venerdì 23 agosto 2019

CONSIGLI DI LETTURA (e visione): SHADES OF BLUE di Marco Ceruti


Foto mia da SHADES OF BLUE

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/hirta-unisola-fantasma-tuttaltro-che.html?m=1


Shades of Blue un libro edito da Paginauno, Casa Editrice per la quale anche se in minima parte ho avuto un ruolo anch'io essendo stata inglobata nella raccolta Poesie per un Compleanno con un mio haiku... ora vado però a dirvi di questo libro assolutamente insolito rispetto alle mie usuali letture.


Il libro: "SHADES OF BLUE"
Marco Ceruti
Giugno 2019
Edizioni paginauno - Milano


Chi è l'autore.

E' Marco Ceruti, nato a Piacenza nel 1958 trasferitosi a Milano nel 1979 dove inizia a lavorare come disegnatore di fumetti, illustratore e nei disegni animati. Nel 1982 è precursore dell'introduzione delle tecniche digitali all'interno dei disegni, dopo essersi laureato in architettura comincia a collaborare come illustratore e visualizer con le più importanti agenzie di pubblicità. Dal 2003 al 2009 Marco Ceruti realizza dei progetti di comunicazione  in Argentina e Brasile che riguardano la deforestazione, le energie rinnovabili e l'ecologia. Nel 2010 ha presentato una mostra di opere ispirate al mondo della musica nell'ambito delle celebrazioni del cinquant'anni del Festival Jazz di di Juan-Les-Pins.

***

SHADES OF BLUE è composto da tre racconti "Angel Eyes" "All the Things You are" e "S'Wonderful". Io, che sono assolutamente profana nel settore potrei definirlo un sofisticatissimo fumetto, a prima vista. 

Bisogna addentrarsi però nella lettura e nella visione per averne un quadro completo... innanzitutto i colori una gradazione/sfumatura blu dai toni molto intimistici mettono a proprio agio quasi a voler accompagnare il lettore con discrezione in un'atmosera che si fa sempre più malinconica e personale. Devo dire che prima di leggerlo credevo fosse un libro che parlava "semplicemente" di jazz invece no, tutt'altro. Lungi da me voler svelare troppo SHADES OF BLUE è un immaginifico svilupparsi di situazioni tutt'altro che chiare quasi che l'autore voglia che il lettore ponga un finale suo proprio per non urtarne la sensibilità o meglio, per non svelare troppo di sè, è possibile? Un concatenarsi di situazioni che pongono molti punti di domanda anzichè svelare. 
A livello visivo solo il secondo racconto "All the Things You are" ha una colorazione diversa, realistica, in quanto alla trama è tutto un programma e ve lo raccomando perchè per realistico che sia avrete una grossa sorpresa.

"S'Wonderful" se si può dire, è il racconto che ho amato di più, in cui mi sono maggiormente identificata, forse perchè protagonista è una donna. Anche qui atmosfere blu o blue tendenti al noir, un futuro prossimo o assolutamente lontano in cui sembra esserci posto per qualsiasi cosa tranne la speranza, dove il destino della protagoista sembra segnato invece...


Foto mia - da SHADES OF BLUE

... invece, probabilmente se lo desiderate potreste anche inventarlo voi il finale non ci credete? Allora leggetelo/vedetelo!! Ovviamente filo conduttore di tutti e tre racconti i di SHADES OF BLUE è la musica che è come un profumo familiare, sempre presente che accompagna la lettura e la visione e ne scandisce il tempo. 

Una citazione dal libro:


"Le luci della città si riflettono sull'asfalto bagnato creando caleodiscopi di colori fluorescenti. Ogni cosa sembra vibrare, tutto fluttua in una nebbiolina di gocce sospesa nell'aria, un'aria in cui avrei voluto sciogliermi io stessa, diventare nebbia, vapore, aria"






***











Enrica Merlo 23/08/2019 



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martedì 20 agosto 2019

HIRTA: un'isola fantasma tutt'altro che invisibile 👻


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/circe-sappiamo-chi-sei-e-dove-abiti.html?m=1


Qualche giorno fa leggevo un articolo sul web; sono stata attratta da un altro dove venivano elencati dieci posti al mondo assolutamente abbandonati ma di grande fascino; tra questi ho trovato particolarmente interessante la storia dell'Isola di Hirta. Ora ve ne parlo.

