domenica 8 dicembre 2019

L'ETERNITA' DEI RICORDI



Per gentile concessione di Sandro Santroni


Articolo precedente: https://bit.ly/2Yvm0Xs


Che strana giornata oggi.  Prima un pò dolente, poi difficile da ingranare poi con qualche piccolo problema gestionale (il mio papà che non riesce a chiamare col cellulare perchè non ricorda esattamente quando e quanto ricaricare ormai è un classico che purtroppo però si presenta sempre nei momenti meno opportuni e richiede ore di trattative estenuanti nemmeno fossimo a decidere delle sorti dell'umanità). 

Insomma ci si sente un pò giù, un pò acciaccati un pò sconfitti ed invece...

Invece il caro amico su facebook SANDRO SANTRONI, amico d'haiku per l'esattezza, mi manda su messenger queste due foto (dovete sapere che lui è un abilissimo escursionista credo abbia percorso in lungo e in largo tutte le catene montuose italiane se non anche all'estero) dicevo, mi manda queste due foto dove mi ricorda (accidenti come avevo fatto a dimenticarmene) che nel 2009 portò, in cima al Monte Sirente nel cuore dell'Appennino Abruzzese, insieme ad altre, anche una mia poesia... e subito la giornata (anche se è già tardino) cambia colore!! 
E ritorna alla mente la travagliata ma bellissima ed appassionata avventura della pagina facebook "Gli haiku di Luna e Firmina" dove io e la meravigliosa VALENTINA DI CARO, e qui non vorrei essere immodesta, credo fummo le pioniere della pubblicazione di haiku sul noto social, almeno in Italia e dove era molto attivo anche il buon Sandro.

Grazie di cuore per avermi fatto tornare alla mente quei momenti e quel'esaltante sensazione di pensare che lassù, quasi vicino alle stelle luogo a me particolarmente caro, c'è e ci sarà sempre una mia poesia.

La poesia si intitola IL SORRISO DEI MONTI.



                                                         Enrica Merlo 8 dicembre 2019

martedì 12 novembre 2019

E chi l'ha detto che LE BIANCHE DUNE DELLA CORNOVAGLIA è un romanzo sorpassato?

ROSAMUNDE PILCHER - Image from google

 Foto mia

Articolo precedente: https://bit.ly/2X8CUdG

Dopo un libro impegnativo e anche triste perché no (La Chimera di Sebastiano Vassalli), un tuffo nella mia giovinezza. Questo libro di Rosamunde Pilcher che ho recuperato dalla mia vita precedente ci sta proprio...  si tratta de "Le bianche dune della Cornovaglia" leggero, confortante, con le caratteristiche descrizioni della Pilcher che io amo tanto (tendine di chintz, scones caldi, pullover di tweed, maglioni e giacche di lana con le toppe, il profumo della torba che brucia, il ruggito del vento della Cornovaglia contro gli stipiti delle finestre, l'odore pungente del mare in inverno...) insomma leggere da giovanissimi fa bene e tutto rimane, anche a distanza di anni, basta il "la" e ogni cosa ritorna nitida come quando si avevano 16 anni. Forse una delle autrici che, nonostante il tempo che passa e la vita che ci cambia, rimane nel mio cuore, in modo immutabile. Come certi, profumi, certi luoghi, certe persone, indimenticabili. Quando leggo la Pilcher mi pare di tornare bambina e di stare con mia nonna. Non è una meraviglia? 

Questo anche per dirvi che non è necessario leggere sempiternamente libri smaccatamente complicati o drammatici o con sfondo filosofico, trattati di fisica applicata o biografie di grandi personaggi; forse che ogni tanto non si ha bisogno di un pò di leggerezza? E la leggerezza in letteratura non sempre è sinonimo di bassa qualità. Rosamunde Pilcher (vi lascio il link qui sotto finito l'articolo così andate a vedervi quanto ha scritto) sapete che scrisse i suoi primi dieci romanzi sotto il nome di Jane Fraser? No, ecco, adesso lo sapete 😁. Io ho sempre letto di tutto, nel periodo in cui leggevo la Pilcher lessi anche Leopardi e Montale, tanto per dire. 
Sottovalutata quasi da sempre la Pilcher ha però scritto dei libri indimenticabili uno su tutti "Settembre" seeeee direte voi saga familiare, che palle, io vi dico, provate voi ad incastrare tutte quelle parentele con un minimo di senso logico e con un finale che ti lacera le budella!!
L'ho letta anche in lingua originale e per quanto ne capisca di lingua inglese scriveva proprio bene. Le traduzioni italiane sono sempre state buone ma allora dico io, secondo voi, quale sarà il prossimo romanzo della Pilcher che andrò a leggermi? Scherzi a parte è palese che l'obbiettività non sia cosa mia comunque questo era uno di quei famosi pensieri brevi (come no) di cui vi ho parlato un paio di articoli fa e che sarebbero dovuti diventare il mio motto. Ebbene il motto per ora non è rispettato poichè, per quanto breve sia il mio pensiero io scrivo e scrivo e scrivo e scrivo................
Poi chi è che decide quale sia una lettura impegnata e quale no? Basta vedere il mio blog; che scriva di cose altamente drammatiche, o di cose buffe, o di avvenimenti della mia vita, o di eventi, o di cultura o dei miei gatti FORTUNATAMENTE ho sempre un gran bel numero di letture. Quindi viva la diversità e la diversificazione anche per quanto riguarda la lettura!!

