sabato 22 giugno 2019

21 Giugno 2019: PARCO VALENTINO part one 🚗🚒🚘


foto mia 

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/06/espiazione-atonement-2007-visto.html

Primo giorno d'estate oggi e visita a PARCO VALENTINO 5a edizione, siamo nel 2019. Ho messo la ruotona di una Ferrari mica perchè io abbia cominciato qui la mia visita, semplicemente perchè la trovavo più accattivante come copertina.
Oggi, giorno in cui il tempo pare ballerino è nuvoloso ma non piove. Bene, sono da poco passate le 12,00. Cominciamo?




Foto mie

Cominciamo da quella che fino all'anno scorso era nell'immaginario (almeno nel mio) l'entrata principale del PARCO VALENTINO ovvero quella che si affaccia sul Borgo Medievale. Quest'anno non ci sono nemmeno le strutture, quelle grandi che indicano un varco, credo non certo per volere dell'organizzazione. Cominciamo con l'esercito che vuoi o non vuoi esercita 😊, per l'appunto, comunque e sempre il suo fascino e al solo pensiero che veramente ci siano uomini e donne che stanno dentro a questi portentosi ma credo scomodissimi automezzi vengono un pò i brividi. Come sempre i soldati sono molto disponibili e i loro blindati sono visitatissimi anche dai bambini.



foto mie

Questo stupefacente pullman a due piani è molto stile "british" e lo potete trovare nella zona del Borgo, proprio accanto ai grossi blindati dell'esercito. Appartiene all'Associazione Torinese Tram Storici il cui sito potete trovare cliccando QUI.



Foto mie

Ve lo dico: ho fotografato tutti gli stand poi però ho scremato; infatti elenco solamente ciò che mi ha colpita di più. Tra il Borgo Medievale e il Castello del Valentino (che ricordo è la prestigiosa facoltà di Architettura dell'Università di Torino, Università che in questi giorni non brilla un gran che per via della pessima storia del macachi usati dalle facoltà scientifiche per sperimentazioni, ma questa è decisamente un'altra storia di cui vi parlerò a breve) dicevo, in questo ameno luogo ho visto et fotografato lo stand della BMW con questo gran macchinone in esposizione che, correggetemi se sbaglio, dovrebbe chiamarsi THE 8. Ma andiamo avanti.




foto mie

Nello stand di AL VOLANTE che per inciso è una rivista autombilistica, troviamo una stupefacente Ferrari (e preparatevi che non è certo l'ultima che vedrete) di uno strano verde molto fascinoso che ha colpito il mio immaginario ma non solo il mio: mia figlia l'ha fotografata subito e mandata sul suo gruppo whatsapp delle fan Avengers... pare infatti che quest'auto possa essere tranquillamente quella che in un'ipotetico futuro potrebbe essere guidata da Loki, il fratello di Thor. Perchè? Perchè ha lo stesso colore del sempiterno vestiario di questo villain (cattivo) della Marvel che però è molto amato specie dalle fanciulle.





Foto mie

C'è poi lo stand di MOTORI.TV canale televisivo dove potrete vederne di ogni riguardante le auto, le motociclette e tutto ciò che abbia a che fare con le quattro ruote o non necessariamente quattro...van bene anche due. In questo stand però,  meraviglia delle meraviglie, è presente questa grandiosa Ferrari rosso fiammante, rosso Ferrari per l'appunto che ha immediatamente catturato la mia fantasia di fanciulla che ne capisce poco di auto ma che ha nel DNA la casa del cavallino rampante. Questo si chiama giocare facile sapete? Anche i neonati sanno distinguere una Ferrari da una qualsiasi altra, seppur bellissima, auto rossa.






Foto mie

Ahhh guardate io la MCLAREN non me la lascio sfuggire nemmeno se grandina 😀 (più avanti capirete perchè ho nominato la grandine e perchè ho inserito la faccina ridente)... e nemmeno se ha un colore sgualfo. Infatti quest'anno trovo che questo modello abbia una colorazione particolarmente accattivante. Sarà che una delle mie occupazioni è quella di dipingere oltre che scrivere, a volte stupidaggini, sul mio blog, quindi per me "la pelle" di un'auto è altrettanto importante dell'interno e della parte meccanica.





foto mie

Arriviamo poi alla PAGANI marchio automobilistico di cui mi appassionai parecchio già l'anno scorso e di cui vi parlai piuttosto diffusamente, ma se volete saperne di pià cliccate comunque QUI. Casa fondata in Emilia Romagna dall'italo-argentino Horacio Pagani produce a quanto ho potuto capire (e vedere) delle automobili parecchio strutturate ma anche dal design innovativo e particolarissimo, pressochè uniche (nel senso che sono prodotte in numero assai limitato e quindi parecchio costose) e che vi devo dire, a me piacciono proprio tanto, compreso l'accostamento dei colori e quegli specchietti che sembrano tanto antennine di un insetto.