Hirta, il cui nome in gaelico è "Hiort" fa parte dell'arcipelago scozzese di Saint Kilda (formatosi da un vulcano originario probabilmente del Terziario) e risulta essere l'isola più grande di tale arcipelago. L'isola ha una zona costiera piuttosto impervia infatti la quasi totalità delle sue scogliere sono a picco sul mare mentre gli unici approdi possibili sono in un'insenatura detta Village Bay nella zona sud-est dell'isola; una piccola possiblità di attracco si trova anche a Glen Bay a ovest della costa settentrionale ma poiché anche qui le rocce sono a strapiombo sul mare l'attracco è possibile solo durante la bassa marea e non sempre.  Per i più avventurosi è possibile raggiungere l'isola tramite kayak attraverso delle piccole insenature sabbiose che talvolta si aprono tra le rocce. Hirta ha un totale di 6,285 kilometri quadrati di superficie. Oltre alle rocce di origine vulcanica sull'isola sono presenti anche stratificazioni di arenaria.


Eccovela qui Hirta - foto dal web; l'immagine potrebbe essere sogetta a copyright

Ora veniamo al sodo cioè perchè ho scelto di parlarvi proprio di Hirta. L'isola fu continuativamente abitata sin dalla preistoria ma soltanto in tempi recenti cioè dal 1930 è completamente disabitata, un'isola fantasma. Inutile dire che gli abitanti del luogo pur essendo coriacei scozzesi vivevano in condizioni particolarmente dure e sopravvivevano non tanto grazie alla pesca quanto allo sfruttamento degli uccelli che abbondavano sull'isola; possiamo trovare infatti ancora numerosissimi cleits ovvero dei magazzini usati per seccare la carne degli uccelli, il pesce, zolle erbose (presumibilmente torba) e fieno. la popolazione umana, come dicevamo, era presente fin dall'antichità a Hirta: sono infatti stati rinvenute numerosi monumenti sepolcrali di origine vichinga

Saint Kilda fece parte del regno di Sua Eccellenza delle Isole per poi passare dal 1498 sino al 1930 sotto la famiglia dei MacLeods di Dunvegan. Nell'arcipelago di Saint Kilda si possono trovare ancora i resti di tre cappelle dedicate a santa Columba a San Brendano e al Corpo di Cristo e di una casa comune chiamata Amazon's House 😀 che dubito centri con l'amazon attuale.


Per gentile concessione di alamy stock photo - i resti del villaggio

Sull'isola di Hirta vigeva una forma di "auto-governo" molto efficace e democratico dove le decisioni di qualsivoglia tipo venivano prese da un "Consiglio dell'Isola" che era costituito da tutti gli uomini abitanti l'isola ( e non dalle donne evidentemente😔). Il villaggio che si può ancora trovare non intatto ma ben visibile, fu costruito sul villaggio costiero originario di Village Bay intorno al 1830
Intorno al 1880 una buona parte degli abitanti decise di emigrare in Australia. Il resto della popolazione si decise di evacuarla nel 1930 dopo una terribile tempesta come mai si era avuta in quelle zone che aveva messo sotto scacco l'isola per intere settimane e stremato definitivamente la popolazione.
Nel 1957 Hirta fu lasciata in eredità al National Trust di Scozia; Hirta fu il primo sito scozzese in assoluto ad essere dichiarato Patrimonio dell'Umanità nel 1987. A tutt'oggi sull'isola è presente un osservatorio militare voluto dal Ministero della Difesa Britannico per monitorare la stazione missilistica (purtroppo) di  South Uist una piccola isola nell'arcipelago delle Ebridi.


Per gentile concessione di alamy stock photo - antiche rovine sull'isola probabilmente dedicate al culto

Hirta è circondata da un buon numero di grandi scogli. Quelli di dimensioni più notevoli sono situati tra Hirta e Soay (un'altra isola) ovvero il punto più occidentale della Scozia; questi grandi scogli si chiamano Stac Dona, Stac Soay e Stac Biorach. Altri che si trovano a est dell'isola presso le scogliere di Conachair si chiamano Bradastac, Mina Stac e Sgerir Domhnuill. Esistono numerosi altri scogli possessori di nomi intorno ad Hirta a sud e a ovest ma non vi sto a dire come si chiamano che già questi sono abbastanza degli scioglilingua (comunque se proprio volete, scrivetemi).