ROSAMUNDE PILCHER (cliccare)




                                                                      






  Enrica Merlo



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venerdì 8 novembre 2019

LA PIRATESSA DA BIBLIOTECA


Image from pixabay

Articolo precedente: https://bit.ly/32vDOC0

Vi racconto una storia che non so dirvi se sia divertente, grottesca o drammatica. Vado eh!!
Qualche settimana fa accompagnando mia figlia alla stazione di Chivasso eravamo un tantino in anticipo sui tempi e ci siamo fatte un giro nei dintorni; nei quali dintorni c'era pure la biblioteca di Chivasso. Decidiamo di entrare visto che siamo entrambe delle lettrici abbastanza accanite. Io amo acquistare i miei libri diventando abbastanza possessiva dopo averli letti, però non avrei disdegnato pure potermi iscrivere in biblioteca, vuoi mai. Entro, vado al punto informazioni e chiedo di poter fare la tessera. Come do le mie generalità all'operatore vedo subito tramutarsi il suo amabile sorriso in un ghigno di riprovazione totale. "Lei è già iscritta a qualche biblioteca?" "Ehm sì a quella di Settimo Torinese" rispondo io con il sudore che comincia a colarmi sulla schiena (in quei giorni faceva ancora caldo) pur non avendo la minima idea del perchè il simpatico operatore avesse reagito a quel modo. "No, non posso farle la tessera perchè lei ha una PENDENZA con la biblioteca di Settimo"... pendenza, pendenza de che? Mi spiega. 

Anni fa, esattamente secondo terminale duemilaerotti giorni avevo preso in prestito un libro alla biblioteca di settimo e non l'avevo restituito. Ecco cos'era tutta sta riprovazione. E lo capisco pure, io sono molto gelosa dei miei libri se non dovessero più restituirmene uno prestato la prenderei davvero parecchio sul personale. C'è però un antecedente nella mia vita che FORSE e dico forse avrebbe potuto giustificar il mio reato. Nella mia esistenza precedente avevo una quantità di libri MIEI pari a qualcosa tipo 500 volumi o forse più COMPRATI regolarmente non rubati o sottratti con l'inganno a ignari bibliotecari. Siccome dalla mia vita precedente sono dovuta fuggire, a gambe levate e piuttosto frettolosamente, non ho potuto recuperare con mia grande disperazione la maggior parte della mia BIBLIOTECA, sì perchè posso chiamarla biblioteca non trovate? se pensiamo che l'italiano medio ha in casa più o meno dieci libri quando va bene. Avendo preso in prestito questo benedetto libro della riprovazione poco prima della mia dipartita per una ricerca di mia figlia, FIGURATEVI se mi veniva in mente, tra le poche cose che ho potuto prendermi dietro fuggendo, di pigliare anche questo "preziosissimo" volume.

QUINDI. *Imbarazzo totale da parte mia *Arrivo in branco tipo le mucche quando sentono la musica, di tutti gli impiegati bibliotecari anche quelli che erano imboscati a fumare *Tutti che mi guardano manco fossi Totò Riina.

PERCIO'. Con la poca saliva rimastami in bocca ho chiesto come potevo rimediare a questa terrificante mancanza e le risposte sono state codeste:
RISPOSTA N. 1) pagare la cauzione per i duemilaerotti giorni di sottrazione indebita di libro sbammico cifra pari a tutto il patrimonio di Donald (non Duck, Trump) "ehm no grazie direi di no".
RISPOSTA N. 2) Ricomprare il libro (seeee si può fare ho pensato io) ridarlo alla biblioteca di settimo (seee si può fare ho pensato io) e.... 


.... eeeeee nonostante la restituzione del libro acquistato e nuovo essere radiata da tutto il circuito SBAM...

