lunedì 30 dicembre 2019

UN BUCO NERO CHE TUTTE LE GALASSIE CI INVIDIANO (credo 😎)


Limmagine potrebbe essere soggetta a copyright ma pazienza; mi muove un grande amore per il cosmo.


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/12/haiku-natalizio-auguri-tutti.html

Perchè ho intitolato questo articolo così? Ma ovviamente per ironia, non credo che nessuna Galassia per quanto lontana possa invidiare a nessuno un buco nero a meno che non abbia dei seri e circostanziati motivi. Calma e sangue freddo vi spiego a breve anche la motivazione di un titolo così apparentemente sciocco. Il punto è che amo tutto quel che accade nel cosmo ma proprio tutto, vi pare che non vi informi se succede qualcosa di davvero straordinario?

E' stata pubblicata sulla rivista Nature un mesetto fa una notizia bomba: è stato infatti scoperto un buco nero allucinante con una massa piuttosto ragguardevole ovvero pari a 70 volte quella del sole, perbacco, e questo simpaticone di buco nero è piazzato proprio nella Via Lattea (che fortuna eh?) a 15.000 anni luce circa dalla Terra (che facendo un paio di conti in ambito astrale non è poi così lontanissimo, ma non cominciamo a farci prendere dal panico). E' stata l'Accademia Cinese delle Scienze a fare questa sensazionale scoperta, scoperta coordinata da Jifeng Liu dell'Osservatorio di Pechino in collaborazione con l'italianissimo Mario Lattanzi dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). In alcuni articoli in giro, questo buco nero viene definito "mostro cosmico" anche se io non starei ad offenderlo vuoi ma che si alteri, ma lo han definito in codesto modo poichè ha una massa che è, a parte quel che vi ho detto prima, comunque 4/5 volte superiore ai buchi neri di questo tipo (vi ricordo che comunque nella Via Lattea di buchi neri ne abbiam la bellezza di 100 milioni tanto per farvi dormire tranquilli tra due guanciali di valium). Non è ancora noto se sia il più grande buco nero (di questo tipo) mai trovato, ma comunque sia è bello grosso visto che per la struttura stellare degli astri presenti nella nostra Galassia, un coso così enorme in teoria non dovrebbe esistere, invece esiste. Nonostante una metallicità assai simile a quella del Sole. 


Altra immagine di LB-1 quasi sicuramente soggetta a copyright; però è talmente bello, non trovate?

Gli han dato pure il solito nome un pò triste (mica come Gargantua in Interstellar volete mettere?) ma li perdoniamo perchè questo nome deriva dal gruppo di lavoro che lo ha scoperto, cioè proprio LB-1. Come molti buchi neri che si rispettino il nostro buon LB-1 ha anche una bella stellona che lo accompagna che è anomala pure lei poiché impiega ben 79 giorni per compiere una rotazione completa. Ma torniamo al titolo: questo bel bucone ha anche un'altra caratteristica anomala: infatti non emette raggi X che sono un pò, diciamo,  la "voce" dei buchi neri praticamente LB-1 è un buco nero silenzioso, non parla sta zitto niente clamori o casini, nulla di nulla, un buco nero che tutti vorrebbero come vicino di casa (eccerto come no). Ed in genere l'emanazione dei raggi X di un buco nero è proprio il motivo per cui un buco nero viene scoperto, perchè "si sente" ma allora, come l'hanno scoperto se se ne stava zitto e quatto? Ma grazie ad un telescopio ottico da ben 4 metri non lontano da Pechino che è specializzato a dar la caccia a stelle che ruotano intorno a corpi invisibili (in questo caso la lenta stellona da 79 giorni - che pure lei mica scherza che è  grossa ben 8 volte il sole - che gira intorno al silenzioso buco nero gigantesco, tutto gigantesco qui caspita però silenzioso, qualcosa di positivo doveva pur esserci no?)

Gasatissimi da questa scopertona i nostri baldi scienziati sono pronti a mettersi di nuovo in caccia e trovare qualche altro simpatico buco nero. Ma anche no? Oppure trovarne uno che almeno canti l'Aida? 😅













ENRICA MERLO per MI MANCANO I FONDAMENTALI
30/12/2019

sabato 21 dicembre 2019

Prima presentazione de LE PAROLE FESTIVE e HAIKU per Granchiofarfalla (Galleria d'Arte Endola)


Foto mia

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/12/piccoli-preziosi-libri-in-uscita-le.html

Come promesso nell'articolo precedente eccomi per informarvi riguardo alla prima presentazione dei due libri appena usciti (ieri) per GRANCHIOFARFALLA ovvero "LE PAROLE FESTIVE" scritto a quattro mani da Max Ponte e da Andrea Laiolo e "HAIKU" scritto da Enrica Merlo cioè me stessa medesima.
La presentazione avverrà SABATO 28 DICEMBRE alle ore 19,00 presso la GALLERIA D'ART ENDOLA in Via Isonzo 56 a Torino. 