foto mie

Ed eccoci alla BUGATTI che, come recita il sito ufficiale "celebra un marchio leggendario" e celebra particolarmente, la bellezza di 110 anni dalla sua fondazione. Bugatti nonostante l'italianissimo nome è un marchio tedesco facente parte del gruppo Volkswagen, marchio fondato da Ettore Bugatti emigrato in Francia e poi ceduto successivamente ad altre case fino ad arrivare al noto brand teutonico. Che dire anche di questo modello? Nulla da eccepire specie, e lo so che dico sempre le stesse cose, per quanto riguarda gli accostamenti di colore. Trovo che quest'anno, ad una prima forse frettolosa analisi ma anche no, i colori delle auto in esposizione siano molto più piacevoli rispetto al passato, più OTTIMISTICI.

Visto e considerato che l'articolo è già bello e corposo io direi di chiuderlo qui ma non temete!! Tornerò domani con un altro articolo dove continuerò a raccontarvi della mia "giornata speciale" a modo mio, come sempre. Vi lascio con un selfie mio e del comandante in seconda, mia figlia Martina. A domani!!


Foto mia 😝 (scusate)















Enrica Merlo 21/06/2019

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venerdì 21 giugno 2019

ESPIAZIONE (Atonement 2007): visto, piaciuto, raccontato 🎬🎥 (di Martina Merlo)


Foto dal web - L'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/06/io-difendo-parco-valentino-la-deriva-di.html


Tutti quanti noi, ogni giorno, raccontiamo bugie vero? Vi è mai capitato però di dire una bugia che rischia di rovinare addirittura delle vite, inclusa la vostra?
E' proprio questo l'argomento di questo film, tratto dall'omonimo libro scritto da Ian McEwan. Colpe mai confessate  e due vite separate da un terribile malinteso. Espiazione (Atonement) è un film del 2007 diretto da Joe Wright (Orgoglio e Pregiudizio) selezionato per aprire la 64esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, rendendo Wright il più giovane regista ad inaugurare l'evento. Ha avuto ben sette nomination agli Oscar: miglior film, miglior attrice non protagonista a Saoirse Ronan, miglior sceneggiatura non originale, miglior fotografia, miglior scenografia e migliori costumi; ha vinto con la miglior colonna sonora composta da Dario Marianelli.

Il cast è di tutto rispetto: Keira Knightley  (Orgoglio e Pregiudizio, Anna Karenina) nei panni di Cecilia Tallis, James McAvoy (Split, La scomparsa di Eleanor Rigby) nei panni di Robbie Turner, Benedict Cumberbatch (Doctor Strange, The Imitation game: ne trovate QUI la mia recensione) nei panni del miliardario Paul Marshall amico del fratello di Cecilia e Saoirse Ronan (Maria, Regina di Scozia- Lady Bird) nei panni della giovanissima Briony Tallis, sorella minore di Cecilia nonchè colei che da inizio a questa storia.


Briony (Saoirse Ronan) - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Briony è una bambina che a soli 13 anni crede di possedere tutti i segreti della vita e le sue sfumature. Quindi quando vede il figlio della domestica di casa Tallis, Robbie e sua sorella maggiore comportarsi in modo "strano", Briony comincia a convincersi che Robbie sia un maniaco pervertito che vuole fare del male alla sorella. Se solo Briony avesse letto tra le  righe di questo suo sospetto o le appassionate lettere che Robbie scriveva a Cecilia avrebbe compreso il suo enorme errore e capito che Cecilia e Robbie non erano altro che due anime profondamente innamorate l'una dell'altro. Un amore che aveva già impresso nei loro cuori la parola "per sempre". 

Purtroppo Briony credeva soltanto in ciò che era convinta di vedere o percepire e una sera fece qualcosa che avrebbe rovinato irrimediabilmente la vita dei due innamorati. Fece arrestare Robbie accusandolo di aver violentato Lola la loro cugina quando in realtà la ragazza era stata violentata da un altro uomo. 

Passano gli anni e a Robbie viene offerta una sorta di possibilità cioè quella di arruolarsi nell'esercito (stava infuriando la Seconda Guerra Mondiale); Robbie accetta pur di sfuggire ai tormenti del carcere. Cecilia nel frattempo abbandona la ricca famiglia e si trasferisce in un povero appartamento lavorando come infermiera in un ospedale di Londra. Riuscirà a rivedere ancora un'ultima volta Robbie prima della sua partenza per il fronte strappandogli la promessa che a guerra finita lui sarebbe tornato da lei.