Cosa ne dite di questa mia scoperta? Che poi magari eravate già a conoscenza dell'esistenza di Hirta ma un ripassino ogni tanto non fa male. Io trovo sia un posto davvero affascinante e voi?










Enrica Merlo 20/08/2019



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sabato 17 agosto 2019

CIRCE, sappiamo chi sei e DOVE abiti 🐷🐖 💋


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright




"Circe", risposi, "che da me richiedi?
Io cortese vêr te, che in sozze belve
Mi trasformasti gli uomini? Rivolgi
Tacite frodi entro te stessa; ed io
La tua penetrerò stanza secreta,
Onde, poiché m'avrai l'armi spogliate,
Del cor la forza tu mi spogli ancora?
No, se non giuri prima, e con quel grande
Degl'immortali dèi giuro, che nulla
Più non sarai per macchinarmi a danno".

Dal canto X dell'Odissea

E' certamente il sogno segreto di tutti noi poter trovare o almeno pensare che i luoghi mitici delle nostre letture possano esistere veramente. E' il caso della celeberrima Circe, una dei protagonisti dell'Odissea di Omero. Sì, proprio lei, l'ammaliatrice e seducente maga che trasformava gli uomini in maiali.

Si parla nella descrizione lasciataci da Omero di "cave grotte" dove risiedeva la bella Circe ma da qui a trovare davvero il luogo non è cosa semplice vi pare? Invece un pool di studiosi c'è riuscito: si tratta dell'equipe di ricercatori dell'Associazione Sotterranei di Roma che grazie ad un progetto voluto dal Parco Nazionale del Circeo sono riusciti a calarsi nell'impressionante fessura carsica detta Grotta Spaccata di Torre Paola. E' stato il ricercatore Lorenzo Grassi che ha avuto la perspicace  idea di far calare in questa spaccatura mozzafiato un gruppo di speleologi, luogo che sino ad ora si era soltanto visto dal di fuori e che rappresentava ai più null'altro che uno scorcio da sogno sito a pochissima distanza dai lidi di San Felice Circeo e Sabaudia.

Addentrandosi nella momumentale grotta gli studiosi si sono avveduti che il luogo coincide completamente con quello descritto da Omero non solo per i riferimenti geografici ma anche per struttura e sembiante. Ad appoggiare la teoria degli studiosi si è analizzata anche una Carta del Monte Circeo e Circondari di S. Felice che fu prodotta nel 1830 da Giovanni Battista Cipriani dove l'apertura  viene descritta con queste parole "due grotte una sopra dell'altra... in quella a mare entrano i bastimenti".
Facendo i dovuti calcoli che comprendono i cambiamenti morfologici della costa dai tempi in cui l'Odissea fu scritta ad oggi sembra ragionevole pensare che effettivamente allora le navi potessero avvicinarsi e scaricare i loro fardelli. 
Di conseguenza, questa ardita esplorazione, porta a coronamento quelle che furono le prime osservazioni e teorie di Tommaso Lanzuisi 35 anni or sono.



Circe ed Ulisse - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

I nostri eroi ovvero Riccardo Ribacchi, Alessandro Paoli e Riccardo Paolucci sono a tutti gli effetti, come suggeriva il Cipriani, giunti alla "Grotta di Circe" attraverso il mare, vogando tramite pagaia fino in fondo, al termine dell'imponente fiordo, dopodichè si sono arrampicati sull'impervia parete e lo spettacolo, ci assicurano, era assolutamente inedito e straordinario sino alla sommità che si è presentata di consistenza terrosa e li ha portati all'interno di una galleria culmimante in un salone di dimensioni assolutamente ciclopiche: infatti tramite uno scanner tridimensionale laser si è potuto stabilire che soltanto il salone misura 40 metri di lunghezza, 25 metri di altezza per un totale volumetrico di 30.000 metri cubi, impressionante. Al fondo di questo salone poi uno strozzamento, un cunicolo che pare essere una antica via d'uscita verso la zona montagnosa.

Ma le sorprese della dimora di Circe non sono ancora finite: al suo interno si sono scoperte colonie a perdita d'occhio di pipistrelli presumibilmente appartenenti alla specie dei Rinolofo Maggiore e dei Miniotteri; specie che comunque essendo autoctona è sconosciuta agli studiosi; oltre che una scoperta archeologica anche un grande arricchimento a livello faunistico.