L'incontro avverrà nell'ambito del finissage della mostra attualmente in corso nella Galleria diretta da Enis Laku, giovane ed intraprendente gallerista con alle spalle una bella famiglia di Artisti: il papà infatti è Hektor Laku Maestro-musicista di chitarra ed armonica a bocca, la sorella Doris una determinata fotografa e la mamma, una pittrice. Vi invito nel frattempo a visitare la mostra corrente.

 Logo della Galleria D'Arte Endola dalla pagina facebook

L'evento si snoderà attraverso letture degli autori, domande eventuali del pubblico e la musica del Maestro Laku e ovviamente la presenza degli Artisti facenti parte la collettiva. 

*Dare alla luce un libro per piccino che sia è sempre un'emozione straordinaria e sarà sicuramente bello da parte degli Autori provare a spiegare cosa li ha spinti ad un tale passo e come il tutto è avvenuto e cosa si aspettano dal pubblico che leggerà i loro versi. Due libri molto diversi tra loro (come estremamente diverse tra loro le poesie e le liriche di Max Ponte e di Andrea Laiolo, poesie che però si sposano perfettamente in questo godibilissimo libro); altrettanto diverso il libro di Enrica Merlo con i suoi onnipresenti haiku, forma poetica di non semplice "esplicazione" ma ci proverà.*


LE PAROLE FESTIVE e HAIKU insieme - foto Max Ponte

Ricapitoliamo dunque: l'evento sarà SABATO 28 DICEMBRE alle ore 19,00 presso la GALLERIA D'ARTE ENDOLA. Qui il link dell'evento facebook per maggiori delucidazioni ⇛https://www.facebook.com/events/442762676401188/

I librini di poesia sono estremamente godibili anche dal punto di vista economico (3,50 euro cadauno).
Nel caso non riusciate ad esserci all'evento a desideriate avere i libri contattate direttamente gli Autori Max Ponte, Andrea Laiolo ed Enrica Merlo°.

°Per quanto riguarda il mio libro HAIKU potete anche contattarmi attraverso il numero 3423449829 (prima cortesemente un whatsapp per farmi sapere che siete interessati) o scrivendomi alla mail samplecolor@gmail.com, grazie.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!





martedì 17 dicembre 2019

Piccoli, preziosi libri in uscita: LE PAROLE FESTIVE e HAIKU per GRANCHIOFARFALLA


Foto GRANCHIOFARFALLA





C'è una bella novità, anzi, due per quanto riguarda le uscite letterarie di questo Natale: nel fine settimana infatti vedranno la luce per il marchio GRANCHIOFARFALLA due "librini cahiers" uno dal titolo LE PAROLE FESTIVE in cui troverete ventidue poesie di Max Ponte ed Andrea Laiolo e l'altro HAIKU contenente ventidue haiku scritti da Enrica Merlo (io).

Foto GRANCHIOFARFALLA


LE PAROLE FESTIVE

"Il libretto, scritto a quattro mani, raccoglie ventidue poesie che si propongono di affrontare l'aspetto festivo della poesia. Le liriche non toccano soltanto alcune ricorrenze (Il Natale, il Ferragosto, il Compleanno) ma cercano di cogliere il sacro, il gioco, l'attesa che costituiscono questi momenti. La poesia stessa per chi scrive in versi è una festa. In un società largamente estetizzata da un'allegrezza di superficie tali poesie cercano di andare alle fonti della festa, di cantare e di rivelare ciò che è rimasto velato".

Dall'introduzione degli Autori.

Foto GRANCHIOFARFALLA


"Questo libretto presenta una selezione di ventidue haiku, a partire dal 2012 fino al novembre del 2019. Ricordo che l'haiku è una forma estremamente introspettiva, quasi criptica di poesia, formata da tre versi soli, scanditi dalla sillabazione 5-7-5 (primo-secondo-terzo verso) nata nel Giappone del 1600 e promossa da Matsuo Basho prima militare poi monaco zen. Non immediato cogliere il vero intento o sentimento di un haiku ma la bellezza di questa forma di poesia risiede nella forma personale e nell'interpretazione. Forma molto intimistica di poesia, un haiku nasce dall'osservazione di un preciso, minuscolo, istante, sensazione, visione".