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

E Briony? Cresce e anche lei va a lavorare come infermiera. Col tempo raggiunge la consapevolezza di aver commesso un errore irrimediabile a causa delle sue bugie avendo rovinato le vite della sorella, di Robbie e di un'altra creatura che non vi anticipo, altrimenti, come si suol dire, faccio spoiler.
Briony invecchia e diventa una famosa scrittrice. L'ultimo libro della sua vita si intitola proprio Espiazione, ispirato a questa vicenda, un romanzo autobiografico per, come dire, confessare le sue colpe e in qualche modo ripagare i protagonisti delle sofferenze da lei inferte; per questo fa terminare il libro con un lieto fine, lieto fine che purtroppo nella realtà non è mai esistito.

Film molto intenso che fa provare quasi sulla propria pelle gli orrori della guerra come l'amore intensissimo tra Robbie e Cecilia ed il crescente turbamento che possono provocare i sensi di colpa. 
Vi consiglio, sia che guardiate il film o che leggiate il libro, di procurarvi molto fazzoletti e ovviamente vi consiglio la sua visione, un film potente da guardare con gli occhi ma soprattutto con il cuore.










Martina Merlo
21/06/2019

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mercoledì 19 giugno 2019

IO DIFENDO "PARCO VALENTINO"!! La deriva di Torino.


Immagine dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/06/lultimo-albero-spettacolo-teatrale-e.html

Non è certo perché io sia una blogger accreditata di PARCO VALENTINO che oggi mi accingo a scrivere questo articolo. Lo scrivo sicuramente da libera cittadina italiana, piemontese, ex torinese (ho vissuto a Torino anni). 
Ho letto su un quotidiano online un articolo che mi ha indotta (anche se oggi non era in programma) a scrivere a mia volta, per sfogarmi, per dire la mia come è democraticamente giusto in un paese che in teoria dovrebbe fare della democrazia il suo vessillo.

In breve; in questo articolo si asserisce che PARCO 
VALENTINO occupi troppo spazio e che lo occupi per troppo tempo in quel del Parco del Valentino. Allora diciamo che sulla tempistica magari ad un'analisi scientifica ci sia del vero; pare infatti che gli stand vengano montati più o meno un mese e mezzo prima dell'evento. E' un grosso evento, forse è giusto che si cominci per tempo, ma passiamogliela a sti detrattori del cavolo.
Quel che mi fa girare l'anima è che si dica che "bisogna restituire il parco ai cittadini". Faccio una premessa, anzi, una premessona. IO il Borgo Medievale ed il Parco che lo circonda l'ho frequentato per anni (più o meno sei) per motivi personali, nel senso che ero lì spesso e volentieri, ci stavo, praticamente ci abitavo, ecco. Cosa vedevo nel Parco? A parte durante le feste comandate (Pasqua, Pasquetta e pic nic d'ordinanza) il parco è generalmente occupato di giorno da persone che corrono; la sera da persone che corrono e da sbandati; la notte da qualche persona che corre e da molti sbandati tra i quali, drogati, spacciatori, scambisti, prostitute, ubriaconi e gente che accende lampade col rischio di mandare a fuoco tutto quanto. E non sto a descrivervi certe amene scene di sesso a cielo aperto di cui si può usufruire la mattina molto presto. 

Detto questo, e non sto a dirvi proprio tutto, mi pare proprio il male minore che per un mese e mezzo ci siano degli stand con tanto di sorveglianza perché la buona cittadinanza non vada lì a smontare tutto. Dai, qualcuno che vigili anche di notte in un luogo che è assolutamente abbandonato sai che scandalo!!
Abbandonato vi dico, abbandonato a se stesso e completamente, ma questo ormai da anni. Vi racconto anche che una sera rincasando abbiamo visto un gruppo di perdigiorno, anzi di perdinotte, accendere dei fuochi proprio sotto agli alberi; credete forse che sia intervenuta la appendino o qualcuno dei suoi amichetti? E certo che no, a spiegare a sti cretini che forse in un periodo di siccità accendere fuochi sotto agli alberi non è una mossa tanto astuta (col rischio peraltro di farsi pigliare a randellate in testa) siamo stati noi. Evviva. Fino ad arrivare ai primi mesi del 2019 dove un sedicente custode, che temo esere ancora nel pieno delle sue mansioni, purtroppo, apriva e chiudeva a suo piacimento il Borgo Medievale a seconda dei suoi bisogni personali lasciando il pubblico fuori col naso per aria. Bravi complimenti, questo vuol dire lasciare il Parco alla città, un bell'applauso.
E questo è niente sappiatelo. Io e un'altra persona che poi è l'ex custode del Borgo abbiamo tentato di creare un polo culturale che ne migliorasse un pochino la vivibilità, beh mai comune di torino fu più veloce et rapido et efficiente a buttarci fuori... e certo vedevamo tutte le schifezze che si facevano (e quello che non si faceva ahimè) lo credo bene che avevano fretta di mandarci via. Le nostre iniziative, a furor di popolo furono seguitissime e siamo ricordati e lo saremo ancora per molto, in modo positivo (se avete voglia andate a vedere questo gruppo facebook, il nostro gruppo dove c'è tutto quel che abbiamo fatto CASA DELLE ARTI "ALFREDO D'ANDRADE"). Purtroppo non avevamo gli strumenti per poterci difendere a dovere (i soldi per dirla paro paro) quindi abbiam dovuto mollare gli ormeggi e siamo stati cacciati come i peggio delinquenti, anzi, ancora adesso l'ex custode sta pagando fior di quattrini per aver osato fare cultura in un luogo di cultura!! Pensate voi che cosa mai vista!! Non volevamo forse restituire il Borgo Medievale ed il Parco alla cittadinanza in questo modo? Ehhhhh non sia maiiiii per carità!! Potevamo creare un precedente!! Un precedente culturale, che scandalo, che cosa terribile!!