PER CINQUE ANNI!!!!!!!!!!!!!

Quindi, acquistando il preziosissimo volume sbammico (e ve lo ripeto nel caso non abbiate capito) io comunque non potrei avere una tessera in tutto il circuito metropolitano torinese PER I PROSSIMI CINQUE ANNI ma dovrei, desiderando ardentemente un volume da una biblioteca qualsiasi, andare ad Asti, Cuneo, Alessandria, Biella, Vercelli e non mi ricordo bene quali altri capoluoghi di provincia ci siano in Piemonte (forse Verbania) sempre che questi non siano in combutta con lo SBAM di Torino e vengano a sapere che sono una pericolosissima PIRATESSA DA BIBLIOTECA. Niente volevo solo raccontarvi la disavventura di un'accanita lettrice che per ironia del destino è bollata dalle biblioteche di Torino e provincia come una dei peggiori banditi, delinquenti, stupratori, politici corrotti, malversatori, stampatori di banconote false, usurai, truffatori, tuffatori, discesisti, pattinatori, della Terra. Se si pensa che in Italia un marito che decide di ammazzare la moglie sta in galera due anni (quando gli va malissimo) poi lo scarcerano perchè poverino aveva le paturnie io per un libro scassato, dopo averlo restituito, ah dimenticavo, con lettera di scuse, dovrei rimanere CINQUE ANNI senza poter metter piede in una biblioteca. 

COSA FARO'? Ovviamente restituirò il maltolto allo sbam ma cercherò in tutti i modi di parlare con QUALCUNO per poter spiegare anche le condizioni grazie alle quali io ho dovuto lasciare al suo destino il loro volume. E soprattutto farò presente che non è moralmente corretto sbraitare ai quattro venti QUESTA NON HA RESTITUITO  UN LIBRO DA CINQUE ANNIIIIIIIIIIIII!!!!! in una biblioteca. Perchè allora ogni scherzo vale giusto?

*io comunque continuo a leggere comprandomi a pochissimo prezzo libri sulle bancarelle, nelle offerte della Feltrinelli, al Salone del Libro in quei meravigliosi stand (ce ne sono pochi ma ce ne sono) dove i libri te li tirano dietro e son pure contenti di tirarteli dietro. 








Enrica Merlo





SIA CHIARO CHE NON HO NULLA DI PERSONALE NEI CONFRONTI DELLE BIBLIOTECHE DI CHIVASSO O SETTIMO TORINESE, CI MANCHEREBBE PURE. SEMPLICEMENTE SONO ATTONITA DA UN SISTEMA CHE NON GUARDA IL SINGOLO MA CHE CI TRATTA, COME AL SOLITO, ALLA STREGUA DELLE PECORE. QUESTO, SPECIE IN CAMPO CULTURALE, LO TROVO DAVVERO RIPROVEVOLE.

mercoledì 6 novembre 2019

LA POESIA DI MAX PONTE NEL SABATO PARTENOPEO


Articolo precedente: https://bit.ly/2qp6KhZ


Max Ponte giungerà a Napoli sabato 9 novembre 2019 alle ore 21.00 per partecipare ad un evento dell'Associazione Culturale "Poesie Metropolitane". Il Poeta interverrà, con una sua performance, nel corso del concerto di Davide Di Pinto.

Max Ponte metterà in scena all'Area 35 mm del Centro Direzionale di Napoli alcuni brani tra cui una poesia che unisce il legame con le terre astigiane a quello con il Mediterraneo che si intitola "Io sto vicino a te nei piani terra degli armadi con le rose secche":


Gli evidenziatori viola arancio
gli incensi i vestiti sporchi
io sto vicino a te nei piani
terra negli armadi con le rose
secche fissate sul muro dentro
con gli orologi degli anni '50
da donna a carica manuale
io sto vicino a te ascoltando
il jazz di quando avevo due anni
com'è Napoli ora? finché
il sonno non mi cola dal
volto sai rimango sveglio
se muoio tu sola hai il diritto
di venire a raccogliere il
mio corpo contorto
suonato dalle lamiere
farne polvere polpo
e poi fogli di carta per
origami navali da far
galleggiare sul golfo


L'appuntamento è organizzato dall'Associazione Culturale Poesie Metropolitane presieduta da Rosa Mancini. Poesie Metropolitane è molto attiva a Napoli dove sta lavorando per diffodere poesia e rilanciare alcuni quartieri attraverso interventi artistici.
L'occasione permette altresì di mettere in relazione due realtà poetiche italiane, quella torinese/piemontese e quella napoletana/campana.