Dall'Introduzione dell'Autrice.

*
Felice di "dare alla carta" nuovamente i miei haiku dopo "Il manuale dell'haiku imperfetto" autopubblicato nel 2012 su ilmiolibro.it, sono particolarmente felice per questo librino poichè spero porti alla luce una mia nuova consapevolezza e una maggiore maturità non solo nella scrittura ma anche nel trasfondere le sensazioni sotto forma di haiku in modo più compiuto e percepibile.
*

Molto presto comunicheremo data  e luogo della prima presentazione di LE PAROLE ESTIVE e HAIKU, presentazione che sarà comunque durante le festività. 








Max Ponte-Andrea laiolo-Enrica Merlo 17/12/2019

lunedì 16 dicembre 2019

IL SAPONE AI TEMPI DEL COLERA (ovvero quando il sapone può salvare un matrimonio).


Foto mia

Articolo preccedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/12/leternita-dei-ricordi.html


Sto rileggendo dopo tantissimi anni L'AMORE AI TEMPI DEL COLERA di Gabriel Garcìa Màrquez; un libro che ho adorato da subito (come non adorarlo del resto) ma come sapete tutti, il tempo sbiadisce i ricordi e molte parti, mi sto accorgendo, proprio non le ricordavo in particolare una che vi vado a riscrivere paro paro e che riguarda il SAPONE... ebbene sì proprio il sapone cosa che ho trovato di assai buon auspicio vista e considerata la mia recente attività di artigiana del sapone. Vuole essere un buon augurio per me e per coloro che casomai si imbattano nelle mie produzioni artigianali; l'importante però è che non facciate come il dottor Urbino e Fermina... se vi mancasse il sapone, mi raccomando, piuttosto ditemelo!! Buona lettura buon divertimento e buona meditazione perchè queste sono perle di vita e di saggezza e c'è comunque, tanta, tanta poesia in queste pagine.

"Era cominciato con la semplicità di sempre. Il dottor Juvenal Urbino era tornato in camera da letto, ai tempi in cui si lavava ancora senza aiuto, e aveva incominciato a vestirsi senza accendere la luce. Lei stava come sempre nel suo tiepido stato fetale, gli occhi chiusi, il respiro sottile,e quel braccio da danza sacra sulla testa. Ma stava mezz'addormentata, come sempre, e lui lo sapeva. Dopo un lungo rumore di amidi di lino nell'oscurità, il dottor Urbino aveva parlato tra sé: "E' quasi una settimana che mi sto lavando senza sapone" disse.
Allora lei aveva finito di svegliarsi, si era ricordata, e si era arrabbiata con il mondo, perchè in effetti aveva dimenticato di mettere il sapone in bagno. Ne aveva notato la mancanza tre giorni prima quando stava già sotto la doccia e aveva pensato di metterlo dopo ma poi se n'era dimenticata fino al giorno seguente. Il terzo giorno le era successa la stessa cosa. In realtà non era passata una settimana, come diceva lui per ingigantirle la colpa, ma di certo tre giorni imperdonabili, e la furia di sentirsi sorpresa in errore aveva finito per tirarla del tutto fuori dei gangheri. Come sempre, si era difesa attaccando: 
"Ma se mi sono lavata in tutti questi giorni" aveva gridato fuori di sé , "e c'è sempre stato sapone."
Benchè lui conoscesse abbondantemente i suoi metodi di guerra, stavolta non aveva potuto sopportarli. Con un pretesto professionale se n'era andato a vivere nelle stanze per interni dell'Ospedale della Misericordia e compariva in casa solo per cambiarsi d'abito all'imbrunire , prima delle visite a domicilio. Lei se ne andava in cucina quando lo sentiva arrivare, facendo finta di fare qualsiasi cosa, e lì restava finchè sentiva per la strada lo zoccolìo dei cavalli della carrozza. Ogni volta che avevano cercato di risolvere la discordia nei tre mesi seguenti, l'unica cosa che avevano ottenuto era stata di attizzarli di più. Lui non era disposto a tornare finché lei non avesse ammesso che non c'era sapone in bagno, e lei non era disposta ad accoglierlo finché lui non avesse riconosciuto di aver mentito apposta per tormentarla.