LA CULTURA!!


immagine dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

Ma torniamo a bomba a PARCO VALENTINO (che vi invito caldamente a seguire e visitare mi raccomando). Con più o meno 55 brand da sistemare ognuno nei loro stand ed annessi e connessi non sarebbe possibile cominciare venti giorni prima come dice qualcuno dei cinquestelle; probabilmente non han mai dovuto organizzare un grosso evento e quindi non sanno l'impegno ed il lavoro che effettivamente servono per rendere tutto fattibile (ovviamente son abituati solo a stare seduti sul loro cadreghino a decidere chi silurare e chi no; si provino a fare davvero qualcosa magari si renderanno conto che un mese e mezzo di "occupazione" non è poi così tanto). Occupazione, sempre con questa occupazione... 

Prima di trascender ancora spero vivamente e faccio il tifo per ANDREA LEVY illuminato inventore di questo format a non mollare, a continuare. In fondo lui qualche soldino ce l'ha e potrà tenere testa a questi emeriti crapuloni fino a che la cittadinanza torinese mi auguro sarà tanto illuminata anch'essa da sbattere fuori questi distruttori dei fivestars e che PARCO VALENTINO possa continuare ancora non per anni ma per decenni. VI RICORDO che a PARCO VALENTINO è tutto gratuito; non si paga per visitare gli stand e se fate il biglietto on line GRATUITO sul sito che ho disseminato più volte qui in questo articolo potrete usufruire anche di corposi sconti nei musei cittadini e anche per i biglietti di trenitalia. Non è normale che se qualcuno vuol fare qualcosa che sia un valore aggiunto per la città ( e anche per la nostra regione) debba essere osteggiato in questo modo, proprio no. Vi ricordo che io scrivo per PARCO VALENTINO a titolo gratuito e che non ci guadagno nemmeno due centesimi ad espormi in questo modo; se lo faccio è solo perché sono veramente stufa di vedere gente che sciupa delle ottime iniziative e che sta al governo mentre non sa nemmeno governare lo sgabuzzino delle scope.

Visitate PARCO VALENTINO; ne vale la pena davvero e non solo perché sono arrabbiata. Qui di seguito vi lascio i link dei precedenti articoli che ho scritto su PARCO VALENTINO; contengono preziose informazioni perché possiate vivere al meglio questa splendida esperienza e festa per la città di Torino, grazie.

http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/05/parco-valentino-2019-quinta-edizione-la.html

http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/05/parco-valentino-2019-quinta-edizione.html


Ho volutamente scritto in minuscolo alcuni nomi che sarebbero dovuti essere scritti in maiuscolo non perchè sia ignorante in materia, semplicemente ritengo che chi o cosa ho scritto in minuscolo non meritasse che questo.





Enrica Merlo 19/06/2019


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mercoledì 5 giugno 2019

L'ULTIMO ALBERO; SPETTACOLO TEATRALE E MONITO PER TUTTI, SEMPRE.


Salone Polivalente di Rondissone, la classe quarta della Scuola Primaria plesso di Rondissone, Maria Grazia Bergamo, Sandra Moiso e Franco Urban - foto mia


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/06/rondissonissima-2019-come-unire-sport.html

Si è svolto ieri martedì 4 giugno presso il Salone Polivalente di Rondissone, lo spettacolo di chiusura dell'anno scolastico della classe quarta della Scuola Primaria di Rondissone. La classe è seguita dalle Insegnanti Maria Grazia Bergamo (della quale vi ho già parlato in QUESTO articolo e promotrice di svariate attività didattiche) e Sandra Moiso. Lo spettacolo è stato curato in ogni suo strabiliante particolare da Franco Urban, ma andiamo con ordine.