Fa sperare, inoltre, a nuove e sorprendenti scoperte quel che è stato rinvenuto nella zona più esterna della grotta ovvero dei cerchi che potrebbero far pensare ad antichi focolari; se del tempo di Omero o addirittura antecedenti questo non ci è dato ancora di saperlo. E' comunque, come tutte le scoperte  questa è senz'altro un ravvivare le speranze di sapere sempre di più sulle magnifiche opere di Omero, sui suoi protagonisti e sulla civiltà così com'era allora.
















Enrica Merlo 17/08/2019 



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mercoledì 14 agosto 2019

AMAZZONIA e DEFORESTAZIONE: un lento GENOCIDIO che non ha mai fine.


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/buon-compleanno-mi-mancano-i.html?m=1


Un disperato grido di aiuto si leva nuovamente dai popoli dell'Amazzonia: le coltivazioni di soia aumentano a dismisura grazie alla politica agricola non completamente oculata di Bolsonaro il quale sta facendo comunella con i cinesi che hanno sempre più necessità del legume e grazie anche al fatto che i prezzi smodatamente bassi del prodotto riescono ad aggirare i dazi imposti da Trump.

Il prossimo anno il Brasile potrebbe diventare il maggiore produttore di soia del globo superando gli Stati Uniti complice l'abnorme richiesta della Cina e della guerra dei legume tra Pechino e gli USA: infatti la Cina ha preferito rivolgersi ai produttori brasiliani per il minor costo del legume sudamericano rispetto a quello americano. Per evadere la richiesta cinese dunque sono necessarie 40 tonnellate, più o meno, in più rispetto alla produzione attuale con un aumento, sentite bene, delle piantagioni del 39% (fonte Nature) il che in parole povere vuol dire che questa eccedenza di produzione dovrà essere soddisfatta tasformando le già ridotte riserve boschive dell'Amazzonia, in campi coltivati, a soia. Ricordo a tutti, anche se ci fa comodo non ricordarlo, che l'Amazzonia è IL POLMONE DEL NOSTRO PIANETA.

C'è una sorta di autostrada che collega Boa Vista capitale dello stato brasiliano del Roraima con Bonfim, il paese che più è vicino alle terre degli indigeni dell'Amazzonia. Queste terre tra l'altro fanno anche molta gola per il costo molto basso del terreno ( un ventesimo rispetto al resto del paese) e per il clima particolarmente favorevole per la crescita della soia.


foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Negli ultimi 5/6 anni le coltivazioni sono aumentate del 136% per un totale che si stima in 50.000 ettari di coltivazione in più. Pensate però che per soddisfare la richiesta cinese di ettari ce ne vogliono la bellezza di 13 milioni. La crescita dei campi coltivati quindi è inarrestabile e va a discapito del "lavrado" che è una sorta di savana, ecosistema unico al mondo, che si trova proprio a ridosso dell'Amazzonia e dei terreni e dei boschi degli Indigeni. Iabutì era un villaggio intorno al quale cresceva fiorente il lavrado e che ora è diventato un'unica, piatta coltivazione di soia. Ed i latifondisti chiamati ruralistas,  premono per introdursi all'interno della terra legalmente restituita dallo stato brasiliano ai popoli Macuxi e Wapichana. Proprio i latifondisti usano metodi biechi per riuscire nel loro intento: si insinuano nel tessuto sociale dei 500 Indios di Iabutì offrendo loro risibili beni materiali (mai visti da loro o comunque non di uso comune come potrebbe essere un'auto) e creando una spaccatura tra gli anziani e i giovani che asseriscono che questi ultimi vogliano fermare il progresso... il progresso... un'auto, magari scassata per migliaia e migliaia di ettari di terreno!! Tuttavia i vecchi e più saggi cercano di sanare la spaccatura; del resto come dicono loro "... se perdiamo la nostra terra smettiamo di esistere. Moriremo come comunità e come popolo" dunque tentano disperatamente di resistere a questi serpenti a sonagli di latifondisti.