Il mio sapone alla lavanda sono certa avrebbe messo d'accordo il dottor Urbino e Fermina!! (foto mia)

L'incidente, certo, le aveva dato l'opportunità di evocare altri, molti altri minuscoli battibecchi di altrettante mattine torbide. Alcuni risentimenti avevano rimestato gli altri, avevano riaperto vecchie cicatrici, le avevano trasformate in nuove ferite, e tutti e due si erano spaventati constatando desolati che in tanti anni di lotta coniugale non avevano fatto molto di più che pascolare rancori. Lui era arrivato a proporre di sottoporsi insieme ad una confessione aperta, con il signor arcivescovo se era necessario, perchè fosse Dio a decidere come arbitro finale se c'era o no il sapone nel portasapone del bagno. Allora lei, che aveva tante buone staffe, le aveva perse tutte con un grido storico:
"A merda il signor arcivescovo!"
L'improperio aveva fatto vibrare le fondamenta della città, aveva dato origine a chiacchiere che non fu facile smentire, ed era rimasto mescolato al linguaggio popolare con arie da zarzuela: "A merda il signor arcivescovo!". Conscia di aver passato il limite, aveva anticipato la reazione che si aspettava dal marito, e lo aveva minacciato di andarsene ad abitare da sola nella vecchia casa di suo padre, che era ancora sua, anche se era affittata a uffici pubblici. Non era una bravata: voleva andarsene davvero, non le importava dello scandalo sociale, e il marito se ne rese conto in tempo. Non ebbe il coraggio di sfidare i suoi pregiudizi: cedette. Non nel senso di ammettere che c'era sapone in bagno, perchè sarebbe stato un oltraggio alla verità, ma in quello di continuare a vivere nella stessa casa, seppure in stanze separate e senza rivolgersi la parola. Così mangiavano destreggiandosi nella situazione con tanta bravura da mandarsi messaggi da un lato all'altro del tavolo tramite i figli senza che questi si accorgessero che non si parlavano.
Dato che nello studio non c'era bagno, la formula aveva risolto il conflitto dei rumori mattutini, perchè lui entrava a lavarsi dopo aver preparato la lezione, e prendeva reali precauzioni per non svegliare sua moglie. Spesso coincidevano e facevano a turno per lavarsi i denti prima di dormire. Dopo quattro mesi, lui si era sdraiato a leggere sul letto matrimoniale finché lei usciva dal bagno, come spesso succedeva, e si era addormentato. Lei gli si era sdraiata a fianco con abbastanza negligenza perchè si svegliasse e se ne andasse. Lui si era svegliato a metà, in effetti, ma invece di alzarsi aveva spento la luce e si era accomodato sul suo cuscino. Lei gli aveva scosso una spalla per ricordargli che doveva andarsene in studio, ma lui si sentiva così bene di nuovo nel letto di piume dei bisnonni che aveva preferito capitolare:
"Lasciami qui" disse "Sì, c'era sapone".


Da "L'amore ai tempi del colera"
Oscar Mondadori
Traduzione Claudio M. Valentinetti





Enrica Merlo 16 dicembre 2019


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domenica 8 dicembre 2019

L'ETERNITA' DEI RICORDI



Per gentile concessione di Sandro Santroni


Articolo precedente: https://bit.ly/2Yvm0Xs


Che strana giornata oggi.  Prima un pò dolente, poi difficile da ingranare poi con qualche piccolo problema gestionale (il mio papà che non riesce a chiamare col cellulare perchè non ricorda esattamente quando e quanto ricaricare ormai è un classico che purtroppo però si presenta sempre nei momenti meno opportuni e richiede ore di trattative estenuanti nemmeno fossimo a decidere delle sorti dell'umanità). 

Insomma ci si sente un pò giù, un pò acciaccati un pò sconfitti ed invece...

Invece il caro amico su facebook SANDRO SANTRONI, amico d'haiku per l'esattezza, mi manda su messenger queste due foto (dovete sapere che lui è un abilissimo escursionista credo abbia percorso in lungo e in largo tutte le catene montuose italiane se non anche all'estero) dicevo, mi manda queste due foto dove mi ricorda (accidenti come avevo fatto a dimenticarmene) che nel 2009 portò, in cima al Monte Sirente nel cuore dell'Appennino Abruzzese, insieme ad altre, anche una mia poesia... e subito la giornata (anche se è già tardino) cambia colore!! 
E ritorna alla mente la travagliata ma bellissima ed appassionata avventura della pagina facebook "Gli haiku di Luna e Firmina" dove io e la meravigliosa VALENTINA DI CARO, e qui non vorrei essere immodesta, credo fummo le pioniere della pubblicazione di haiku sul noto social, almeno in Italia e dove era molto attivo anche il buon Sandro.