Lo rappresentazione era incentrata sulle tematiche ambientali ed in modo particolare sulla preservazione degli alberi. Molto bella e curata la scenografia, molto suggestive le musiche. 
Siamo in un ipotetico Paese del Vicino Oriente che però amo immaginare essere il Libano. Dei bambini si stanno prendendo cura di un bel vivaio. Giungono quelli che potrebbero essere (dico potrebbero perché ognuno di noi, ed è proprio questo il bello di questo spettacolo, può immaginare sia i luoghi che i personaggi un pò come vuole, come se stesse leggendo un libro. Io ho avuto questa intensa impressione) Il Presidente e la Presidentessa di questo Paese chiedono ai bambini se sia possibile tagliare un certo quantitativo di alberi poichè servirebbero per la costruzione di un ponte. I bambini educatamente ma in modo inflessibile spiegano che un disboscamento in quel momento sarebbe molto dannoso per i loro boschi di cedro; ricordano allora quel momento nel passato in cui la popolazione aveva ceduto alle lusinghe del possesso di oggetti ed in cambio avevano ceduto tutto il loro legname sprofondando il loro Paese nella carestia, nella siccità e nella povertà più assoluta. 


Salone Polivalente Rondissone "L'ultimo Albero" - foto mia

Molto belli i cambi scenici dove tutti i bambini partecipanti spostano con grazia gli elementi come se questo facesse parte della recita. La storia che viene messa in scena è semplice ma drammatica allo stesso tempo: per acquistare beni non necessari ma molto eclatanti (stoffe, vestiti, brocche in oro, collane di perle) gli abitanti del paese li pagano ai "mercanti venuti dal mare" con l'unica moneta di valore che posseggono: i loro bellissimi alberi di cedro. I bambini intanto, seppur inascoltati, continuano a raccogliere semi e a piantarli nel loro vivaio. Il paese si riduce ad una landa brulla ed inospitale in breve tempo (tranne un unico maestoso albero di cedro) e finalmente tutti si rendono conto dell'enorme errore commesso e dell'inganno subito per mano dei mercanti che nel frattempo sono partiti con tutto il legname. Pian piano i bambini prendono in mano la situazione e grazie alle piantine che loro avevano saggiamente piantato e curato il paese torna pian piano al suo antico splendore. Si ritorna ai giorni nostri dove i due "capi di governo" convengono con i giovani guardaboschi che forse è meglio attendere tempi migliori per la costruzione del ponte.

Quella che può sembrare una favola è in realtà un monito sempre attuale al rispetto della natura che ci circonda... senza di lei non può esserci vita, di conseguenza anche la nostra vita risulterebbe difficile.



Salone Polivalente Rondissone "L'ultimo Albero" - foto mie

Recitazione molto sciolta da parte dei bambini (ricordiamo che si parla di una classe quarta) che si sono saputi giostrare nonostante un linguaggio particolarmente forbito e complesso del testo teatrale. Complimenti davvero ai giovani attori in erba.
Questo grazie al loro particolare talento ma anche grazie, oltre che alla cura delle Maestre Bergamo e Moiso, anche alla mirabile direzione di Franco Urban. Chi è Franco Urban?

E' un attore e regista di prosa che fa parte dello staff  della Scuola Formazione Attore di Torino in cui cura il laboratorio teatrale che consente agli studenti di accompagnare l'apprendimento delle tecniche di base ad un lavoro più specifico sui testi. 
Franco Urban ha alle sue spalle rappresentazioni teatrali di grandi classici come "La Locandiera", "La bisbetica domata", "Il malato immaginario", "Il berretto a sonagli" e molte altre commedie teatrali. Possiamo citare a livello cinematografico "Le cinque giornate di Milano", "La freccia nera", "Cavour", "Parlamento", "Maurizio tra due donne", "L'ultima Regina" ed "Il sogno delle ragazze".
Attore sì ma anche educatore Franco Urban, che infatti dal 1995 crea e conduce laboratori didattici rivolti ad un pubblico di tutte le età. E' anche docente di lettura interpretativa all'UNI3 del Basso Monferrato.


Nella foto Franco Urban - foto dal web (potrebbe essere soggetta a copyright)

E' questo un esperimento che mi pare di capire sia in essere con i ragazzi della primaria di Rondissone già da quattro anni e che mi ha lasciata assolutamente sbalordita. E' proprio vero che anche i bambini, proprio come le piantine di cui si parla nello spettacolo, sono sì piccoli e delicati ma con una spinta alla crescita fortissima. E' bello poter constatare che sia insegnanti che genitori abbiano avuto l'ispirazione di dare a questi ragazzi la POSSIBILITA' di poter fare esperienze così corpose ed importanti poichè (parole del Maestro Urban) "il teatro (con la fatica e la disciplina che comporta) è una scuola di vita, che servirà loro anche e soprattutto quando saranno grandi".