Dovrebbero ricordare i giovani Indios che la lotta per riavere indietro la loro terra è costata migliaia e migliaia di morti e che solo grazie alla Chiesa che ha interceduto per loro, è stato restituito al popolo amazzonico il 46% della superficie del Roraima suddiviso in 32 grandi appezzamenti. In tutto dieci milioni di ettari suddiviso per 11 tribù di cui una in completo isolamento. Secondo quel gran genio di Bolsonaro è a suo dire " troppa terra per pochi uomini" parole sue eh; sempre non ricordando che quelle "troppe" terre sono il delicato ecosistema che permette a tutti noi di sopravvivere. Edinho Batista della tribù dei Macuxi nonchè Presidente del Consiglio Indigeno del Roraima, asserisce che, cito: "Distruggere noi e il nostro modo di vivere vuol dire distruggere l'Amazzonia e il mondo". Senza contare che i popoli indigeni ancora rivendicano quattro territori e 22 già assegnati sarebbero ancora da espandere; la politica di restituzione dei territori agli indigeni però è rallentata grazie alla scellerata politica di coltivazione selvaggia e sicuramente non aiutata dal fatto che Bolsonaro è salito al governo.

Come se non bastasse è aumentata la pressione della "bancada ruralista" (un'oltraggiosa comunella tra latifondisti e alcuni parlamentari) la quale preme perchè i territori degli Indios vengano affittati; dovete sapere che secondo la legge degli indigeni la loro terra non può essere ASSOLUTAMENTE affittata.  In base a questo non potendo far fuori gli Indios impunemente (almeno non come prima*), tentano anche qui, di minare le loro leggi.



Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Ma non è ancora finita qui: ad un anno dall'elezione di Bolsonaro è stato rilevato dai satelliti spaziali dell'Inpe (Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale) un aumento del'88% della deforestazione in Amazzonia e zone limitrofe. E il contesto in Roraima è ancora peggiore poichè è stato dato l'incarico di governatore a, combinazione, Antonio Denarium noto produttore di soia ed, udite udite, rappresentante della cooperativa degli allevatori e produttori di carne di Stato, peggio che andar di notte. Dello stesso partito di Bolsonaro, il buon Denarium (che già il nome mette i brividi) non ha escluso una politica di espansione delle coltivazioni anche per attrarre ed incentivare investitori da altri stati, come se non bastasse. 
Cosa hanno intenzione di fare gli Indigeni? Cito  da Edinho Batista: "continuare a resistere... per noi ma anche per voi. Non lasciateci soli". Lasceremo inascoltato questo appello orgoglioso ma disperato? Mettiamoci una mano sulla coscienza, allora.


Olivia Arévalo Lomas - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

*Vi racconto una cosa molto grave tanto per farvi capire quanta poca misericordia abbiano gli speculatori agricolo/politici. Chi è questa bella signora ritratta qui sopra? Lei è Olivia Arévalo Lomas indigena del popolo Shirbo Konibo del Perù uccisa nell'aprile del 2018 con ben 5 spari al petto mentre era all'interno della sua riserva. Olivia era una militante e protestava da decenni contro la deforestazione e l'alienazione delle tribù amazzoniche, aveva 80 anni.
Voglio augurarmi che per lei e per chissà quanti come lei sono stati sacrificati da uno stato criminale e lucroso noi tutti non si dimentichi e non si abbandoni questi popoli al loro destino e alla loro personale lotta che è personale sì ma che, come ho avuto modo di dire più volte in questo articolo, riguarda noi tutti, proprio tutti. Io per ora posso solo scriverne. Chissà che un giorno non possa parteciparvi attivamente. E' comodo stare su una bella poltroncina davanti ad uno schermo e sinceramente un pò me ne vergogno.

Sarebbe bello condivideste, non per me. Io ci credo davvero di poter fare qualcosa, grazie.














Enrica Merlo 14/08/2019



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domenica 11 agosto 2019

Buon Compleanno MI MANCANO I FONDAMENTALI 🍀🎉🎊🎈🎂


Foto mia


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/alla-ricerca-della-semplicita-san.html



Esattamente tre anni fa l'11 agosto del 2016, probabilmente colta da un attacco di "adesso che faccio?" scrissi il primo articolo de MI MANCANO I FONDAMENTALI animata come sempre dalla convinzione che avrei "tirat'nnanz" tipo due mesi poi avrei chiuso baracca e burattini per mancanza di interesse del pubblico, per mancanza di interesse da parte mia, per il troppo impegno che eventualmente, si sa, avrei dovuto infondere nell'operazione. Ed invece, del tutto inaspettatamente da parte mia (ma credo anche da parte di chi mi conosce bene 😆 consapevole del fatto che io metta l'anima spesso in progetti non miei salvo trascurare e sottovalutare i MIEI di progetti) la cosa non solo è proseguita ma ha pian piano preso corpo fino a diventare una "faccenda" di una certa importanza. Sono quasi 300.000 letture (ma ci pensate? 300.000!!! E vi giuro che non sono io che passo tutto il giorno a cliccarmi gli articoli 😂) e le mie "sciocchezzuole" vengono lette un po' in tutto il mondo... che vi devo dire, sono molto felice di questo traguardo e di quel che mi ha portato in termini di crescita personale, di contatti e di lieve miglioramento nel mio modo di scrivere.