Grazie di cuore per avermi fatto tornare alla mente quei momenti e quel'esaltante sensazione di pensare che lassù, quasi vicino alle stelle luogo a me particolarmente caro, c'è e ci sarà sempre una mia poesia.

La poesia si intitola IL SORRISO DEI MONTI.



                                                         Enrica Merlo 8 dicembre 2019

martedì 12 novembre 2019

E chi l'ha detto che LE BIANCHE DUNE DELLA CORNOVAGLIA è un romanzo sorpassato?

ROSAMUNDE PILCHER - Image from google

 Foto mia

Articolo precedente: https://bit.ly/2X8CUdG

Dopo un libro impegnativo e anche triste perché no (La Chimera di Sebastiano Vassalli), un tuffo nella mia giovinezza. Questo libro di Rosamunde Pilcher che ho recuperato dalla mia vita precedente ci sta proprio...  si tratta de "Le bianche dune della Cornovaglia" leggero, confortante, con le caratteristiche descrizioni della Pilcher che io amo tanto (tendine di chintz, scones caldi, pullover di tweed, maglioni e giacche di lana con le toppe, il profumo della torba che brucia, il ruggito del vento della Cornovaglia contro gli stipiti delle finestre, l'odore pungente del mare in inverno...) insomma leggere da giovanissimi fa bene e tutto rimane, anche a distanza di anni, basta il "la" e ogni cosa ritorna nitida come quando si avevano 16 anni. Forse una delle autrici che, nonostante il tempo che passa e la vita che ci cambia, rimane nel mio cuore, in modo immutabile. Come certi, profumi, certi luoghi, certe persone, indimenticabili. Quando leggo la Pilcher mi pare di tornare bambina e di stare con mia nonna. Non è una meraviglia? 

Questo anche per dirvi che non è necessario leggere sempiternamente libri smaccatamente complicati o drammatici o con sfondo filosofico, trattati di fisica applicata o biografie di grandi personaggi; forse che ogni tanto non si ha bisogno di un pò di leggerezza? E la leggerezza in letteratura non sempre è sinonimo di bassa qualità. Rosamunde Pilcher (vi lascio il link qui sotto finito l'articolo così andate a vedervi quanto ha scritto) sapete che scrisse i suoi primi dieci romanzi sotto il nome di Jane Fraser? No, ecco, adesso lo sapete 😁. Io ho sempre letto di tutto, nel periodo in cui leggevo la Pilcher lessi anche Leopardi e Montale, tanto per dire. 
Sottovalutata quasi da sempre la Pilcher ha però scritto dei libri indimenticabili uno su tutti "Settembre" seeeee direte voi saga familiare, che palle, io vi dico, provate voi ad incastrare tutte quelle parentele con un minimo di senso logico e con un finale che ti lacera le budella!!
L'ho letta anche in lingua originale e per quanto ne capisca di lingua inglese scriveva proprio bene. Le traduzioni italiane sono sempre state buone ma allora dico io, secondo voi, quale sarà il prossimo romanzo della Pilcher che andrò a leggermi? Scherzi a parte è palese che l'obbiettività non sia cosa mia comunque questo era uno di quei famosi pensieri brevi (come no) di cui vi ho parlato un paio di articoli fa e che sarebbero dovuti diventare il mio motto. Ebbene il motto per ora non è rispettato poichè, per quanto breve sia il mio pensiero io scrivo e scrivo e scrivo e scrivo................
Poi chi è che decide quale sia una lettura impegnata e quale no? Basta vedere il mio blog; che scriva di cose altamente drammatiche, o di cose buffe, o di avvenimenti della mia vita, o di eventi, o di cultura o dei miei gatti FORTUNATAMENTE ho sempre un gran bel numero di letture. Quindi viva la diversità e la diversificazione anche per quanto riguarda la lettura!!

ROSAMUNDE PILCHER (cliccare)




                                                                      