Enrica Merlo


Max Ponte il BLOG 

martedì 5 novembre 2019

I SAPONI!! Cosa hai detto? SAPONI??? Sì, ho detto SAPONI.


Immagine mia. I miei SAPONI AL MIELE (honey soap)

Buonasera a tutti!! Vi chiederete perchè sia scomparsa e perchè stia ritornando. Ditemi, se aveste un blog con più di trecentomila letture lo lascereste al suo destino? No vero? Io l'ho fatto colpevolmente per qualche mese ma ho avuto i miei bei motivi che vi racconto brevemente, avrò tempo di dilungarmi su questo argomento più avanti.

Desideravo da tempo fare il sapone, sì il sapone quello con cui ci si lava. Mi sono documentata per bene per un pò di tempo poi mi sono messa a realizzarli; è diventato il mio "grande hobby", infatti io sono un'hobbista. Un'hobbista che fa saponi e che ama tremendamente farli. Conseguentemente tutto il resto, ma proprio tutto è passato in secondo piano compreso il mio adorato blog, ci tenevo a spiegarvi minimamente ecco. Il frutto del mio hobby si chiama GLI AROMI DI CLEOPATRA (fb) e GLI AROMI DI CLEOPATRA (instagram) su come questa mia passione sia nata sarebbe troppo lungo spiegarvelo quindi, magari, ve lo dico con calma un'altra volta. 

Un'altra cosa che voglio dirvi è che da ora in avanti avendo meno tempo causa lavoro non pubblicherò più articoli macchinosi lunghi e sofferenti che magari vi eravate anche stufati di leggere, ma mi limiterò, o almeno ci proverò, a scrivere brevi pensieri quando mi vengono in mente. Per esempio, in questo momento ho già sbagliato, questo piccolo post di ritorno sta diventando La Divina Commedia. Va bene, la smetto. Ma contateci che presto molto presto ritornerò. Nel frattempo date un'occhiata alle mie pagine e anche a quel bel sapone al miele che potete vedere qui in cima al post... non lo trovate bellissimo? E non vi sembra quasi quasi di sentirne il profumo? A presto!!








Enrica Merlo 


venerdì 23 agosto 2019

CONSIGLI DI LETTURA (e visione): SHADES OF BLUE di Marco Ceruti


Foto mia da SHADES OF BLUE

Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/hirta-unisola-fantasma-tuttaltro-che.html?m=1


Shades of Blue un libro edito da Paginauno, Casa Editrice per la quale anche se in minima parte ho avuto un ruolo anch'io essendo stata inglobata nella raccolta Poesie per un Compleanno con un mio haiku... ora vado però a dirvi di questo libro assolutamente insolito rispetto alle mie usuali letture.


Il libro: "SHADES OF BLUE"
Marco Ceruti
Giugno 2019
Edizioni paginauno - Milano


Chi è l'autore.

E' Marco Ceruti, nato a Piacenza nel 1958 trasferitosi a Milano nel 1979 dove inizia a lavorare come disegnatore di fumetti, illustratore e nei disegni animati. Nel 1982 è precursore dell'introduzione delle tecniche digitali all'interno dei disegni, dopo essersi laureato in architettura comincia a collaborare come illustratore e visualizer con le più importanti agenzie di pubblicità. Dal 2003 al 2009 Marco Ceruti realizza dei progetti di comunicazione  in Argentina e Brasile che riguardano la deforestazione, le energie rinnovabili e l'ecologia. Nel 2010 ha presentato una mostra di opere ispirate al mondo della musica nell'ambito delle celebrazioni del cinquant'anni del Festival Jazz di di Juan-Les-Pins.

***

SHADES OF BLUE è composto da tre racconti "Angel Eyes" "All the Things You are" e "S'Wonderful". Io, che sono assolutamente profana nel settore potrei definirlo un sofisticatissimo fumetto, a prima vista. 

Bisogna addentrarsi però nella lettura e nella visione per averne un quadro completo... innanzitutto i colori una gradazione/sfumatura blu dai toni molto intimistici mettono a proprio agio quasi a voler accompagnare il lettore con discrezione in un'atmosera che si fa sempre più malinconica e personale. Devo dire che prima di leggerlo credevo fosse un libro che parlava "semplicemente" di jazz invece no, tutt'altro. Lungi da me voler svelare troppo SHADES OF BLUE è un immaginifico svilupparsi di situazioni tutt'altro che chiare quasi che l'autore voglia che il lettore ponga un finale suo proprio per non urtarne la sensibilità o meglio, per non svelare troppo di sè, è possibile? Un concatenarsi di situazioni che pongono molti punti di domanda anzichè svelare. 
A livello visivo solo il secondo racconto "All the Things You are" ha una colorazione diversa, realistica, in quanto alla trama è tutto un programma e ve lo raccomando perchè per realistico che sia avrete una grossa sorpresa.