Ed ora vi faccio una bella sorpresa: la Maestra Bergamo mi ha fatto dono nientemeno che delle piccole schede di introduzione e chiusura dello spettacolo che riassumono in modo commovente lo spirito dello spettacolo; le condivido con voi:





Foto mie 

Ed ora il sempre presente e numeroso pubblico rondissonese!!



Foto mia

Il video di un pezzo cantato eseguito dai ragazzi:












Enrica Merlo 05/06/2019



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*perdonate la cattiva risoluzione del video; purtroppo la piattaforma Blogger non supporta video troppo pesanti.




domenica 2 giugno 2019

RONDISSONISSIMA 2019: come unire sport, istruzione e salute con il divertimento.


Il più che nutrito gruppo dei partecipanti a Rondissonissima 2019 - foto mia


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/06/il-grande-miao-di-paul-gallico-il.html


Come nasce Rondissonissima, giunta alla sua seconda, grandemente partecipata edizione? 
Rondissonissima è una manifestazione legata al progetto "Un miglio al giorno" che interessa la Scuola Primaria, dell'Infanzia, la Secondaria di I° grado, gli insegnanti e perché no, i genitori.

Quale è l'obiettivo de "Un miglio al giorno"? Quello di promuovere l'attività fisica all'aria aperta anche nell'ambito scolastico e a far comprendere quanto sia importante per la salute questo tipo di esercizio motorio.

Come nasce "Un miglio al giorno"? Nasce da un progetto di una scuola scozzese (si chiama infatti in origine Dailymile) idea che si sta rapidamente diffondendo anche in numerosissimi stati europei nonchè negli Stati Uniti.
Nelle scuole che aderiscono a questo progetto gli insegnanti seguono un corso di formazione mirato e durante lo svolgimento dell'anno scolastico le classi delle scuole che vi partecipano dovranno uscire dall'edificio scolastico (debitamente accompagnate dalle insegnanti) per far percorrere agli alunni la distanza di un miglio (che equivale a circa 1600 metri) al giorno. In caso di importante maltempo il miglio verrà recuperato con esercizi all'interno delle strutture scolastiche. Questo progetto non necessita di particolari attrezzature: basta infatti avere un abbigliamento e delle calzature comode per affrontare la camminata; uno degli obiettivi principali è quello di far capire che camminare serve al corpo (insieme ad un'alimentazione bilanciata) ma anche all''ossigenazione del cervello (e quindi ad avere un miglior rendimento cognitivo).

Chi si occupa del progetto "Un miglio al giorno" nell'ambito dell'Istituto Comprensivo di Verolengo? (di cui fa parte anche la scuola primaria di Rondissone). Ad occuparsene è l'insegnante Maria Grazia Bergamo anche istruttrice di Nordic Walking e facente parte della "A.S.D. New Nordic Walking" che ha sede a Volpiano (→QUI← il sito) e che ha ampiamente contribuito alla buona riuscita della Rondissonissima 2019. Nel plesso scolastico di Verolengo sono molte le classi che partecipano al progetto, principali e animate promotrici del progetto le insegnanti Laura Torasso e Daniela Caminotto;  a Rondissone le classi 1a, 4a e 5a. Grande animatrice e sostenitrice del progetto e della Rondissonissima, anche se so che non vuole essere nominata 😁, l'insegnante Anna Maria Vassia che ha alle spalle anni di appassionati progetti didattici.

Altri sostenitori della manifestazione sicuramente gli sponsor (che potete trovare sia sul manifesto che sul sito di Rondissonissima) che il Comune di Rondissone con il suo nuovo Sindaco Antonio Magnone e la dinamica giunta (Davide Cambursano vice Sindaco, Claudio Mazzon e Alessio Bessone) e tutto l'apparato di sicurezza che ha fatto sì che tutto andasse al meglio (che le strade venissero vigilate e chiuse e la segnaletica in piena campagna perfettamente efficace ed i punti ristoro fossero attivi nel momento del bisogno con acqua e bevanda all'aloe). Grazie anche per il magnifico rinfresco all'arrivo della Rodissonissima: A.S.D. New Nordic Walking, Bar Tavola Calda L'Incontro e Comune di Rondissone 👏


Il manifesto della Rondissonissima 2019 - foto dal web



Un folto gruppo di bambini partecipanti (e che sono anche stati premiati con delle belle medaglie): a destra con il microfono l'Insegnante Maria Grazia Bergamo - foto mia

