IL PROSSIMO. Se disprezziamo gli altri, inutile girarci tanto intorno, disprezziamo anche noi stessi.

Scusate lo sfogo.





Enrica Merlo 16/05/2019

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lunedì 13 maggio 2019

La lucida modernità di ALFIERI: Il SAUL.


 Collana "I DAVID" Edizione I Tascabile La Spiga - foto mia

Articolo precedente: www.mimancanoifondamentali.com/2019/05/salone-internazionale-del-libro-2019.html

Ho da poco terminato di leggere la tragedia di VITTORIO ALFIERI il "SAUL". Devo dire che i classici italiani sono sempre stati abbastanza mal-trattati nella scuola italiana già ai miei tempi, ancor più credo oggigiorno dove la scuola è già alla deriva di per sé figuriamoci poi se ci si mette a spiegare ad alunni di qualsivoglia età chi era Vittorio Alfieri o che cosa ha scritto... non l'hanno fatto nemmeno con noi!! Chiudo la parentesi polemica e apro quella letteraria. Durante la seconda presentazione de LA VIRTU' SCONOSCIUTA di Vittorio Afieri in quel di Villanova D'Asti il 4 maggio Andrea Laiolo, che ha collaborato a questa nuovissima edizione dell'opera, durante un suo intervento ha parlato in modo assolutamente accorato di Saul tanto da commuovermi e da indurmi a leggere la tragedia. Presto fatto.




foto mia

Un passo che ho amato molto è contenuto nell'atto primo, scena quarta, parla DAVID:

Io compiacer ti voglio
in tutto , o sposa. Appien securi andate:
è senno in me; non opro a caso; io v'amo;
a voi mi serbo: e solo in Dio confido.

Il tutto dedicato a Micol sua moglie nonchè figlia di Saul.
*
Atto secondo, scena terza: un sincero David parla a Saul professandogli tutta la sua dedizione:

Diemmi l'esser Saùl; Saùl mel toglie:
per lui s'udia il mio nome , ei lo disperde:
ei mi fea grande, ei mi fa nulla.

Una grande dichiarazione d'amore filiale (ricordiamo che David è genero di Saul). David è consapevole e accetta che Saul possa portarlo in alto quanto abbia la possibilità di distruggerlo.

*

Figura di grande spicco, almeno da come io l'ho interpretata, è Micol, figlia di Saul, moglie di David. In questo passo, quasi una preghiera, tutto l'amore che lei prova per il marito, tanto da desiderare una  morte prematura pur di non essere divisa dal suo amato. Un amore così intenso da farle dire del padre  "barbaro Saulle", un sentire così profondo da saper decrivere i momenti di paura e solitudine di David come se lei stessa li avesse provati. Atto terzo, scena terza:

Ah! no; divisi
più non saremo: dal tuo sen strapparmi
niuno ardirà. Non riedo io no, più mai
a quella vita orribile, ch'io trassi
priva di te: m'abbia il sepolcro innanzi.
In quella reggia del dolore io stava
sola piangente, i lunghi giorni; e l'ombre
l'aspetto mi adducean d'orrende larve.
Or, sopra il capo tuo pendere vedea
del crudo padre il ferro; e udia tue voci
dolenti, lagrimose, umili, tali
da trar del petto ogni più atroce sdegno;
e sì l'acciar pur t'immergeva in core
il barbaro Saulle: or tra' segreti
avvolgimenti di negra caverna,
vedeati far di dure selci letto;
e ad ogni picciol moto il cor balzarti
tremante; e in altra ricovrarti; e quindi
in altra ancor; né ritrovar mai loco
né quiete, né amici: egro, ansio, stanco...
da cruda sete travagliato... Oh cielo!...
Le angosce, i dubbi, il palpitar mio lungo
poss'io ridir? - Mai più, no, non ti lascio;
mai più...

*
Altra figura che ho sentito di una forza davvero straordinaria è quella di ACHIMELECH sacerdote che pur di rimanere saldo nelle sue convinzioni incorre nelle peggiori ire di Saul; infatti così parla... Atto quarto, scena quarta:

E tu, che sei? re della terra sei:
ma, innanzi a Dio, chi re? - Saùl rientra
in te; non sei, che coronata polve. -
Io, per me nulla son; ma fulmin sono,
turbo, tempesta io son, se in me Dio scende...

*


foto mia

Altro personaggio di spicco oltre al viscido Abner, è Gionata (anch'eggli figlio di Saul) affezionato fratello di Micol che si avverte fortemente quale grande rispetto ed affetto provi nei confronti di David e della sorella, un personaggio, secondo me, solo apparentemente arreso.
Il Saul, una tragedia molto complessa dove, come si suol dire, nulla è come sembra. I personaggi che spesso paiono essere i più deboli risultano alla fine esser quelli più coraggiosi, vero quindi anche il contrario. Una sottile, acuta nonchè attuale analisi psicologica. Un finale assolutamente emozionale, un libro che vi consiglio caldamente. Come caldamente vi consiglio, e non mi stuferò mai di dirlo di ritrovare i nostri classici della letteratura che così tanto hanno da insegnarci. Buona lettura.


Junior mi ha pazientemente aiutata nella stesura di questo articolo - foto mia





Enrica Merlo 13/05/2019


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