"S'Wonderful" se si può dire, è il racconto che ho amato di più, in cui mi sono maggiormente identificata, forse perchè protagonista è una donna. Anche qui atmosfere blu o blue tendenti al noir, un futuro prossimo o assolutamente lontano in cui sembra esserci posto per qualsiasi cosa tranne la speranza, dove il destino della protagoista sembra segnato invece...


Foto mia - da SHADES OF BLUE

... invece, probabilmente se lo desiderate potreste anche inventarlo voi il finale non ci credete? Allora leggetelo/vedetelo!! Ovviamente filo conduttore di tutti e tre racconti i di SHADES OF BLUE è la musica che è come un profumo familiare, sempre presente che accompagna la lettura e la visione e ne scandisce il tempo. 

Una citazione dal libro:


"Le luci della città si riflettono sull'asfalto bagnato creando caleodiscopi di colori fluorescenti. Ogni cosa sembra vibrare, tutto fluttua in una nebbiolina di gocce sospesa nell'aria, un'aria in cui avrei voluto sciogliermi io stessa, diventare nebbia, vapore, aria"






***











Enrica Merlo 23/08/2019 



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martedì 20 agosto 2019

HIRTA: un'isola fantasma tutt'altro che invisibile 👻


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/circe-sappiamo-chi-sei-e-dove-abiti.html?m=1


Qualche giorno fa leggevo un articolo sul web; sono stata attratta da un altro dove venivano elencati dieci posti al mondo assolutamente abbandonati ma di grande fascino; tra questi ho trovato particolarmente interessante la storia dell'Isola di Hirta. Ora ve ne parlo.

Hirta, il cui nome in gaelico è "Hiort" fa parte dell'arcipelago scozzese di Saint Kilda (formatosi da un vulcano originario probabilmente del Terziario) e risulta essere l'isola più grande di tale arcipelago. L'isola ha una zona costiera piuttosto impervia infatti la quasi totalità delle sue scogliere sono a picco sul mare mentre gli unici approdi possibili sono in un'insenatura detta Village Bay nella zona sud-est dell'isola; una piccola possiblità di attracco si trova anche a Glen Bay a ovest della costa settentrionale ma poiché anche qui le rocce sono a strapiombo sul mare l'attracco è possibile solo durante la bassa marea e non sempre.  Per i più avventurosi è possibile raggiungere l'isola tramite kayak attraverso delle piccole insenature sabbiose che talvolta si aprono tra le rocce. Hirta ha un totale di 6,285 kilometri quadrati di superficie. Oltre alle rocce di origine vulcanica sull'isola sono presenti anche stratificazioni di arenaria.


Eccovela qui Hirta - foto dal web; l'immagine potrebbe essere sogetta a copyright

Ora veniamo al sodo cioè perchè ho scelto di parlarvi proprio di Hirta. L'isola fu continuativamente abitata sin dalla preistoria ma soltanto in tempi recenti cioè dal 1930 è completamente disabitata, un'isola fantasma. Inutile dire che gli abitanti del luogo pur essendo coriacei scozzesi vivevano in condizioni particolarmente dure e sopravvivevano non tanto grazie alla pesca quanto allo sfruttamento degli uccelli che abbondavano sull'isola; possiamo trovare infatti ancora numerosissimi cleits ovvero dei magazzini usati per seccare la carne degli uccelli, il pesce, zolle erbose (presumibilmente torba) e fieno. la popolazione umana, come dicevamo, era presente fin dall'antichità a Hirta: sono infatti stati rinvenute numerosi monumenti sepolcrali di origine vichinga

Saint Kilda fece parte del regno di Sua Eccellenza delle Isole per poi passare dal 1498 sino al 1930 sotto la famiglia dei MacLeods di Dunvegan. Nell'arcipelago di Saint Kilda si possono trovare ancora i resti di tre cappelle dedicate a santa Columba a San Brendano e al Corpo di Cristo e di una casa comune chiamata Amazon's House 😀 che dubito centri con l'amazon attuale.