Ora vi dico com'é andata. Finalmente, dopo essere stata rimandata causa maltempo, leitmotiv per tutti gli eventi possibili in questi mesi, è andata in scena ieri, sabato 1 giugno la Rondissonissima 2019 (clicca→ QUI ←e vai al sito) sotto il buon auspicio di un sole caldo e brillante ed una brezza fresca che sicuramente ha aiutato tutti. Dopo la citazione e la premiazione da parte di Maria Grazia Bergamo dei bambini partecipanti e il monito di comportarsi bene durante tutto il tragitto (monito per i piccoli ma soprattutto per i grandi 😁) siamo partiti dal cortile della scuola primaria di Rondissone (quella che ho frequentato anch'io LOL). L'iscrizione del tutto GRATUITA alla gara con distribuzione di cappellini e cremine lenitive post camminata poteva essere eseguita sia ONLINE (clicca sopra dov'è indicato il sito) che all'ultimo momento in uno dei due appositi gazebo presenti. 

La camminata, rigorosamente NON COMPETITIVA si snodava su due percorsi: uno in cui si poteva percorrere il canonico "miglio" a cui si ispira la manifestazione, e l'altro di 6,75 km che devo dire, è andato per la maggiore. Io ho partecipato a quest'ultimo, forte del mio allenamento giornaliero (o quasi) grazie alle mie "passeggiatine salutari". I partecipanti sono stati tutti bravissimi, nessuno ha accusato malesseri per il caldo che finalmente si é palesato e i rifornimenti d'acqua durante il tragitto hanno permesso di idratarci senza alcun problema. A metà percorso ci siamo fermati presso un grazioso laghetto artificiale dove l'organizzazione ci ha offerto una lenitiva bevanda a base di aloe.



 A metà strada tutti a bere l'aloe!! - foto mia


La natura, ovunque, ci riserva sempre bellissimi scorci - foto mia



 Il laghetto artificiale nei pressi della Dora Baltea dove c'era un accogliente punto di ristoro - foto mia


Una meravigliosa farfalla - foto mia

Sono molto felice di essere stata anch'io partecipe della Rondissonissima: ho rivisto persone che non vedevo da anni ed è stato bello durante la passeggiata poter parlare un pò dei bei vecchi tempi, ho conosciuto altresì persone "nuove"; ho potuto constatare che la natura circostante Rondissone é ancora bella come quando ero piccola, forse anche di più; qualche sentiero o piccola strada non sono com'erano, sostituiti da altri percorsi più agevoli per i contadini o per chi si deve avvicinare alla Dora Baltea però nel complesso la natura pare sia rispettata e sia rigogliosa, felice. C'erano moltissime, davvero moltissime farfalle: spero che tutti abbiano colto questo aspetto della passeggiata poichè molto importante: le farfalle sono creature davvero delicate e se l'inquinamento fosse eccessivo non credo potrebbero esistere in numero così abbondante. Sono riuscita a fotografarne solo una e perchè sono creature non facilmente avvicinabili e perchè altrimenti la fiumana delle persone partecipanti mi avrebbe trascinata via!! A questo proposito eccovi la fiumana!!





Grande partecipazione!! - foto mia

Senza troppi giri di parole trovo sia stata una bella esperienza, per la partecipazione (importante per Rondissone che è il mio paese e che spesso latita negli eventi) e perchè si è sentita finalmente un nuova ventata di ottimismo che da un pò mancava. Chissà che questo non sia l'inizio di una nuova primavera rondissonese!! 
Poi, volete mettere la soddisfazione di far vedere che sono riuscita a fare quasi sette kilometri senza svenire? Scherzi a parte, auguro davvero lunga vita alla Rondissonissima e spero di partecipare in futuro ancora a molte edizioni ed auspico, nel mio piccolo, di poter essere d'aiuto perchè questo possa avvenire.


LUNGA VITA ALLA RONDISSONISSIMA!!











Enrica Merlo 02/06/2019


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sabato 1 giugno 2019

Consigli di lettura: IL GRANDE MIAO di Paul Gallico, il precursore dei nostri tempi felini.


IL GRANDE MIAO e Meronyma - foto mia



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Ho da poco terminato di leggere IL GRANDE MIAO di Paul Gallico. Chi era Paul Gallico innanzitutto: nato a New York da padre italiano e da madre austriaca è stato un giornalista sportivo, uno sceneggiatore e scrittore di successo. Da molti dei suoi lavori sono stati tratti film e piece teatrali.