  Enrica Merlo



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venerdì 8 novembre 2019

LA PIRATESSA DA BIBLIOTECA


Image from pixabay

Articolo precedente: https://bit.ly/32vDOC0

Vi racconto una storia che non so dirvi se sia divertente, grottesca o drammatica. Vado eh!!
Qualche settimana fa accompagnando mia figlia alla stazione di Chivasso eravamo un tantino in anticipo sui tempi e ci siamo fatte un giro nei dintorni; nei quali dintorni c'era pure la biblioteca di Chivasso. Decidiamo di entrare visto che siamo entrambe delle lettrici abbastanza accanite. Io amo acquistare i miei libri diventando abbastanza possessiva dopo averli letti, però non avrei disdegnato pure potermi iscrivere in biblioteca, vuoi mai. Entro, vado al punto informazioni e chiedo di poter fare la tessera. Come do le mie generalità all'operatore vedo subito tramutarsi il suo amabile sorriso in un ghigno di riprovazione totale. "Lei è già iscritta a qualche biblioteca?" "Ehm sì a quella di Settimo Torinese" rispondo io con il sudore che comincia a colarmi sulla schiena (in quei giorni faceva ancora caldo) pur non avendo la minima idea del perchè il simpatico operatore avesse reagito a quel modo. "No, non posso farle la tessera perchè lei ha una PENDENZA con la biblioteca di Settimo"... pendenza, pendenza de che? Mi spiega. 

Anni fa, esattamente secondo terminale duemilaerotti giorni avevo preso in prestito un libro alla biblioteca di settimo e non l'avevo restituito. Ecco cos'era tutta sta riprovazione. E lo capisco pure, io sono molto gelosa dei miei libri se non dovessero più restituirmene uno prestato la prenderei davvero parecchio sul personale. C'è però un antecedente nella mia vita che FORSE e dico forse avrebbe potuto giustificar il mio reato. Nella mia esistenza precedente avevo una quantità di libri MIEI pari a qualcosa tipo 500 volumi o forse più COMPRATI regolarmente non rubati o sottratti con l'inganno a ignari bibliotecari. Siccome dalla mia vita precedente sono dovuta fuggire, a gambe levate e piuttosto frettolosamente, non ho potuto recuperare con mia grande disperazione la maggior parte della mia BIBLIOTECA, sì perchè posso chiamarla biblioteca non trovate? se pensiamo che l'italiano medio ha in casa più o meno dieci libri quando va bene. Avendo preso in prestito questo benedetto libro della riprovazione poco prima della mia dipartita per una ricerca di mia figlia, FIGURATEVI se mi veniva in mente, tra le poche cose che ho potuto prendermi dietro fuggendo, di pigliare anche questo "preziosissimo" volume.

QUINDI. *Imbarazzo totale da parte mia *Arrivo in branco tipo le mucche quando sentono la musica, di tutti gli impiegati bibliotecari anche quelli che erano imboscati a fumare *Tutti che mi guardano manco fossi Totò Riina.

PERCIO'. Con la poca saliva rimastami in bocca ho chiesto come potevo rimediare a questa terrificante mancanza e le risposte sono state codeste:
RISPOSTA N. 1) pagare la cauzione per i duemilaerotti giorni di sottrazione indebita di libro sbammico cifra pari a tutto il patrimonio di Donald (non Duck, Trump) "ehm no grazie direi di no".
RISPOSTA N. 2) Ricomprare il libro (seeee si può fare ho pensato io) ridarlo alla biblioteca di settimo (seee si può fare ho pensato io) e.... 


.... eeeeee nonostante la restituzione del libro acquistato e nuovo essere radiata da tutto il circuito SBAM...

PER CINQUE ANNI!!!!!!!!!!!!!

Quindi, acquistando il preziosissimo volume sbammico (e ve lo ripeto nel caso non abbiate capito) io comunque non potrei avere una tessera in tutto il circuito metropolitano torinese PER I PROSSIMI CINQUE ANNI ma dovrei, desiderando ardentemente un volume da una biblioteca qualsiasi, andare ad Asti, Cuneo, Alessandria, Biella, Vercelli e non mi ricordo bene quali altri capoluoghi di provincia ci siano in Piemonte (forse Verbania) sempre che questi non siano in combutta con lo SBAM di Torino e vengano a sapere che sono una pericolosissima PIRATESSA DA BIBLIOTECA. Niente volevo solo raccontarvi la disavventura di un'accanita lettrice che per ironia del destino è bollata dalle biblioteche di Torino e provincia come una dei peggiori banditi, delinquenti, stupratori, politici corrotti, malversatori, stampatori di banconote false, usurai, truffatori, tuffatori, discesisti, pattinatori, della Terra. Se si pensa che in Italia un marito che decide di ammazzare la moglie sta in galera due anni (quando gli va malissimo) poi lo scarcerano perchè poverino aveva le paturnie io per un libro scassato, dopo averlo restituito, ah dimenticavo, con lettera di scuse, dovrei rimanere CINQUE ANNI senza poter metter piede in una biblioteca. 