Per gentile concessione di alamy stock photo - i resti del villaggio

Sull'isola di Hirta vigeva una forma di "auto-governo" molto efficace e democratico dove le decisioni di qualsivoglia tipo venivano prese da un "Consiglio dell'Isola" che era costituito da tutti gli uomini abitanti l'isola ( e non dalle donne evidentemente😔). Il villaggio che si può ancora trovare non intatto ma ben visibile, fu costruito sul villaggio costiero originario di Village Bay intorno al 1830
Intorno al 1880 una buona parte degli abitanti decise di emigrare in Australia. Il resto della popolazione si decise di evacuarla nel 1930 dopo una terribile tempesta come mai si era avuta in quelle zone che aveva messo sotto scacco l'isola per intere settimane e stremato definitivamente la popolazione.
Nel 1957 Hirta fu lasciata in eredità al National Trust di Scozia; Hirta fu il primo sito scozzese in assoluto ad essere dichiarato Patrimonio dell'Umanità nel 1987. A tutt'oggi sull'isola è presente un osservatorio militare voluto dal Ministero della Difesa Britannico per monitorare la stazione missilistica (purtroppo) di  South Uist una piccola isola nell'arcipelago delle Ebridi.


Per gentile concessione di alamy stock photo - antiche rovine sull'isola probabilmente dedicate al culto

Hirta è circondata da un buon numero di grandi scogli. Quelli di dimensioni più notevoli sono situati tra Hirta e Soay (un'altra isola) ovvero il punto più occidentale della Scozia; questi grandi scogli si chiamano Stac Dona, Stac Soay e Stac Biorach. Altri che si trovano a est dell'isola presso le scogliere di Conachair si chiamano Bradastac, Mina Stac e Sgerir Domhnuill. Esistono numerosi altri scogli possessori di nomi intorno ad Hirta a sud e a ovest ma non vi sto a dire come si chiamano che già questi sono abbastanza degli scioglilingua (comunque se proprio volete, scrivetemi).

Cosa ne dite di questa mia scoperta? Che poi magari eravate già a conoscenza dell'esistenza di Hirta ma un ripassino ogni tanto non fa male. Io trovo sia un posto davvero affascinante e voi?










Enrica Merlo 20/08/2019



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sabato 17 agosto 2019

CIRCE, sappiamo chi sei e DOVE abiti 🐷🐖 💋


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright




"Circe", risposi, "che da me richiedi?
Io cortese vêr te, che in sozze belve
Mi trasformasti gli uomini? Rivolgi
Tacite frodi entro te stessa; ed io
La tua penetrerò stanza secreta,
Onde, poiché m'avrai l'armi spogliate,
Del cor la forza tu mi spogli ancora?
No, se non giuri prima, e con quel grande
Degl'immortali dèi giuro, che nulla
Più non sarai per macchinarmi a danno".

Dal canto X dell'Odissea

E' certamente il sogno segreto di tutti noi poter trovare o almeno pensare che i luoghi mitici delle nostre letture possano esistere veramente. E' il caso della celeberrima Circe, una dei protagonisti dell'Odissea di Omero. Sì, proprio lei, l'ammaliatrice e seducente maga che trasformava gli uomini in maiali.

Si parla nella descrizione lasciataci da Omero di "cave grotte" dove risiedeva la bella Circe ma da qui a trovare davvero il luogo non è cosa semplice vi pare? Invece un pool di studiosi c'è riuscito: si tratta dell'equipe di ricercatori dell'Associazione Sotterranei di Roma che grazie ad un progetto voluto dal Parco Nazionale del Circeo sono riusciti a calarsi nell'impressionante fessura carsica detta Grotta Spaccata di Torre Paola. E' stato il ricercatore Lorenzo Grassi che ha avuto la perspicace  idea di far calare in questa spaccatura mozzafiato un gruppo di speleologi, luogo che sino ad ora si era soltanto visto dal di fuori e che rappresentava ai più null'altro che uno scorcio da sogno sito a pochissima distanza dai lidi di San Felice Circeo e Sabaudia.

Addentrandosi nella momumentale grotta gli studiosi si sono avveduti che il luogo coincide completamente con quello descritto da Omero non solo per i riferimenti geografici ma anche per struttura e sembiante. Ad appoggiare la teoria degli studiosi si è analizzata anche una Carta del Monte Circeo e Circondari di S. Felice che fu prodotta nel 1830 da Giovanni Battista Cipriani dove l'apertura  viene descritta con queste parole "due grotte una sopra dell'altra... in quella a mare entrano i bastimenti".
Facendo i dovuti calcoli che comprendono i cambiamenti morfologici della costa dai tempi in cui l'Odissea fu scritta ad oggi sembra ragionevole pensare che effettivamente allora le navi potessero avvicinarsi e scaricare i loro fardelli. 
Di conseguenza, questa ardita esplorazione, porta a coronamento quelle che furono le prime osservazioni e teorie di Tommaso Lanzuisi 35 anni or sono.