Il nuovo logo de MI MANCANO I FONDAMENTALI - foto mia

E ho anche la leggera presunzione di aver talvolta fatto conoscere cose nuove. Soprattutto però ho imparato molto, documentandomi, ricercando per scrivere i miei articoli e leggendo anche quando ero stanca, imponendomelo, cosa positiva visto che forse non avrei più letto un libro... non è forse vero che è la cosa che trascuriamo maggiormente (la lettura) quando abbiamo altre cose da fare? (😡). E soprattutto guardandomi alle spalle penso a tutto quello che di bello ma anche di brutto ho vissuto in questi tre anni di vita del mio blog... e lui era sempre lì, ad accompagnarmi sempre presente, un'àncora di salvezza nei momenti in cui forse mi sarei arresa ma non l'ho fatto perché dovevo "far uscire l'articolo". Grazie MI MANCANO I FONDAMENTALI, grazie a tutti voi che con paziente interesse mi seguite anzi, ci seguite perché per me LUI è come una creatura vivente e senziente, grazie a me che nonostante sia una "Pesci" sbadata, sognatrice e scostante ho mantenuto sin qui questa mia adorata creazione... Grazie di cuore.


#MIMANCANOIFONDAMENTALI #blog #enricamerlow #blogger #nonleggiamosoloititoli #grazie















Enrica Merlo 07/08/2019

  
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giovedì 8 agosto 2019

Alla ricerca della semplicità: SAN FRANCESCO D'ASSISI, un Uomo più che mai attuale.


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright 


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/appunti-felini-30-quando-una-gatta-ha.html?m=1


Ho da poco finito di leggere, per la seconda volta nella mia vita (la prima lo lessi molto giovane), FRANCESCO D'ASSISI di Hermann Hesse. Come sempre sono rimasta incantata dalla narrativa appassionata di Hesse ma soprattutto dalla vita meravigliosa di questo Santo, sempre attuale. E' di questo periodo la lotta, che conoscerete se minimamente leggete i miei articoli, che riguarda il tentativo di salvare sei MACACHI che verranno sacrificati "in nome della scienza" tramite esperimenti terribili inabilitanti e che li renderanno ciechi dopodiché verranno soppressi, dall'Università di Torino. Mi è venuto in mente che bello sarebbe riportare il CANTICO DELLE CREATURE di San Francesco attualissima dichiarazione d'amore verso tutto ciò che è vivente e non, su questa nostra Terra, che ha bisogno di essere rispettata e salvaguardata... in fondo ci viviamo non è che la guardiamo per nostro diletto dal di fuori anche se pare così a volte. Buona lettura.


☀IL CANTICO DELLE CREATURE🌙
di
San Francesco D'Assisi

«Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria e 'honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle, in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che 'l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si' mi' Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;

beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi' Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate»

1224/1226


San francesco parla con gli uccelli (Giotto) - L'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Se volete aiutare i MACACHI di Torino potete firmare la petizione online a questo link 👉 https://www.change.org/p/giulia-grillo-salviamo-i-macachi-di-torino

Se volete avere notizie sempre aggiornate sulla vicenda o comunque una visione d'insieme sulla protezione di tutti gli animali cliccate questo link (vi porterà alla pagina fb di ARTISTS  UNITED FOR ANIMALS👉 https://www.facebook.com/artistsunitedforanimals/?__nodl

Se siete dalle parti di Torino troverete tutti i punti dove FISICAMENTE potrete firmare per fermare la sperimentazione sui MACACHI a questo link 👉 https://www.facebook.com/groups/sosgaia/permalink/10156508597148063/

Il libro che ho letto ovvero:

Hermann Hesse
Francesco D'Assisi
Tascabili Economici Newton (Collana 100 pagine 1000 lire)
Seconda Edizione aprile 1993
Non dubito esistano anche altre edizioni in commercio





















Enrica Merlo 07/08/2019

  
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