COSA FARO'? Ovviamente restituirò il maltolto allo sbam ma cercherò in tutti i modi di parlare con QUALCUNO per poter spiegare anche le condizioni grazie alle quali io ho dovuto lasciare al suo destino il loro volume. E soprattutto farò presente che non è moralmente corretto sbraitare ai quattro venti QUESTA NON HA RESTITUITO  UN LIBRO DA CINQUE ANNIIIIIIIIIIIII!!!!! in una biblioteca. Perchè allora ogni scherzo vale giusto?

*io comunque continuo a leggere comprandomi a pochissimo prezzo libri sulle bancarelle, nelle offerte della Feltrinelli, al Salone del Libro in quei meravigliosi stand (ce ne sono pochi ma ce ne sono) dove i libri te li tirano dietro e son pure contenti di tirarteli dietro. 








Enrica Merlo





SIA CHIARO CHE NON HO NULLA DI PERSONALE NEI CONFRONTI DELLE BIBLIOTECHE DI CHIVASSO O SETTIMO TORINESE, CI MANCHEREBBE PURE. SEMPLICEMENTE SONO ATTONITA DA UN SISTEMA CHE NON GUARDA IL SINGOLO MA CHE CI TRATTA, COME AL SOLITO, ALLA STREGUA DELLE PECORE. QUESTO, SPECIE IN CAMPO CULTURALE, LO TROVO DAVVERO RIPROVEVOLE.

mercoledì 6 novembre 2019

LA POESIA DI MAX PONTE NEL SABATO PARTENOPEO


Articolo precedente: https://bit.ly/2qp6KhZ


Max Ponte giungerà a Napoli sabato 9 novembre 2019 alle ore 21.00 per partecipare ad un evento dell'Associazione Culturale "Poesie Metropolitane". Il Poeta interverrà, con una sua performance, nel corso del concerto di Davide Di Pinto.

Max Ponte metterà in scena all'Area 35 mm del Centro Direzionale di Napoli alcuni brani tra cui una poesia che unisce il legame con le terre astigiane a quello con il Mediterraneo che si intitola "Io sto vicino a te nei piani terra degli armadi con le rose secche":


Gli evidenziatori viola arancio
gli incensi i vestiti sporchi
io sto vicino a te nei piani
terra negli armadi con le rose
secche fissate sul muro dentro
con gli orologi degli anni '50
da donna a carica manuale
io sto vicino a te ascoltando
il jazz di quando avevo due anni
com'è Napoli ora? finché
il sonno non mi cola dal
volto sai rimango sveglio
se muoio tu sola hai il diritto
di venire a raccogliere il
mio corpo contorto
suonato dalle lamiere
farne polvere polpo
e poi fogli di carta per
origami navali da far
galleggiare sul golfo


L'appuntamento è organizzato dall'Associazione Culturale Poesie Metropolitane presieduta da Rosa Mancini. Poesie Metropolitane è molto attiva a Napoli dove sta lavorando per diffodere poesia e rilanciare alcuni quartieri attraverso interventi artistici.
L'occasione permette altresì di mettere in relazione due realtà poetiche italiane, quella torinese/piemontese e quella napoletana/campana.



Enrica Merlo


Max Ponte il BLOG 

martedì 5 novembre 2019

I SAPONI!! Cosa hai detto? SAPONI??? Sì, ho detto SAPONI.


Immagine mia. I miei SAPONI AL MIELE (honey soap)

Buonasera a tutti!! Vi chiederete perchè sia scomparsa e perchè stia ritornando. Ditemi, se aveste un blog con più di trecentomila letture lo lascereste al suo destino? No vero? Io l'ho fatto colpevolmente per qualche mese ma ho avuto i miei bei motivi che vi racconto brevemente, avrò tempo di dilungarmi su questo argomento più avanti.

Desideravo da tempo fare il sapone, sì il sapone quello con cui ci si lava. Mi sono documentata per bene per un pò di tempo poi mi sono messa a realizzarli; è diventato il mio "grande hobby", infatti io sono un'hobbista. Un'hobbista che fa saponi e che ama tremendamente farli. Conseguentemente tutto il resto, ma proprio tutto è passato in secondo piano compreso il mio adorato blog, ci tenevo a spiegarvi minimamente ecco. Il frutto del mio hobby si chiama GLI AROMI DI CLEOPATRA (fb) e GLI AROMI DI CLEOPATRA (instagram) su come questa mia passione sia nata sarebbe troppo lungo spiegarvelo quindi, magari, ve lo dico con calma un'altra volta. 