Circe ed Ulisse - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright

I nostri eroi ovvero Riccardo Ribacchi, Alessandro Paoli e Riccardo Paolucci sono a tutti gli effetti, come suggeriva il Cipriani, giunti alla "Grotta di Circe" attraverso il mare, vogando tramite pagaia fino in fondo, al termine dell'imponente fiordo, dopodichè si sono arrampicati sull'impervia parete e lo spettacolo, ci assicurano, era assolutamente inedito e straordinario sino alla sommità che si è presentata di consistenza terrosa e li ha portati all'interno di una galleria culmimante in un salone di dimensioni assolutamente ciclopiche: infatti tramite uno scanner tridimensionale laser si è potuto stabilire che soltanto il salone misura 40 metri di lunghezza, 25 metri di altezza per un totale volumetrico di 30.000 metri cubi, impressionante. Al fondo di questo salone poi uno strozzamento, un cunicolo che pare essere una antica via d'uscita verso la zona montagnosa.

Ma le sorprese della dimora di Circe non sono ancora finite: al suo interno si sono scoperte colonie a perdita d'occhio di pipistrelli presumibilmente appartenenti alla specie dei Rinolofo Maggiore e dei Miniotteri; specie che comunque essendo autoctona è sconosciuta agli studiosi; oltre che una scoperta archeologica anche un grande arricchimento a livello faunistico.

Fa sperare, inoltre, a nuove e sorprendenti scoperte quel che è stato rinvenuto nella zona più esterna della grotta ovvero dei cerchi che potrebbero far pensare ad antichi focolari; se del tempo di Omero o addirittura antecedenti questo non ci è dato ancora di saperlo. E' comunque, come tutte le scoperte  questa è senz'altro un ravvivare le speranze di sapere sempre di più sulle magnifiche opere di Omero, sui suoi protagonisti e sulla civiltà così com'era allora.
















Enrica Merlo 17/08/2019 



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mercoledì 14 agosto 2019

AMAZZONIA e DEFORESTAZIONE: un lento GENOCIDIO che non ha mai fine.


Foto dal web - l'immagine potrebbe essere soggetta a copyright


Articolo precedente: http://www.mimancanoifondamentali.com/2019/08/buon-compleanno-mi-mancano-i.html?m=1


Un disperato grido di aiuto si leva nuovamente dai popoli dell'Amazzonia: le coltivazioni di soia aumentano a dismisura grazie alla politica agricola non completamente oculata di Bolsonaro il quale sta facendo comunella con i cinesi che hanno sempre più necessità del legume e grazie anche al fatto che i prezzi smodatamente bassi del prodotto riescono ad aggirare i dazi imposti da Trump.

Il prossimo anno il Brasile potrebbe diventare il maggiore produttore di soia del globo superando gli Stati Uniti complice l'abnorme richiesta della Cina e della guerra dei legume tra Pechino e gli USA: infatti la Cina ha preferito rivolgersi ai produttori brasiliani per il minor costo del legume sudamericano rispetto a quello americano. Per evadere la richiesta cinese dunque sono necessarie 40 tonnellate, più o meno, in più rispetto alla produzione attuale con un aumento, sentite bene, delle piantagioni del 39% (fonte Nature) il che in parole povere vuol dire che questa eccedenza di produzione dovrà essere soddisfatta tasformando le già ridotte riserve boschive dell'Amazzonia, in campi coltivati, a soia. Ricordo a tutti, anche se ci fa comodo non ricordarlo, che l'Amazzonia è IL POLMONE DEL NOSTRO PIANETA.

C'è una sorta di autostrada che collega Boa Vista capitale dello stato brasiliano del Roraima con Bonfim, il paese che più è vicino alle terre degli indigeni dell'Amazzonia. Queste terre tra l'altro fanno anche molta gola per il costo molto basso del terreno ( un ventesimo rispetto al resto del paese) e per il clima particolarmente favorevole per la crescita della soia.


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Negli ultimi 5/6 anni le coltivazioni sono aumentate del 136% per un totale che si stima in 50.000 ettari di coltivazione in più. Pensate però che per soddisfare la richiesta cinese di ettari ce ne vogliono la bellezza di 13 milioni. La crescita dei campi coltivati quindi è inarrestabile e va a discapito del "lavrado" che è una sorta di savana, ecosistema unico al mondo, che si trova proprio a ridosso dell'Amazzonia e dei terreni e dei boschi degli Indigeni. Iabutì era un villaggio intorno al quale cresceva fiorente il lavrado e che ora è diventato un'unica, piatta coltivazione di soia. Ed i latifondisti chiamati ruralistas,  premono per introdursi all'interno della terra legalmente restituita dallo stato brasiliano ai popoli Macuxi e Wapichana. Proprio i latifondisti usano metodi biechi per riuscire nel loro intento: si insinuano nel tessuto sociale dei 500 Indios di Iabutì offrendo loro risibili beni materiali (mai visti da loro o comunque non di uso comune come potrebbe essere un'auto) e creando una spaccatura tra gli anziani e i giovani che asseriscono che questi ultimi vogliano fermare il progresso... il progresso... un'auto, magari scassata per migliaia e migliaia di ettari di terreno!! Tuttavia i vecchi e più saggi cercano di sanare la spaccatura; del resto come dicono loro "... se perdiamo la nostra terra smettiamo di esistere. Moriremo come comunità e come popolo" dunque tentano disperatamente di resistere a questi serpenti a sonagli di latifondisti.