Che cosa vi posso raccontare riguardo a IL GRANDE MIAO? Beh innanzitutto, e cosa assai ragguardevole, che già nel lontano 1964 (non lontano anagraficamente ma come mentalità) il buon Paul ebbe ad affermare che i gatti si stavano preparando a conquistare il mondo, cosa ormai quasi assodata ai giorni nostri... ci aveva veramente azzeccato dunque. Ora vi faccio vedere il passaggio in cui fa questa affermazione:


Foto mia

Avete letto bene le ultime righe; okay. La narrazione è davvero particolare poichè, come per molti altri libri/romanzi viene usata la tecnica del "manoscritto" trovato per caso. Curioso è che questo manoscritto sia totalmente incomprensibile perché... beh ve lo dico... questo manoscritto avrà bisogno di un'accurata traduzione perché scritto direttamente da... eh dai cercate di arrivarci da soli, suvvia!!


Parte del manoscritto non ancora tradotto - foto mia

Io non vi ho detto o fatto vedere nulla, mi raccomando al vostro buon cuore. Interessante poi il concetto, quasi sempre presente in tutto il libro, di "acquisizione" di una famiglia o di un essere umano che dir si voglia da parte del gatto come se si trattasse di un'azienda sottratta al fallimento. E la somiglianza (oserei anche dire sorellanza) dei gatti con le donne. Infatti pare ci sia un atavico segreto che lega le donne ai gatti: le donne sanno di essere un pò gatte e i gatti sono perfettamente consapevoli di essere un pò donne, maschi o femmine che siano, a dirla in malo modo "capisciamme' ". Le tecniche feline sono quindi un pochino le tecniche femminili... pensiamoci bene avrà proprio torto l'autore?

Per quanto riguarda gli uomini invece, in modo particolare gli scapoli, voglio fortissimamente fare una citazione direttamente dal libro: -"...il punto è che se un uomo è arrivato ai cinquanta e non è riuscito ancora a conquistare una donna e convincerla ad avere con lui una relazione stabile e duratura allora deve per forza avere qualcosa che non va, e secondo me è difficile che abbia la stoffa giusta per vivere con un gatto"- a parlare amici miei non è Paul Gallico ma la micina scrittrice eh, a scanso di equivoci. Non lo trovate spassoso?

La visione globale della narrazione è piuttosto cinica se si guarda bene e trovo, che alla fine possa risultare anche un pò pesante per i gatti... infatti poverini, secondo questo manoscritto, si troverebbero giorno e notte in un continuo stato di tensione e di finzione pur di gabbare bellamente il genere umano. Io questo, personalmente e dall'alto della mia esperienza (ricordo che vivo con cinque gatti di età assortite), non lo trovo corretto. I miei gatti, pur riuscendo a gabbarmi giorno e notte, sono assolutamente rilassati!!


Foto mia...

Che poi a volte mettano in atto davvero delle strategie un pò cattivelle nei nostri confronti (o dei nostri ospiti) è lo scotto che dobbiamo pagare per l'unicità che sanno donarci... provate a leggere quel che c'è scritto qui sopra riguardo alle puzz... eh va bene avete capito no?

Leggermente anacronistico a volte invece poichè nel 1964 i gatti potevano ancora pensar di poter essere "buttati fuori" se il loro comportamento non era consono oppure se una micina partoriva e non si riusciva a "piazzare" i gattini e su questo penso siam tutti d'accordo. In linea di massima oggi, se si decide di avere nella nostra famiglia un felino è PER SEMPRE!!

Molto carino e ne converrete anche voi, almeno se per caso vi capita di scrivere a volte, l'affermazione secondo la quale gli scrittori avrebbero proprio poca voglia di scrivere e quindi gradirebbero (anche se non lo ammettono lì per lì) di essere continuamente disturbati non appena si mettano di fronte ad una macchina da scrivere (un pc nel nostro caso). Mi ricorda davvero qualcosa!! (la mia tastiera deve essere periodicamente pulita da ciuffi di peli incastrati sotti ai tasti)😂

Quasi a conclusione, sarà anche che ognuno di noi ha un'esperienza diversa nella propria convivenza con i gatti, ma non credo proprio che loro siano così calcolatori da gradire addirittura di essere portati dal veterinario, questo proprio non esiste!! (eccezion fatta per la mia gattina Sonmi che invece ADORA il veterinario; lei è una chimera quindi è giustificata... è probabile che con tutte le sue personalità a livello genetico sia un tantino confusa!!). Da qui si può notare che il libro è stato scritto da Paul Gallico  non sicuramente da una gattina.


La mia Cannella con IL GRANDE MIAO - foto mia

Secondo Paul Gallico alias Micina i gatti allora saranno veramente capaci di amare o anche l'amore che ci dimostrano è semplicemente una finzione utilitaristica? Beh, non ve lo posso svelare perché lo dovrete scoprire leggendo il libro ma... anche dietro al cinismo felino più convinto si nasconde un cuore di panna montata, io ne sono fermamente convinta. BUONA LETTURA!!













Enrica Merlo 01/06/2019


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