Un'altra cosa che voglio dirvi è che da ora in avanti avendo meno tempo causa lavoro non pubblicherò più articoli macchinosi lunghi e sofferenti che magari vi eravate anche stufati di leggere, ma mi limiterò, o almeno ci proverò, a scrivere brevi pensieri quando mi vengono in mente. Per esempio, in questo momento ho già sbagliato, questo piccolo post di ritorno sta diventando La Divina Commedia. Va bene, la smetto. Ma contateci che presto molto presto ritornerò. Nel frattempo date un'occhiata alle mie pagine e anche a quel bel sapone al miele che potete vedere qui in cima al post... non lo trovate bellissimo? E non vi sembra quasi quasi di sentirne il profumo? A presto!!








Enrica Merlo 


venerdì 23 agosto 2019

CONSIGLI DI LETTURA (e visione): SHADES OF BLUE di Marco Ceruti


Foto mia da SHADES OF BLUE

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/hirta-unisola-fantasma-tuttaltro-che.html?m=1


Shades of Blue un libro edito da Paginauno, Casa Editrice per la quale anche se in minima parte ho avuto un ruolo anch'io essendo stata inglobata nella raccolta Poesie per un Compleanno con un mio haiku... ora vado però a dirvi di questo libro assolutamente insolito rispetto alle mie usuali letture.


Il libro: "SHADES OF BLUE"
Marco Ceruti
Giugno 2019
Edizioni paginauno - Milano


Chi è l'autore.

E' Marco Ceruti, nato a Piacenza nel 1958 trasferitosi a Milano nel 1979 dove inizia a lavorare come disegnatore di fumetti, illustratore e nei disegni animati. Nel 1982 è precursore dell'introduzione delle tecniche digitali all'interno dei disegni, dopo essersi laureato in architettura comincia a collaborare come illustratore e visualizer con le più importanti agenzie di pubblicità. Dal 2003 al 2009 Marco Ceruti realizza dei progetti di comunicazione  in Argentina e Brasile che riguardano la deforestazione, le energie rinnovabili e l'ecologia. Nel 2010 ha presentato una mostra di opere ispirate al mondo della musica nell'ambito delle celebrazioni del cinquant'anni del Festival Jazz di di Juan-Les-Pins.

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SHADES OF BLUE è composto da tre racconti "Angel Eyes" "All the Things You are" e "S'Wonderful". Io, che sono assolutamente profana nel settore potrei definirlo un sofisticatissimo fumetto, a prima vista. 

Bisogna addentrarsi però nella lettura e nella visione per averne un quadro completo... innanzitutto i colori una gradazione/sfumatura blu dai toni molto intimistici mettono a proprio agio quasi a voler accompagnare il lettore con discrezione in un'atmosera che si fa sempre più malinconica e personale. Devo dire che prima di leggerlo credevo fosse un libro che parlava "semplicemente" di jazz invece no, tutt'altro. Lungi da me voler svelare troppo SHADES OF BLUE è un immaginifico svilupparsi di situazioni tutt'altro che chiare quasi che l'autore voglia che il lettore ponga un finale suo proprio per non urtarne la sensibilità o meglio, per non svelare troppo di sè, è possibile? Un concatenarsi di situazioni che pongono molti punti di domanda anzichè svelare. 
A livello visivo solo il secondo racconto "All the Things You are" ha una colorazione diversa, realistica, in quanto alla trama è tutto un programma e ve lo raccomando perchè per realistico che sia avrete una grossa sorpresa.

"S'Wonderful" se si può dire, è il racconto che ho amato di più, in cui mi sono maggiormente identificata, forse perchè protagonista è una donna. Anche qui atmosfere blu o blue tendenti al noir, un futuro prossimo o assolutamente lontano in cui sembra esserci posto per qualsiasi cosa tranne la speranza, dove il destino della protagoista sembra segnato invece...


Foto mia - da SHADES OF BLUE

... invece, probabilmente se lo desiderate potreste anche inventarlo voi il finale non ci credete? Allora leggetelo/vedetelo!! Ovviamente filo conduttore di tutti e tre racconti i di SHADES OF BLUE è la musica che è come un profumo familiare, sempre presente che accompagna la lettura e la visione e ne scandisce il tempo. 

Una citazione dal libro:


"Le luci della città si riflettono sull'asfalto bagnato creando caleodiscopi di colori fluorescenti. Ogni cosa sembra vibrare, tutto fluttua in una nebbiolina di gocce sospesa nell'aria, un'aria in cui avrei voluto sciogliermi io stessa, diventare nebbia, vapore, aria"






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Enrica Merlo 23/08/2019 



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