Dovrebbero ricordare i giovani Indios che la lotta per riavere indietro la loro terra è costata migliaia e migliaia di morti e che solo grazie alla Chiesa che ha interceduto per loro, è stato restituito al popolo amazzonico il 46% della superficie del Roraima suddiviso in 32 grandi appezzamenti. In tutto dieci milioni di ettari suddiviso per 11 tribù di cui una in completo isolamento. Secondo quel gran genio di Bolsonaro è a suo dire " troppa terra per pochi uomini" parole sue eh; sempre non ricordando che quelle "troppe" terre sono il delicato ecosistema che permette a tutti noi di sopravvivere. Edinho Batista della tribù dei Macuxi nonchè Presidente del Consiglio Indigeno del Roraima, asserisce che, cito: "Distruggere noi e il nostro modo di vivere vuol dire distruggere l'Amazzonia e il mondo". Senza contare che i popoli indigeni ancora rivendicano quattro territori e 22 già assegnati sarebbero ancora da espandere; la politica di restituzione dei territori agli indigeni però è rallentata grazie alla scellerata politica di coltivazione selvaggia e sicuramente non aiutata dal fatto che Bolsonaro è salito al governo.

Come se non bastasse è aumentata la pressione della "bancada ruralista" (un'oltraggiosa comunella tra latifondisti e alcuni parlamentari) la quale preme perchè i territori degli Indios vengano affittati; dovete sapere che secondo la legge degli indigeni la loro terra non può essere ASSOLUTAMENTE affittata.  In base a questo non potendo far fuori gli Indios impunemente (almeno non come prima*), tentano anche qui, di minare le loro leggi.



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Ma non è ancora finita qui: ad un anno dall'elezione di Bolsonaro è stato rilevato dai satelliti spaziali dell'Inpe (Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale) un aumento del'88% della deforestazione in Amazzonia e zone limitrofe. E il contesto in Roraima è ancora peggiore poichè è stato dato l'incarico di governatore a, combinazione, Antonio Denarium noto produttore di soia ed, udite udite, rappresentante della cooperativa degli allevatori e produttori di carne di Stato, peggio che andar di notte. Dello stesso partito di Bolsonaro, il buon Denarium (che già il nome mette i brividi) non ha escluso una politica di espansione delle coltivazioni anche per attrarre ed incentivare investitori da altri stati, come se non bastasse. 
Cosa hanno intenzione di fare gli Indigeni? Cito  da Edinho Batista: "continuare a resistere... per noi ma anche per voi. Non lasciateci soli". Lasceremo inascoltato questo appello orgoglioso ma disperato? Mettiamoci una mano sulla coscienza, allora.


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*Vi racconto una cosa molto grave tanto per farvi capire quanta poca misericordia abbiano gli speculatori agricolo/politici. Chi è questa bella signora ritratta qui sopra? Lei è Olivia Arévalo Lomas indigena del popolo Shirbo Konibo del Perù uccisa nell'aprile del 2018 con ben 5 spari al petto mentre era all'interno della sua riserva. Olivia era una militante e protestava da decenni contro la deforestazione e l'alienazione delle tribù amazzoniche, aveva 80 anni.
Voglio augurarmi che per lei e per chissà quanti come lei sono stati sacrificati da uno stato criminale e lucroso noi tutti non si dimentichi e non si abbandoni questi popoli al loro destino e alla loro personale lotta che è personale sì ma che, come ho avuto modo di dire più volte in questo articolo, riguarda noi tutti, proprio tutti. Io per ora posso solo scriverne. Chissà che un giorno non possa parteciparvi attivamente. E' comodo stare su una bella poltroncina davanti ad uno schermo e sinceramente un pò me ne vergogno.

Sarebbe bello condivideste, non per me. Io ci credo davvero di poter fare qualcosa, grazie.














Enrica Merlo 14/08/2019



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